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Le avventure di Pinocchio al tempo del corona virus

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di ELISABETTA TEDESCHI

La lettura delle “Avventure di Pinocchio” al tempo della pandemia è stato lo spunto per invitare, grandi e piccoli, ad una riflessione più particolareggiata su temi e problematiche umane e pedagogiche contenute nel famoso racconto di Carlo Collodi.

Nell’aula virtuale della classe 4 D della scuola San Giovanni Bosco di Terlizzi,  nelle scorse settimane, è intervenuto il Prof. Vittoriano Caporale, già  docente di Storia della Pedagogia e Presidente dei corsi di Laurea in Scienze della Formazione Primaria e di Scienze dell’educazione nell’Università degli Studi di Bari. Il Professore ha accolto con piacere l’invito della comunità scolastica in un periodo tanto delicato come quello della pandemia, che ha sostituito alla consueta didattica “in aula” la “didattica a distanza” (D.aD.)

Gli alunni della classe 4D della scuola primaria “S.G. Bosco “di Terlizzi, fra le tante attività svolte durante la D.a.D. hanno realizzato il progetto di “lettura animata ad alta voce” con l’insegnante di sostegno Elisabetta Tedeschi per continuare il percorso educativo dell’inclusione attraverso la lettura, potente strumento che “ha unito e ha avvicinato” i bambini facendoli scoprire uguali e diversi per viaggiare insieme nel mondo della fantasia.

Il Professore, che nel corso delle sue lezioni universitarie ha proposto modelli di educatori esemplari anche pugliesi, come Mauro Carella, Gaetano Santomauro, Giovanni Modugno, ha apprezzato le modalità didattiche attuate  dai docenti, grazie anche efficiente impostazione metodologica e  organizzativa della dirigente scolastica Dott. Clara Peruzzi.

Il Professore ha avviato il suo intervento, valorizzando il progetto – lettura:  “Le Avventure di Pinocchio”, evidenziandone l’attualità della favola e del protagonista. “Dal burattino – sostiene  il Professore - si ha sempre tanto da imparare anche in questo periodo di pandemia”.

Pinocchio, continua il Professore, è un personaggio che provoca la riflessione su temi importanti della vita dell’uomo come quello della libertà personale. L’uomo non nasce libero, ma dipendente dei propri “capricci e dei propri istinti”. Pinocchio dimostra con le sue avventure, a volte divertenti altre volte meno, che la libertà è una conquista che l’uomo raggiunge quando diventa capace di scegliere tra il bene e il male, tra il bello e il brutto, tra la verità e la falsità. L’invito rivolto a tutti i bambini è quello di riflettere sul fatto che la verità spesso è nascosta e che solo attraverso lo studio, il metodo della ricerca, il metodo del confronto e della riflessione sistematica può essere scoperta la verità. Attraverso la scoperta del bene e del vero l’uomo  diventa capace di scegliere comportamenti coerenti e appropriati da esperire nella vita quotidiana.

Da ciò l’invito  gli alunni a porsi sempre delle domande e a studiare e a leggere per ricercare, per scoprire e per indagare la realtà in modo critico senza accettare nulla come assoluto e definitivo.

Il prof. Caporale, dunque, con maestria ha dimostrato che le avventure di Pinocchio simboleggiano le vicende della vita di tutti gli uomini: l’uomo nasce “individuo dipendente” e poi, nel corso della sua vita, superando difficoltà, commettendo errori e sbagli si affranca e diventa libero.

A questo punto significativa è stata anche la riflessione pedagogica sulla valenza educativo e didattica dell’errore .  Ha spiegato ai bambini  che l’errore è un valido momento di crescita attraverso un confronto significativo: come l’alunno migliora le proprie competenze e conoscenze quando sbaglia nel suo lavoro scolastico, così l’uomo, commettendo errori, diventa più forte nell’affrontare le successive difficoltà della vita. Pinocchio, infatti, commettendo errori, sbagli, disubbidienze riesce a conquistare la dimensione umana, trasformandosi da burattino in uomo libero. Questo passaggio comporta tante difficoltà per gli uomini, perché “la vita è una grande fatica”, spiega il professore, che vale la pena vivere con l’impegno di tutta la volontà e forza personale.

L’attento gruppo degli uditori, costituito da alunni, docenti e genitori,  è stato guidato a riflettere anche sul significato di libertà intesa come rispetto delle regole. Solo scegliendo di rispettare le regole in questo periodo di pandemia si potrà riconquistare completamente la libertà che “ci farà tornare a stare con gli altri”. “L’isolamento, infatti, - spiega il professore- è  la più grande sofferenza vissuta da tutti noi, adulti e bambini in questo periodo.”

La libertà, puntualizza il Professore, si esplica anche attraverso il rispetto degli altri, delle diversità e delle differenze, poiché costituisce il fondamento della relazione tra le  persone civili.

Con grande chiarezza il Professore continua l’interessante conversazione con i bambini, rispondendo alla domanda sul significato della didattica a distanza, evidenziandone limiti e valori. Ha criticato fermamente la didattica a distanza, che ha mirato al  semplice nozionismo, al verbalismo e al sovraccarico di compiti; altresì, ha valorizzato la DaD che ha potenziato la creatività e la fantasia dei bambini, stimolando la curiosità, che ha coinvolto i bambini nella sperimentazione “a fare, a operare, a inventare”. Ha rivolto l’invito ai docenti all’uso di una didattica a distanza basata sul metodo della ricerca – azione che utilizzi metodologie innovative e motivanti. Così i piccoli proveranno il gusto di “imparare ad imparare” anche a distanza, a problematizzare le conoscenze in modo costruttivo acquistando gradualmente  gli strumenti necessari per imparare a leggere a ad interpretare criticamente la complessità della realtà e della vita .

Questa esperienza nuova che ha visto protagonisti i bambini con le loro domande, il professor Caporale con le sue riflessioni, i docenti con il loro esperienze è stata una testimonianza concreta che la creatività e  la dedizione degli operatori della scuola non è mai stata messa in crisi, non ha mai subito un arresto neanche di fronte ad una emergenza così grave come la pandemia. Gli insegnanti della scuola italiana hanno sperimentato e inventato un modo nuovo di fare scuola, provando e riprovando, giorno dopo giorno, sulla propria pelle, gli effetti della DaD. Hanno progettato  e ricalibrato costantemente il proprio lavoro, subendo gli imprevisti legati alla tecnologia ! Essa, infatti, se da un lato è stata la risposta necessaria per continuare a fare scuola, dall’altro ha manifestato i numerosi inconvenienti che hanno complicato il lavoro dei docenti e dei discenti. A mio avviso la DaD è stata una esperienza che ha permesso ad ogni insegnante di mettersi in gioco, mettendo a disposizione la propria professionalità per gli alunni e la comunità scolastica. I docenti hanno voluto cogliere gli aspetti positivi della nuova modalità di fare scuola  nell’intento prioritario di non interrompere il proprio  lavoro  e di alleviare il senso di incertezza e precarietà, che l’emergenza sanitaria chiamata “COVID 19” ha suscitato soprattutto nelle persone fragili.