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Mola, sulla sentenza Martucci e sullo stato delle cose

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Da Vittorio Farella, riceviamo e volentieri pubblichiamo

Diciamo tutta la verità


Non possiamo fare a meno di intervenire, in via correttiva, su quanto veicolato da diversi mezzi d’informazione sulla sentenza di 1° grado emanata dal Tribunale di Bari lo scorso 10 maggio relativa al presunto disastro ambientale in contrada Martucci. Infatti la notizia che ha fatto più scalpore, cioè la divulgazione di una ASSOLUZIONE PIENA, è quanto meno da chiarire, se non proprio da contestare. Tecnicamente l’assoluzione perché “il fatto non sussiste” è sicuramente di formula piena, ma non si può disconoscere che il dispositivo emanato dal GUP Diella contiene una postilla atipica per una sentenza, ovvero un richiamo esplicito “agli organismi di controllo e agli Enti Locali competenti “i quali hanno piena contezza sia di tutto il materiale d’indagine, sia di tutti gli accertamenti e le valutazioni tecnico-scientifiche acquisite agli atti, sia di tutte le indicazioni fornite dai periti e consulenti in merito agli interventi da effettuare per risolvere le criticità, portare a norma la realizzazione e/o la stessa presenza e/o la utilizzazione delle vasche…. Effettuare le loro autonome valutazioni in merito all’eventuale possibile ripresa di esercizio/utilizzazione/messa in sicurezza …. e degli eventuali da far effettuare sui pozzi di monitoraggio, sulla estrazione del percolato…. sugli eventuali pericoli di esplosione…”. Ci chiediamo allora: TUTTO QUESTO PUÒ DEFINIRSI ASSOLUZIONE PIENA? Certamente per gli imputati, soltanto in punto di diritto, MA NON PER LA SITUAZIONE REALE DESCRITTA, con esplicito richiamo alla classe politico- amministrativa di Regione, Comuni e Città Metropolitana a intervenire per le loro dirette competenze su di una situazione nota e evidente dagli atti processuali (e non solo, vedi Tavolo Tecnico Regionale). Dunque, per quel che se ne deduce, siamo di fronte ad una FALSA INTERPRETAZIONE e a un forte (e solenne) monito agli Enti locali ad intervenire, prima che sia troppo tardi.

Ma non è solo questa la “deformazione” della lettura della sentenza; ce n’è un’altra, altrettanto rilevante: è passata la notizia, anch’essa priva di fondamento, che vi sia stato un DISSEQUESTRO generalizzato. In verità il sequestro resta in vigore, perché il troncone principale del processo (per tutti gli altri reati ascritti), tuttora in corso davanti al Giudice di primo grado, non ha operato alcun dissequestro.

Queste false interpretazioni hanno dato immediatamente luogo ad una serie preoccupante di congetture sul ripristino delle vasche e riapertura degli impianti di smaltimento: TUTTO CIÒ È INAUDITO, alla luce delle conclusioni delle perizie giudiziarie e dei risultati del Tavolo Tecnico regionale.

Per questi motivi, nell’assenza inammissibile (ormai da cinque mesi) in regione di un assessore all’ambiente, ci rivolgeremo direttamente al presidente Emiliano, perché scongiuri tale folle ipotesi, per le ragioni esplicitate, e faccia riprendere immediatamente i lavori del Tavolo Tecnico (SCANDALOSAMENTE FERMI DA OLTRE UN ANNO).

Chiederemo un INCONTRO URGENTE e per ottenerlo siamo pronti anche a convergere presso la sede della Giunta Regionale fino a che non saremo ufficialmente ricevuti.

Mola, 16 maggio 2018

Associazione “ Chiudiamo la discarica Martucci

Dimostrazione presso la sede della Giunta Regionale perché la politica riprenda in mano la situazione (mancanza di un assessore all’ambiente da 5 mesi; fermo del Tavolo Tecnico da più di un anno e risultati pozzi sotto sequestro mai forniti