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Lo scrittore Alessandro Cannavale ci racconta “Versi Randagi”

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di MARIA DEL ROSSO

Alessandro Cannavale ci racconta la sua raccolta poetica “Versi Randagi”,  pubblicata da Les Flâneurs Edizioni.

 

Il libro è un viaggio nell’ animo umano in cui lo scrittore  racconta e descrive le speranze e i sogni con uno sguardo attento sulla società.

La poesia di Cannavale è impreziosita dalle immagini di Miriam Piro che con professionalità e con talento ha saputo cogliere il significato delle parole dell'autore.

Alessandro Cannavale, nato a Bari nel 1977,  è ingegnere, ricercatore, poeta e scrittore.

Ha pubblicato nel 2017 “A me piace il Sud” ed è finalista nella sezione poesia inedita al Premio Letterario Nabokov.

Alessandro, come nasce “Versi Randagi” e a chi è ispirato?

“Versi randagi nasce quasi sotto forma di cronaca quotidiana in versi di un periodo molto difficile della mia vita. Tuttavia, l'elaborazione di quell'esperienza attraverso i versi, ha permesso di elaborare il dolore, per farne l'humus di una ricerca della bellezza, che può diventare una trascinante forza salvifica.

Quella del ‘randagio’ è una condizione diffusa. Il modo più facile per identificarlo è quello di osservare gli occhi, le movenze alterate rispetto alla consuetudine, il suono delle parole delle persone. Il randagio è solitario anche dentro una folla. Trasporta, come Sisifo, un peso immane (il fallimento e la delusione delle aspettative, il precariato perpetuo, la malattia, l'abbandono) e vede progressivamente scomparire i colori dal suo campo visivo. La sua percezione emotiva si converte da ‘fotopica’ in ‘scotopica’.

Una percezione ridotta e povera di stimoli positivi. È la percezione sommaria del fuggiasco, di chi prova a salvarsi la vita davanti a un pericolo incombente. Molti riescono ad abbandonare quella condizione, tornando a rivedere i colori, a godere della bellezza. I semi della bellezza, dispersi sul cammino da noi o da altri, germogliano solo cadendo nel buio della terra. La fiducia, nel riscatto coraggioso del fiore, anima e pervade tutte le pagine di questo libriccino.”

Il libro è impreziosito dalle immagini di Miriam Piro che accompagnano le tue poesie. Perché hai scelto il connubio di parole e di immagini per dar voce alla tua arte poetica?

“Le due ricerche parallele hanno prodotto il risultato che si vede. Non poteva che essere così”.

In “Versi Randagi” affronti diverse tematiche tra cui il lavoro.

“Per chi combatte in silenzio e mastica salario e veleno nel cielo grigio dei turni di pane e servitù si alzi un vento nuovo”. Quanto sia importante riscoprire il valore della Resistenza in questi tempi difficili in cui il lavoro non è garantito per tutti?

“È difficilissimo parlare di lavoro precario. In molti, trovano eccessivamente fastidiose e dure le parole dei precari. Facci caso: di lavoro precario parlano tutti, eccetto noi precari. Saggi, media, congressi, in cui presunti esperti ci dissezionano fornendo sempre una lettura parziale e innocua.

É un disinnesco, una specie di sordina sociale al problema. Sembra che qualcuno debba necessariamente oggettivarlo e smussarlo, per rendere la bestia presentabile al pubblico. Perché la gente non deve confrontarsi col dato grezzo della mutilazione dei sogni e delle aspirazioni di intere generazioni di giovani e non più giovani? Il covid-19 ha dimostrato che in molti non solo non hanno diritto al futuro, procreando, ma non possono neanche dedicarsi al proprio passato, accudendo gli anziani della famiglia.

Il lavoro precario chiede tutto e poi ti abbandona in qualche curva, come un cane destinato al randagismo. Versi randagi, con la chiave maestra del verso, prova a mettere al centro della scena le forme molteplici del randagismo umano, senza filtri”.

C’ è una poesia dedicata ai figli del Sud. In questo periodo di attesa è tornato ad innalzarsi il vento dell’odio contro il Sud come il caso Feltri. Cosa i giovani possono fare concretamente per dare dignità al Meridione?

“Non c'è solo il Sud dello scandalo dei divari rispetto al resto del Paese, di cui molti decisori dovrebbero vergognarsi. Ma c'è anche e soprattutto un Sud delle meraviglie culturali, paesaggistiche, gastronomiche, linguistiche, industriali, della ricerca e dell'innovazione. Sud non è affatto sinonimo di arretratezza bensì di avanguardia. Il mondo che verrà dovrà coinvolgere il Sud, facendone una prua. E lo dico senza retorica, da anni. Ne sono convinto e sicuro. Non è vero che si debba per forza emigrare, se non per scelta. Non è vero che qui non c'è ‘niente da fare’. Al contrario, nel vuoto lasciato dalla disperazione, c'è invece ‘tutto da fare’. E da rifare!”

 

Nel libro c’ è l’ invito a non farsi rubare il futuro e di essere fedeli alle utopie. E come afferma Nelson Mandela : “Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso”. Quanto i sogni ci possono portare lontano?

“Un'incrollabile fiducia nei propri sogni e nelle proprie aspirazioni è il segreto del successo di qualsiasi iniziativa. L'homo sapiens ha un'incredibile capacità di immaginazione. Ci contraddistingue, ci rende così tanto particolari.

Dobbiamo solo lasciare esplodere le potenzialità che abitano negli occhi dei giovani. Concediamo loro uno spazio per esserci e dimostrare le proprie capacità, senza doversi sentire fuori luogo. Dietro tante storie, il vero tesoro a nostra disposizione sono i sogni, l'integrità morale, la fiducia in se stessi e nelle proprie radici. Per integrità intendo il coraggio di saper dire di no alle scorciatoie per fare carriera. Nessuna accezione bigotta, lungi da me. Bisogna proteggere il coraggio e l'energia potenziale degli animi, più del denaro. Il mio sogno ad esempio consiste nella realizzazione dei principi costituzionali. Ogni giovane ha diritto a poter prendere il proprio ascensore sociale, in base ai propri meriti. Tutto ciò che rallenta questo processo è oscurantismo e va cancellato.”

Un augurio con una tua poesia per una sana rinascita sociale, culturale ed economica del nostro Paese.

“Nel buio, la poesia

ci ha salvato l'anima.

Un cielo buono ha soffiato

sul mucchietto delle paure:

è libera la prua delle utopie”.