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Terra al cubo

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Collettivo TERRA3

Alla Terra diamo la figura cubica, perché dei quattro elementi la Terra è la più immobile, e dei corpi il più plasmabile.

Platone

 

 

La Terra elemento di connessione tra le  Opere,  le nutre e le spinge ad evolversi (terra elevato al cubo).

L’Opera , esaltando l’individualità creatrice , diventa ricerca di un riequilibrio e una riconciliazione con gli elementi della natura attraverso la formula  NOI x NOI x NOI

(L’unità di misura del Sistema Internazionale per il Volume è in metro cubo  m3

dove  V= L x L x L

NOI x NOI x NOI)


Ogni artista ha a disposizione 1 metro cubo  nel quale esprimere la propria arte utilizzando materiali naturali e /o  di scarto reinterpretati.

Un metro cubo di cui prendersi cura  per esprimere un messaggio, un’azione.

Un proposta di impegno concreto! Oggi.

Una chiamata all’azione per Rispondere  anche attraverso l’arte e la creatività ad una emergenza ambientale e sociale. (Non abbiamo un pianeta B)

Cubi tutti uguali nella misura e nell’idea fungono da connettori gli uni agli altri, sostenuti e nutriti dalla terra . Non singole individualità egocentriche,  ma singolarità elevate a potenza dalla contaminazione, dalla vicinanza , dalla condivisione, dal prendersi in carico l’Altro (Altro inteso come altri  esseri umani, altre creature, altre terre, altri spazi).

Ulteriore provocazione sarà l’invito rivolto ai  visitatori di Farsi adottare da un piccolo albero di cui si dovranno prendere cura  (idealmente  di un albero in un un metro cubo di terra inteso non solo come terreno ma come pianeta) proponendo di tenere aggiornata la pagina fb/istagram  #nonabbiamounpianetaB con post sulle azioni di cura che si intraprenderanno a seguito della visita alla mostra.

Il collettivo TERRA3 sente il bisogno di esprimere esplicitamente il valore e il significato che questa esperienza ha avuto e avrà per noi tutt*. Per questo utilizziamo la data di chiusura di questa prima tappa di percorso come spunto per rilanciare l’esperienza e chiarirne i significati, forse silenziati o poco espliciti.

Quando siamo partit* per questa “avventura artistico-ambientale” non avevamo ben chiaro dove saremmo arrivat*. La chiamata alle arti di Sibilla Potenza, curatrice e cucitrice, di stoffe e relazioni, tessuti ed emozioni, ci ha coinvolto tanto sul piano creativo che quello dell’impegno ambientale che è cifra comune a noi tutt* 17 che abbiamo risposto con entusiasmo, passione e generosità. Proprio come ci insegna la terra, generosa per natura. Il filo rosso che ci tenuto insieme è stato ed è non solo l’idea di poter esprimere un pensiero su un tema tanto urgente e di farlo in maniera creativa, utilizzando il “pensiero laterale” proprio delle arti, ma quello di farlo come gruppo o “collettivo” per rendere più forte e chiaro il suo valore. Inoltre, cosa non da poco, la possibilità ricercata e ottenuta, di lasciare una traccia tangibile che è stata quella del dono di una quercia ai visitatori come atto pro-attivo di consapevolezza e partecipazione.

Sin dalle prime mosse abbiamo tutt* percepito la bellezza di quest’incontro che stiamo cercando di preservare e questa tappa ne rappresenta un’ulteriore conferma.

Ora, salpata l’ancora, questo equipaggio ha intenzione di proseguire la sua rotta verso approdi nuovi, lo vogliamo fare per la Terra, per l’urgenza che la sua salvaguardia ci impone, per l’amore verso la sua generosa ospitalità, per rispetto delle generazioni a venire alle quali stiamo oscurando il futuro.

Vogliamo però apportare il nostro contributo in forma pro-positiva. Da sempre l’Arte ha avuto il valore di superamento della realtà, sin dalle prime incisioni rupestri nella grotta di Altamira che nelle loro rappresentazioni di caccia raffiguravano un desiderio, così anche noi, nel nostro piccolo proviamo a partire dall’urgenza di una emergenza ormai ineludibile per proporre riflessioni, visioni, poesie, sorrisi ed emozioni. Crediamo che il linguaggio dell’Arte abbia la potenza rivoluzionaria di scuotere, coinvolgere, parlare senza parole. Siamo convint* che oltre e al fianco di approcci tecnici e specialistici ci sia anche bisogno di questo, ora.

Rivendichiamo comunque la forza politica della nostra proposta proprio perché capace di fornire visioni innovative necessarie ad ognun* di noi per non lasciare ad altr* scelte e decisioni.

L’opportunità di riempire il meraviglioso contenitore del salone della Camera di Commercio di Bari ha amplificato le nostre proposte che però vivono di vita propria e soprattutto collettiva. Ognun* dei 17 creativ* presenti segue un suo tragitto espressivo già da tempo, però l’approccio sperimentato in questa occasione ha dell’innovativo che non vogliamo lasciarci sfuggire.

Le tante persone che hanno attraversato la TERRA3 ci hanno confermato che la strada intrapresa è giusta, che le sensibilità ci sono, che le azioni sono possibili. Noi come loro siamo convinti che dal proprio personale si possa e si debba iniziare a modificare stili di vita e sistemi di valori, che si debba spianare la strada alla sobrietà contro i lussi e le ostentazioni, che si debba combattere ogni tipo di spreco, di cibo, materiali, territori e parole per ritrovare il piacere del vivere comune, che si debba aborrire ogni forma di violenza fisica, verbale, sociale e che non ci può essere giustizia ambientale senza giustizia sociale, per questo ogni lotta per la salvaguardia del pianeta và affrontata come una battaglia di riduzione delle ingiustizie tra le persone per una redistribuzione delle ricchezze di cui la Terra è così generosa.

E con questo spirito che vogliamo ringraziare chi ci ha ospitato e magari provare anche con loro a tenere teso il filo che ci ha unito. Cercheremo comunque altri ambiti, contenitori, forme e occasioni per proseguire questo cammino che per la nostra città in questo periodo è, secondo noi, innovativo e foriero di speranza. Per noi, per noi, per noi. E per la Terra.

Bari, 19.09.19

Collettivo TERRA3

Sibilla Potenza, Carnimeo Michele, Cascella Luca, Consoli Angela, Dilillo Marialuisa, Epifania Manlio, Incredix Pino, Liddi Elisabetta, Mangini Francesco, Moccia Vito, Pontrelli Marco, Scarcelli Sergio, Sforza Delia, Tinella Paolo, Arte in terra, Macrohabitat, LAN, Massimo De Lillo