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“Voci per un presepe”, l’omaggio degli artisti salentini ai bambini migranti

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di MARIA DEL ROSSO

Nell’ epoca dell’egoismo, dell’odio verso il diverso, il povero, il migrante, dei muri che si innalzano, di una politica sempre più indifferente alla dignità dell’ uomo c’ è una musica di un pezzo del Sud Italia, dalla terra salentina  che  ci invita a ritrovar l’ umanità perduta.

 

“Voci per un presepe” edito da Kurumuny è il presepe popolare raccontato dal fisarmonicista Rocco Nigro, al quale sono state affidate le musiche e i testi sono di Wilma Vedruccio.

Le illustrazioni sono affidate a Marco Mussarò.

Il progetto comprende il libro e il  cd musicale  al quale hanno collaborato molti artisti della scena  musicale salentina con la partecipazione di Rachele Andrioli, Antonio Castrignanò, Rocco De Santis, Ninfa Giannuzzi, Emanuele Licci, Stefania Morciano  e le Cantrici di Borgagne, Dario Muci, Giancarlo Paglialunga, Antonio Calsolaro, Valerio Daniele, Vito De Lorenzi, Massimiliano De Marco, Mariasole De Pascali, Antonio Esperti, Gianni Gelao, Redi Hasa, Gianluca Longo, Francesco Massaro, Maurizio Pellizzari, Giuseppe Spedicato.

I brani della tradizione raccontano in parole e in musica la nascita di Gesù con uno sguardo alla attualità e alla società sempre più indifferente agli esseri umani.

“Voci per un presepe”, è dedicato ai bambini migranti d’ ogni parte del mondo e alle tante vittime innocenti delle guerre che sono costretti a lasciare la propria terra natale, i propri affetti per affrontare il viaggio della speranza sui barconi tra pianti e dolori nel Mar Mediterraneo.

Quel mare è divenuto sempre più un cimitero dei poveri e culla ancora oggi di tanti corpi migranti, provenienti dall’ Oriente.

E’ un inno alla vita e ci sprona a  risvegliare le nostre anime addormentate e mercificate dal Natale del consumismo e del business per riflettere e per costruire un nuovo mondo mediante i valori della solidarietà e dell’ accoglienza, della conoscenza e del confronto di nuove culture e tradizioni, di una musica che parte dal Sud Italia per aprirsi all’ Oriente e al suo popolo.

Conoscere l’altro per arricchirci culturalmente e umanamente,  per meditare su se stessi e comprendere quale rotta da intraprendere per raggiungere la propria felicità.

Wilma Vedruccio e Rocco Nigro dimostrano di essere non solo dei grandi professionisti ma anche artisti attenti e sensibili ai tempi nei quali viviamo, dominati da sentimenti negativi in cui si umilia il diverso per scaricare la propria frustrazione e il proprio potere.

L’ album è un viaggio nel passato che attraverso il presente, il tempo in cui ci si interroga per guardare al futuro con gli occhi di un bambino, capace di stupirsi e meravigliarsi dinanzi alla bellezza di un presepe nel quale riconoscere Gesù, l’uomo che ha dato dignità ai poveri di cui i potenti come Erode lo temevano.

“Voci per un presepe” è l’augurio più bello che possa giungere  mediante le voci degli artisti salentini ai tanti migranti che vivono nella solitudine e nell’ abbandono in un’ Europa ostile che  chiude i porti e innalza muri per creare diseguaglianze sociali, i ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri dove la ricchezza è concentrata nelle mani dei pochi.

Il presepe dei semplici ci riporta con nostalgia al passato, ai tempi in cui ci si riuniva in famiglia per costruire il presepe e  per fantasticare con i Pupi, lontani dalle corse ai regali e dalle schiavitù del consumismo.

L’  album si apre con l’ Intro di Wilma Vedruccio, voce narrante per poi proseguire con “A nnatu”, il testo è di don Franco Lupo e la musica è affidata a Daniele Durante.

Nel brano emerge la figura di Gesù,  rifiutato dal mondo, ha trovato alloggio in una mangiatoia, accolto dal calore del bue e dell’ asinello e dagli umili pastori proprio come i tanti fratelli marocchini, emarginati dalla propria società, considerati numeri da schedare e intrusi nelle nostre città arroganti e superbe.

“Bumbinieddhu” fa parte delle invocazioni religiose popolari tratte da Matino, Storia e cultura popolare di Tommaso Leopizzi e la musica è di Dario Muci.

E’ un canto popolare in cui i contadini chiedono a Gesù bambino la grazia della pioggia per la mancanza di olive, del cattivo grano e del poco mosto.

A seguire “Quanno nascette Ninno”, testo e musica di Alfonso Maria Dè Liguori in cui emerge la atmosfera di pace e di fratellanza ai tempi della nascita Gesù.

Nel viaggio musicale potremo incrociare  la “Pastorale con surdulina”, tradizionale e la “Pastorale dell’ Italia meridionale” a cura di Antonio Calsolaro (mandolino) e Massimiliano De Marco (chitarra classica e acustica). “Dormi dormi”, è  l’elaborazione di Fermarono i cieli di Alfonso Maria Dè Liguori con  l’ adattamento testo in dialetto di Antonio Castrignanò, una ninna nanna dolce e intensa che coccola con la sua melodia  Gesù.

L’ album è impreziosito dai brani come “Ninna nanna tu Bambinuddhi”, “Angheli”, “Quandu nasciu nostru Signore”.

Nei brani “Gloria, Osanna tu Teù!” e “Strina” si evidenzia la figura dei magi, elementi essenziali  mediante i quali ci potremo identificare, noi semplici  uomini nella ricerca costante della Stella Cometa che possa illuminare il nostro viaggio di vita per condurci alla salvezza e comprendere il vero significato della nostra presenza sulla terra, capaci costruttori di un nuovo mondo, più umano e giusto.

“Aurea”, “Miriam”, “Melchiorre” ci conducono nella vera essenza del Santo Natale con un po' di nostalgia del passato, ai momenti dell’infanzia,  ai tempi in cui bastava scrivere una lettera a Babbo Natale per sognare e per essere felici.

“Questo Presepe dei Semplici, così’ difficile da mettere su per noi diventati così complicati, così saputi di tante cose tranne di quelle semplici e vitali.

Avete guardato i bimbi che scendono dai barconi dopo un viaggio in mare? E i bambini trascinati dietro ai migranti, tenuti per mano, messi in spalla o accovacciati nei campi di accoglienza?

Abbiamo guardato il bimbo che la marea ci ha riportato indietro posandolo sulla battigia, un piccolo Cristo precoce, senza Croce.

Ecco, potrebbero esser loro i protagonisti del presepe di oggi, i bambinelli che salveranno il mondo se solo ci volessimo credere quel tanto che basta”.

Wilma Vedruccio

La foto è del web.