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“Taranta World” è il viaggio musicale di respiro internazionale di Antonio Castrignanò

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di MARIA DEL ROSSO

Dal profondo Sud della Puglia, dal Salento, nasce una musica terapeutica che guarisce dai mali di ogni  tempo e da una pandemia che sta affliggendo l’ umanità per poi diffondersi oltre i confini regionali e curare il mondo con i suoni e con le parole di “Taranta World” (Ponderosa Music&Art).

È il nuovo singolo del polistrumentista e cantore popolare salentino, di Calimera, cuore della Grecìa Salentina, Antonio Castrignanò.

L’ artista è conosciuto al grande pubblico per essere uno dei protagonisti della riscoperta tradizionale musicale del Salento e per essere stato per molti anni voce e tamburo de “La Notte della Taranta”, uno dei festival di musica popolare più affermato in Europa che vede protagonisti i tarantati, i quali  ballano e cantano al ritmo dei tamburelli,  l’ evento

è dedicato alla danza della pizzica pizzica.

Castrignanò ha iniziato il suo percorso artistico suonando con i gruppi di musica popolare salentina come Aramirè per poi divenire  uno dei musicisti più conosciuti  del panorama della musica italiana e internazionale mediante  le sue collaborazioni con artisti importanti tra cui Stewart Copeland, Mauro Pagani, Goran Bregovic, Giuliano Sangiorgi, Negramaro, Ludovico Einaudi, Ballakè Sissoko, The Chieftains, Marcan Dede, Fanfare Ciocarlia.

Durante la sua carriera artistica è stato anche compositore della colonna sonora del film “Nuovomondo” di Emanuele Crialese, Leone D’ Argento alla Mostra del Cinema di Venezia del 2006, vincitore di numerosi riconoscimenti e candidato ai Nastri D’ Argento e Ciak D’ Oro 2007.

Inoltre, le sue musiche sono presenti anche nel film di Bellas Mariposas di Salvatore Mereu, vincitore del premio Schermi di qualità e Premio Fedic alla Mostra del Cinema di Venezia del 2012.

Nel corso degli anni il musicista si è esibito sui palchi prestigiosi internazionali portando la sua musica  per il mondo, stimato e apprezzato anche dalla stampa francese.

La sua arte ha conquistato la Francia  e la principessa Carolina Di Monaco che  l’ ha voluto fortemente per un concerto con la sua band in occasione del matrimonio reale tra il figlio, Pierre Casiraghi e la giornalista  Beatrice Borromeo nella calda estate del  2015.

La pizzica di Antonio Castrignanò è approdata anche al Festival Fête de la Danse nel Principato di Monaco  con coreografie originali, interpretate dai professionisti del  balletto di Montecarlo,  affidate al coreografo Jean- Christophe Maillot.

Castrignanò è reduce dei successi “Fomenta” e “Aria Gaddhipulina” in cui racconta in parole e in musica la bellezza del Salento con l’ amico, poeta popolare e cantore,

Cici Cafaro.

Attualmente, il polistrumentista calimerese è impegnato con il suo lavoro discografico “Taranta World”, è presente su tutte le piattaforme digitali, il singolo anticipa l’ uscita del nuovo album “Babilonia”, previsto per  quest’ anno.

Al progetto musicale ideato e prodotto da  Antonio Castrignanò hanno collaborato Morris Pellizzari, el.guitar, Gianluca Longo, mandola, Rocco Nigro, accordian, Luigi Marra, violin and voice, Giuseppe Spedicato, bass, Gianni Gelao, bouzouki.

Il singolo “Taranta World” è stato pubblicato il 15 maggio, la coincidenza fatale ha voluto che il brano venisse diffuso sui social nel giorno malinconico del mondo della musica per la perdita dell’ immenso Ezio Bosso, il quale ha insegnato al pubblico ad amare profondamente la musica, forza salvifica del nostro tempo.

È il segno che la musica non si deve fermare ma continuare a rivoluzionare le coscienze, a cambiare la visione del  mondo.

E come afferma il Maestro Ezio Bosso : “La musica è una terapia per la società”.

La musica è fonte di rinascita e di cura come accadeva nei tempi passati con i tarantati. Uomini e donne morsi dal ragno della tarantola vivevano in condizioni di sofferenza e di dolore che mediante i suoni e i canti potevano liberarsi e rinascere a nuova vita.

Una musica impreziosita dagli strumenti della tradizione come il tamburo, il violino, la chitarra e le castagnette donavano e donano tutt’ oggi emozioni e momenti di estasi ai tarantati, i quali danzavano al suon di pizzica pizzica per guarire dal mal di vivere.

Nel passato la depressione era causata da una condizione di precarietà, di sottomissione e di schiavitù soprattutto per le  donne che sfociava in comportamenti isterici e  schizofrenici come ha dimostrato l’ antropologo e studioso del tarantismo, Ernesto De  Martino attraverso il suo lavoro di  ricerca.

Oggi non esistono più i tarantati morsi dal ragno della tarantola ma sono presenti nella nostra società  altre forme di tarantismo come la mancanza del lavoro per molti,

l’ incertezza del futuro, la crisi economica provocata dalla pandemia, l’ emarginazione del diverso, del povero e del migrante.

Oggi più che mai la musica deve far luce nella nostra esistenza tra precarietà  e paura del futuro.

L’ epoca del Coronavirus ha bloccato il mondo della cultura e dell’arte annullando concerti, eventi, manifestazioni in piazza per evitare assembramenti che possono provocare il diffondersi del contagio.

L’ epidemia ha portato milioni di italiani a restare in casa che con coraggio e con resilienza hanno affrontato la drammaticità dei nostri tempi cantando e suonando dai balconi.

Nel periodo storico in cui viviamo la musica diviene simbolo di resistenza e di guarigione che cura le ferite dell’anima e ci dona speranza.

Al riguardo, “Taranta World” è l’invito a ritrovare mediante la musica dei nostri nonni con uno sguardo rivolto alla modernità, la bellezza della vita e di saper cogliere dal momento buio nel quale viviamo un’opportunità per essere migliori e per creare una società più umana, attenta  alla dignità, alle lingue, ai volti, agli sguardi e alle differenti  culture.

Il carismatico Antonio Castrignanò ritorna con i suoi eccellenti musicisti nel panorama della World Music attraverso un viaggio musicale del tutto inedito e originale tra i popoli e i suoni del mondo in cui racconta e descrive la realtà di oggi, partendo dalla terra salentina per poi contaminarsi mediante  collaborazioni con  artisti di diverse  nazionalità, tracciando un nuovo percorso della pizzica tarantata.

Una musica terapeutica che dall’ Occidente guarda all’ Oriente,  cura l’ anima degli esseri umani e li spoglia dalle vesti dell’ egoismo, dell’ indifferenza, delle guerre e dei conflitti.

“Taranta World” è una musica senza confini che ha un respiro internazionale, capace di far parlare la Storia e le persone, di penetrare nello sguardo umano e di riconoscerlo nella propria dignità senza pregiudizi e senza discriminazione all’ insegna dell’integrazione tra i popoli.  

La foto è del fotografo Vincenzo de Pinto.

© Riproduzione riservata

Maria del Rosso