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Mina Vita ci racconta la danza della sua terra, la pizzica

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di MARIA DEL ROSSO

 

La danzatrice di pizzica pizzica, Mina Vita ci racconta la sua arte, la sua passione per la danza popolare e il periodo di quarantena in cui sta vivendo tra sogni e speranze.

 

 

È una giovane ballerina appassionata della danza sin da bambina.  Per  otto anni si è dedicata allo studio della danza classica, moderna e contemporanea. In seguito, l’artista si è avvicinata alla musica e al ballo popolare nelle feste di famiglia e di paese della sua terra natale, San Vito dei Normanni, nel cuore della provincia di Brindisi.

Dal 2012 al 2018 fa parte del corpo di ballo de “I Taricata”, formazione che da 40 anni conserva il patrimonio musicale sanvitese.  Durante la sua carriera artistica  è stato decisivo l’ incontro con gli  artisti come Fabrizio Nigro, Franco Gagliani, Andrea Da Siena, danzatori e custodi  della pizzica di San Vito.

Per Mina inizia un nuovo percorso di studio delle diverse danze tradizionali del centro/sud Italia, appassionandosi alla ricerca coreografica- teatrale sul tarantismo, partecipando ai laboratori tenuti da artisti di danza popolare e contemporanea.

Il 2015 è l’anno di svolta per Mina Vita, diventa danzatrice e coreografa di spettacoli per eventi privati e pubblici insieme al danzatore sanvitese Fabrizio Nigro.

Per l’artista si inaugura l’epoca di successo, di riconoscimenti e di lavoro artistico vero e proprio.

Dal 2017  collabora ed entra a far parte della Scuola di pizzica di  San Vito, in qualità di danzatrice e di assistente nei corsi di pizzica.

Da ottobre 2018, insieme ai Tamburellisti di Torrepaduli, gruppo storico di musica popolare salentina, partecipa a molti concerti in tutta Italia e prende parte all’ Artigiano in Fiera di Milano del 2019.

Da settembre 2019, è insegnante (Secondo il metodo della SPSV) nei corsi di stabili di pizzica pizzica, tenuti a Carovigno (BR) e a Pulsano (TA).

Mina Vita è una danzatrice carismatica, appassionata, talentuosa e la sua umiltà la contraddistinguono da sempre nel mondo artistico, figlia orgogliosa del Salento e della sua cultura.

Mina, come stai vivendo il fermo dell’arte e cosa vorresti che si facesse concretamente per tutelare gli artisti e il lavoro culturale?

“Io vivo con un senso di incertezza, non sapendo ancora quali saranno i tempi e la modalità di ripartenza, per quanto riguardo i concerti, gli spettacoli e i corsi. Nonostante lo sconforto iniziale, ho deciso che avrei usato al meglio il tempo a disposizione, dedicandomi allo studio per l’esame che potrà abilitarmi alla professione di assistente sociale.

Sicuramente l’emergenza sanitaria ha messo in luce la difficile condizione dell’artista, in quanto mestiere non riconosciuto e tutelato dalle Istituzioni, e non solo. Per molti la situazione è critica, sotto il profilo economico, considerando anche il lungo periodo di blocco che si prospetta in questo ambito. Una volta risolta questa crisi, sarebbe auspicabile che ci fosse un dibattito serio sulla categoria degli artisti e sul lavoro culturale, per raggiungere equilibri, accordi e obiettivi concreti.

Bisognerebbe innanzitutto partire dalle basi ossia, sarà importante rifondare la considerazione  e l’ idea che si ha dell’ artista, molto spesso, ritenuto “un nullafacente” o non degno di interesse. Pertanto, spero ci sia una giusta presa di coscienza da parte della politica italiana”.

Sei conosciuta al grande pubblico in qualità di danzatrice e assistente nei corsi di pizzica presso la scuola di San Vito. Cosa attrae gli allievi a frequentare i corsi ed avvicinarsi alla danza popolare?

