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Home Ambiente Ambiente Wish: l’opera di Milo in favore dell’integrazione nella città barocca

Wish: l’opera di Milo in favore dell’integrazione nella città barocca

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di MARIA DEL ROSSO

 

Wish è il murales realizzato nel capoluogo salentino, a Lecce da Milo, artista pugliese oramai divenuto internazionale.

 

 

L’ opera realizzata rientra all’ interno dell’ iniziativa 167 B, che opera da anni nel rione con lo scopo di migliorarne la percezione estetica e di aumentare i rapporti umani tra gli abitanti.

Milo è il diminutivo di Camillo, secondo nome di Francesco Giorgino, classe 1979, originario di Mesagne.  Giorgino è stato vincitore del prestigioso “Premio Celeste”, nel 2014 ed ha vinto la “B. Art competition”, una gara tra streetarter che ha messo a disposizione del vincitore tredici muri nella città di Torino.

Nel corso della sua carriera artistica ha impressionato i cittadini in Messico, Polinesia, Marocco, Stati Uniti e Cina, dove ha dipinto il suo murale più alto, a Shangai 50 metri.

Il progetto 167/B Street mediante numerose iniziative promosse dal laboratorio d’ arte urbana, riappropriandosi legalmente dei luoghi invisibili con una nuova forma d’ arte, è divenuto  un vero e proprio museo a cielo aperto con la collaborazione della Chiesa e la disponibilità del parroco, don Gerry, il quale  promuove  l’ inclusione sociale.

Il muro si trova nell’ area chiamata 167, il quartiere considerato il più popolare e oggi anche multiculturale della città, dove  negli anni ‘90  si è svolto il maxiprocesso alla Scu.

Wish è la rappresentazione concreta di un legame che non può essere tagliato, proprio come un sottile filo rosso, che collega e lega ciascuno di noi che, come precisato

dall’ associazione, nonostante le difficoltà e poi gli intrecci delle nostre vite, contribuisce a renderci tutti migliori quando non siamo soli.

Il murales di Lecce è una creazione che ci permette di riflettere su temi importanti come

l’ integrazione, la conoscenza dell’ altro per crescere e per divenire uomini migliori,

guardare negli occhi i nostri vicini di casa e relazionarci con gli abitanti del quartiere per riscoprire le piccole felicità della vita, fatte di frammenti di vita quotidiani.

Una chiacchiera, lo scambiarsi il cibo e i doni è un atto di coraggio nei tempi difficili nei quali viviamo, di egoismo e di apparenze.

La foto è del web.