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Saviano presenta Bacio Feroce alla Feltrinelli

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di LEONARDO DONVITO

Roberto Saviano ha presentato alla Feltrinelli di Bari il suo nuovo libro: “Bacio Feroce”.

 

La serata è stata introdotta da tre giovani ragazzi immigrati che hanno letto dei passi di questo libro, ma subito dopo è intervenuto proprio l’autore, che ha iniziato a parlare di vari temi inerenti il mondo criminale: la vita dei giovanissimi legati al crimine, il loro rapporto con i genitori, la simbologia degli animali, il valore dato ai soldi. Per quest’ultimo argomento Saviano ha subito voluto mettere in evidenza che il percorso sia più importante del guadagno. Parlando di “Bacio Feroce”, invece, Saviano ha riposto la sua speranza nel lettore, ma senza svolgere una funzione rassicurante (a questo proposito lo scrittore ha usato l’espressione “pacche sulla spalla”) . Inoltre l’autore di Gomorra si è soffermato anche sulla funzione salvifica del tempo, perché questo è prezioso e ci permette di approfondire:  Saviano ritiene che darsi del tempo, insieme all’empatizzare, al sentire e a cambiare idea sono infatti dei diritti per gli esseri umani intelligenti.  I tre ragazzi immigrati, ma italiani di fatto, hanno posto diverse domande a Saviano. Per una di queste lo scrittore ha elaborato un discorso complesso sull’importanza delle madri nell’educazioni dei figli, per i quali si è ispirato alla storia del suo libro precedente, ovvero “La paranza dei bambini”. Il nome del libro “Bacio Feroce” si riferisce al bacio del cane, ed a proposito del bacio Saviano ne ha spiegato la fenomenologia, e ha detto di aver descritto quest’argomento perché se ne doveva sapere.  Il tema principale di questo libro è il sangue, che ha una funzione centrale.  Sulle ONG (Organizzazioni Non Governative), poi, Saviano ha denunciato le falsità della politica: lo scrittore denuncia che i migranti non arrivano più perché sono stati chiusi i canali grazie all’intervento di bande criminali che prima gestivano i flussi. Verso il termine della serata è intervenuto il famoso personaggio comico “Pinuccio”, che ha improvvisato una finta telefonata con il leader della Lega Nord Matteo Salvini, al quale Roberto Saviano, con garbata ironia, ha chiesto di togliergli la scorta della polizia. Dopo questo intervento a tinte comiche, in ogni caso interessante, perché ha concesso di alleggerire “cum grano salis” i temi dell’incontro, lo scrittore ha lanciato un quadro allarmante per il nostro Paese: l’Italia è una delle nazioni più vecchie al mondo, e, con una struggente metafora,  è stata paragonata da Saviano ad una casa di riposo rispetto all’Africa, che sarebbe un asilo nido.  Sempre Saviano ha evidenziato come occorra smontare la “balla” sull’immigrazione e parlare di altri temi, scottanti: l’Italia è un Paese in mano alla burocrazia ed alla corruzione. Stiamo perdendo un patrimonio culturale ed emotivo immenso, secondo lo scrittore, perché si è diffusa una mentalità (tipicamente criminale) per cui i soldi sono tutto, e che chi dice di credere nei valori, o è ipocrita, cioè pieno di denaro, oppure merita di essere irriso: lo scenario a tinte fosche lasciato da Saviano è drammatico, ma reale, però ha ringraziato la folla, molto consistente alla Feltrinelli, ringraziandola di non aver avuto paura.