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“Panacea. Al di là dell’abisso” è il libro di Davide Uria e Mariateresa Quercia

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di MARIA DEL ROSSO

“Panacea. Al di là dell’abisso” è il progetto autopubblicato, composto da poesie scritte da Davide Uria e illustrazioni realizzate da Mariateresa Quercia.


Mariateresa Quercia è nata nel 1990 a Trani e vive a Corato.

Ha conseguito la laurea e la specializzazione in Arti Visive all’Accademia di Belle Arti di Bari e si occupa di illustrazione e di impaginazione editoriale.

Nel 2020 ha pubblicato Appunti di trincea, edito da Tempra Edizioni.
Davide Uria è nato nel 1987 a Trani. Si è laureato in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bari. Scrive e realizza illustrazioni. Nel 2017 ha pubblicato Trame d’assenza, la sua prima silloge poetica con Augh! Edizioni.

Quest’ anno gli artisti  si sono dedicati al nuovo progetto, nato durante il periodo della quarantena  per  dar voce ai loro sentimenti e al loro sguardo artistico sull’ epoca storica nel quale l’ umanità sta attraversando tra paura e speranza.

Il titolo del progetto deriva da Panacea, personaggio della mitologia greca, dea e personificazione della “guarigione universale e onnipotente”.

Si narrava che  Panacea  avesse una pozione con cui poteva curare tutti i malati. La parole è utilizzata, oggi, per indicare qualcosa in grado di risolvere un problema molto complicato.

Le poesie e le immagini nel libro raccontano e descrivono le emozioni che dominano nella società ai tempi del Coronavirus.

Dal progetto emerge la speranza, di guardare oltre  questo momento difficile, al di là dell’ abisso.

Il merito di Davide e Mariateresa è di aver saputo cogliere dalla pandemia l’interiorità dell’ essere umano e di aver portato alla luce mediante l’ arte l’ emotività provocata dalla pandemia e dalle sue restrizioni come la mancanza di un abbraccio, di un bacio e di una chiacchiera al bar con gli affetti più cari, momenti semplici di vita quotidiana che non avremo mai pensato di doverne fare a meno per proteggerci  dal virus infernale.

L’ arte dimostra quanto sia importante per salvare l’uomo dai mali del mondo.

Come nasce “Panacea. Al di là dell’abisso”?

‘Davide: “Panacea. Al di là dell’abisso” nasce da una collaborazione tra me e l'illustratrice Mariateresa Quercia. Era da tempo che volevamo fare qualcosa insieme e, a marzo 2020, durante il lockdown, Mariateresa mi ha proposto di realizzare un progetto comune. Dopo un primo momento di perplessità, ho deciso di accettare, ma ho aspettato qualche giorno prima di darle una risposta. Anche se scrivo poesie da molto tempo, ho bisogno dei miei tempi e dei miei spazi, e temevo di non riuscire a trasmettere l'autenticità delle mie emozioni, temevo che il prodotto finale risultasse finto e costruito a tavolino, realizzato unicamente per cavalcare il trend del momento. Alla fine, dopo aver abbandonato i dubbi iniziali, il progetto ha iniziato a prendere forma pian piano, e ci abbiamo lavorato per circa un mese, confrontandoci di continuo. Le dieci poesie composte da me, sono nate di getto, sono poesie molto semplici e fortemente ispirate, nate dall'esigenza di raccontare le emozioni e gli stati d'animo vissuti durante il lockdown. Il lavoro si è concretizzato spontaneamente, senza forzature, anzi, la scrittura è diventata una specie di medicina, una risposta al terribile momento che abbiamo tutti vissuto.

Mariateresa: “Panacea. Al di là dell’abisso” è nato dall’esigenza di mettere nero su bianco i pensieri che affollavano la mia mente e le sensazioni che provavo durante la quarantena; inizialmente il disegno è stato solo un modo per riempire quelle giornate tutte uguali e interminabili, poi si è rivelato una vera e propria panacea, un rimedio alla noia, all’angoscia e alla voglia di uscire e di ritornare alla normalità. Sia per me che per Davide questo libro – e quindi il disegno e la scrittura – è stato una panacea nella panacea.’

A chi è ispirato?

‘Davide: Le ispirazioni sono tante e diverse, credo sia inevitabile   farsi contaminare dai propri gusti artistici, dai propri riferimenti, dal proprio bagaglio culturale e personale. Il titolo, Panacea, si riferisce alla dea greca, personificazione della guarigione universale. Ci è sembrato il titolo adatto, in un periodo come questo, segnato da una pandemia, rivolgerci a una divinità, a un'entità superiore, anche se solo in modo simbolico. Inoltre, oggi, Panacea è un termine che viene utilizzato per indicare qualcosa in grado di risolvere un problema molto complicato. Nelle poesie e nelle illustrazioni, però, non vi sono riferimenti mitologici, il nostro lavoro si è limitato a un racconto in versi e disegni delle nostre giornate, di ciò che leggevamo sui social e vedevamo al tg. La nostra personale Panacea al Coronavirus è stata l'immaginazione, altro elemento presente all'interno del progetto, e la speranza. Io con la scrittura, Mariateresa con il disegno, siamo riusciti a staccarci dalla negatività di quei giorni così spaventosi, ad esorcizzare le nostre paure, a guardare oltre, “al di là dell'abisso”, appunto.

Mariateresa: Sicuramente, tra le tante ispirazioni, c’è la musica che ci ha tenuto compagnia durante questo periodo di reclusione; in particolar modo una canzone ha ispirato gran parte delle illustrazioni: “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli. Non potendo uscire di casa, ho pensato di far entrare dentro casa l’azzurro del cielo e il movimento fluttuante delle nuvole, giacché ormai il mio mondo, tutto ciò che vedevo e vivevo, era racchiuso tra le mura domestiche. Ho immaginato come sarebbe far entrare il cielo in una stanza, cancellandone le pareti e le linee prospettiche. ’

La parola si intreccia con le immagini dell’artista, Mariateresa Quercia. Perché questa scelta?

‘Davide: Trovo interessante poter comunicare uno stesso concetto attraverso linguaggi diversi. Il messaggio viene amplificato e assume altri o nuovi significati. Nel caso di “Panacea. Al di là dell'abisso” parola e immagine sono perfettamente allineate, in sintonia, non vi è squilibrio, non c'è un elemento che predomina sull'altro. Volevamo creare un progetto dove poesia e disegno viaggiassero di pari passo e, soprattutto, realizzare un lavoro che rappresentasse sia me che Mariateresa.

Mariateresa:  “Panacea. Al di là dell'abisso” è un libro che si legge tanto attraverso le parole quanto attraverso le immagini, senza un ordine ben preciso. L’idea era proprio questa, unire le due espressioni artistiche in un tutt’uno che rappresentasse entrambi.’

Tre aggettivi per descrivere il tuo libro.

‘Davide: Forte ma al tempo stesso delicato e onesto.

Mariateresa: Romantico, speranzoso, profondo.’

Una citazione o una poesia da dedicare alla Resistenza del nostro Paese alla pandemia e al coraggio.

Davide: “Ma ci sono ancora

giorni di speranza,

giorni in cui

poter alzare

lo sguardo al cielo.

Primavere per l'anima

e un sogno come antidoto.”

Mariateresa:

“Torneremo ad affacciarci alla vita

oltre i balconi”.

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