“Sono tanti i motivi per cui molte persone sentono di volersi avvicinare alla danza popolare. La pizzica pizzica attrae, innanzitutto, per l’energia che riesce a sprigionarsi e per la sua capacità di incidere sulle emozioni.

Parlando anche per esperienza personale, uno di questi motivi è sicuramente la grande potenzialità terapeutica di questa danza di influire positivamente sul benessere psico-fisico.

Durante il mio percorso, mi è capitato spesso di ascoltare persone che avessero superato momenti difficili, grazie alla pizzica.

Molti, inoltre, si avvicinano perché  sono affascinati dai suoi misteri e pertanto spinti dalla curiosità di conoscere gli aspetti più profondi e approfondirli.

Altri semplicemente perché hanno voglia di divertirsi e socializzare.

La pizzica pizzica è una danza che tutti possono ballare. Una danza che nasce dal popolo, perciò libera di essere eseguita da tutti.

Inoltre, tra le danze popolari del Sud Italia, è quella che maggiormente lascia più spazio alla libera e personale interpretazione e alla creatività.

Ovviamente, è fondamentale conoscere i suoi codici coreutici, il suo linguaggio musicale, le sue dinamiche di interazione, per poter ballare in coppia e saper comunicare”.

Un tempo la pizzica era la danza che curava i tarantati morsi dal ragno della tarantola. Invece, oggi ci sono altre forme di tarantismo che provocano una condizione di fragilità e di malessere.

Al riguardo,  quanto la pizzica nella società attuale può divenire terapeutica  per guarire dai mali del nostro tempo?

“La pizzica, sia che si tratti di musica, di ballo o di canto, fonda le sue origini sull’ essere terapeutica e catartica.

È un universo che offre dei mezzi profondi per entrare in armonia con se stessi mediante la danza, per esempio, può farti  vivere un’ esperienza

di  unità che si concentra nel momento presente dove corpi, mente e anima diventano tutt’ uno.

Sono cambiati i contesti culturali ed economici, ma non è cambiata la necessità dell’uomo di esprimersi, di vivere situazioni catartiche e di liberare le proprie energie.

Abbiamo visto come in questo particolare periodo di quarantena, molti abbiano sentito la necessità  vitale di ballare la pizzica, proprio perché  è insita nell’ uomo l’ esigenza di armonizzare tanti aspetti del proprio essere anche contrastanti tra loro.

Un universo che ti mette in ascolto e in connessione con te stesso e con gli altri. Non dimentichiamo  che  la condivisione è il cuore della cultura popolare.

Sembra retorica, ma la pizzica è la musica della convivialità, della socialità, che ti permette di interagire con gli altri e di purificarti.

Questa purificazione, senza una comunità che ti sostiene non potrebbe avvenire.

Nella cultura popolare ci sono tantissimi aspetti, come i simboli, i codici coreutici, lo stesso rito del tarantismo, che ci riportano sempre allo stesso significato: ‘Solo non ti puoi curare’.

Perciò, nonostante i mutamenti storici, questo straordinario e complesso universo della pizzica, sarà sempre una terapia tradizionale, all’ interno del quale il mito e l’ arte giocano un ruolo fondamentale nel restituire l’ interezza armonica a chi l’ ha perduta”.

Tre aggettivi per descrivere la tua arte.

“Gli aggettivi che vorrei descrivessero la mia danza sono: vibrante nei movimenti del corpo e dell’ anima, autentica nell’ esprimere il mio mondo interiore, intensa nel raccontare storie che riguardano l’ essere umano con le sue fragilità e le sue lotte per rinascere.”

Una pizzica da dedicare alla rinascita e alla guarigione dalla pandemia del nostro Paese.

“Essendo di San Vito dei Normanni non potrei scegliere la celebre Pizzica di San Vito, una pizzica a cui sono legata, sin da bambina.

La ricchezza che la contraddistingue, tanto per i suoi aspetti melodici e ritmici, quanto per la sua tradizione coreutica, mi affascina nel profondo.

C’ è tutto in questa pizzica: la malinconia, la passionalità, la furia e la rinascita.”