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Lecce e la sua leggenda dell’amore eterno

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di MARIA DEL ROSSO

Lecce, capoluogo salentino affascina sempre più turisti di tutto il mondo per la sua bellezza artistica, per il cibo e per il buon vino, per le sue tradizioni e per le sue leggende.

 

Passeggiando per le vie del barocco leccese su Via Federico D’ Aragona, all’ angolo con vico dei TheuTra, si può notare raffigurata una piccola testa di donna che interrompe la linea dell’angolo di un palazzo, all’ altezza delle finestre del primo piano. A quella piccola pietra è affidata una leggenda che racconta di amore e di sofferenza.

Si narra che sia stato un amore platonico fra i figli delle famiglie dirimpettaie.

Un sentimento  nutrito di sguardi e di parole d’ amore.

Il padre della fanciulla non approvando l’amore decise di murare la finestra e la ragazza per disperazione si uccise.

Il ragazzo decise di raffigurare il volto di lei sulla pietra del suo palazzo affinché quell’ amore fosse eterno.

C’ è un’altra versione, meno romantica attribuita alla donna raffigurata sulla

pietra che ha come  protagonista la nonna di Sigismondo Castromediano, alla cui morte l’ innamorato marito ne fece scolpire il volto.

È il classico amore romantico raccontato dai poeti e raffigurato dagli artisti di cui non  si può farne a meno dell’ altro perché è linfa vitale per la propria esistenza.

E come cantava Luigi Tenco nel suo famoso brano: “Mi sono innamorato di te”, l’amore autentico fa sognare il cuore proprio come è accaduto ai due giovani leccesi.

“Mi sono innamorato di te
Perché
Non avevo niente da fare
Il giorno
Volevo qualcuno da incontrare
La notte
Volevo qualcosa da sognare”.

L’ amore dei  “Romeo e Giulietta” salentini è stato descritto da Alberto Angela dal programma di Rai Uno “Meraviglie-La penisola dei Tesori” in cui è intervenuto il leader della band salentina de “I Negramaro”, Giuliano Sangiorgi che ha definito “La più bella storia d’ amore del Salento”.

L’ artista invita coloro che passeggiano per  le vie a soffermarsi a guardare in alto per ammirare il volto della fanciulla che si è sacrificata mediante il suicidio, non sopportando il dolore di essere costretta a legarsi ad un altro uomo senza amore.

“Ho cominciato a guardare Lecce dal basso verso l’ alto solo quando sono tornato dall’ America con I Negramaro, a volte non ci si accorge della bellezza che ci circonda.

E così ho iniziato ad alzare lo sguardo e osservandola come se guardassi i grattaceli di New York”, ha affermato Sangiorgi.

È l’ augurio per tutti noi a saper  cogliere la bellezza dei nostri paesi che custodiscono le nostre radici, la Storia per donarci nuove prospettive di vita, emozioni, sogni e speranze.