Il SudEst

Tuesday
Oct 20th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Ambiente Ambiente "Odissea" è l’inno in difesa dell’integrazione di BandAdriatica con Castrignanò e Redi Hasa

"Odissea" è l’inno in difesa dell’integrazione di BandAdriatica con Castrignanò e Redi Hasa

Email Stampa PDF

 

di MARIA DEL ROSSO

 

“Odissea” è il nuovo videoclip di BandAdriatica , impreziosito dalla partecipazione degli artisti d’ eccellenza del panorama musicale salentino come il  polistrumentista e cantore popolare,  Antonio Castrignanò e Redi  Hasa al violoncello.

 


Redi è un noto musicista, stimato dal pubblico e dai colleghi.

Durante la sua carriera artistica ha collaborato con diversi artisti come  Officina Zoè, Xanti Yaca, Salento Orchestra, Manigold, Adria, Admir Shkurtaj Trio, “L’Orchestra Popolare Italiana”,  King Naat Veliov, Kocani Orkestra, Ambrogio Sparagna, Claudio Prima, Emanuele Coluccia, Eva Quartet, Enza Pagliara, Maria Mazzotta,  Ludovico Einaudi ed ora è impegnato con il nuovo lavoro di BandAdriatica.

La band guidata da Claudio Prima, organettista, cantante, compositore e autore è composta da Emanuele Coluccia, sax, Andrea Perrone (tromba), Vincenzo Grasso (clarinetto e sax tenore), Gaetano Carrozzo (trombone), Morris Pellizzari (chitarre, saz e kamalè ngonì), Giuseppe Spedicato (basso), Ovidio Venturoso (batteria).

Dopo i successi Contagio (2007), Maremoto (2009), Arriva la banda (2012), Babilonia (2015), nel 2018 (Odissea) prosegue fino ai nostri giorni con una musica che racconta e descrive la nostra società e i suoi drammi come l’emigrazione.

Il brano, title track dell’ultimo progetto discografico dell’ensemble è il manifesto in difesa dei valori come l’integrazione e l’ accoglienza  della terra pugliese ed in modo particolare del profondo Sud, il Salento, terra natale della band.

Il video “Odissea” è presente su tutti i social network e su youtube, è nato da un’idea di Claudio Prima e del brasiliano Marcelo Bulgarelli, regista ed esperto di biomeccanica teatrale, autore delle coreografie del nuovo live del gruppo.

Il protagonista è Hassane  Nang che si muove in uno spazio deserto, segno della solitudine in cui vivono i migranti.

Il progetto prodotto nel 2018 da Finisterre con il sostegno di Puglia Sounds  Record, ha ottenuto riconoscimenti e consensi. Infatti,  ha riscosso successo nelle maggiori classifiche internazionali di world  music come Transglobal  World Music chart e  World Music chart Europe.

“Odissea” descrive la vita del migrante dei nostri giorni nell’ indifferenza della politica e della società, di coloro che incontriamo dinanzi ad un supermercato che con un cappello ci chiedono una moneta, dei volti trafitti dalla sofferenza nei centri di accoglienza, nelle caritas, nelle strade delle nostre città che ci chiedono un sorriso e un abbraccio di conforto, dei tanti schiavizzati nei campi di pomodoro per una misera paga, delle tante persone che per noi sono solo numeri da evitare, da trasformarli in capro espiatorio dei nostri problemi e frustrazioni.

Il brano è un canto di speranza per tutti i fratelli marocchini che giungono dall’ Oriente sulle nostre coste in cerca di dignità. Uomini e donne, giovani e bambini che sono costretti a lasciare la propria terra, macchiata dalla guerra, dalla miseria, dalla violenza per giungere nel nostro nuovo mondo, probabilmente molto ipocrita che giura sui Rosari e poi dimostra cattiveria e indifferenza nei confronti degli innocenti.

Claudio Prima e Antonio Castrignanò, sono artisti che hanno dimostrato bravura e sensibilità nella scrittura di “Odissea”.

In passato hanno già collaborato per il progetto “Un’ala di riserva, Messa Laica per don Tonino Bello” di Michele Lobaccaro pubblicato da Edizioni la Meridiana, l’omaggio al vescovo salentino, don Tonino Bello ed oggi si ritrovano a scrivere un brano attuale che racconta uno dei temi molto cari all’ immenso don Tonino come l’immigrazione e “La convivialità delle differenze”.

“Odissea”  si apre con le parole di Claudio Prima che descrivono l’indifferenza della società  nei confronti dei migranti che spesso sono considerati invisibili e inutili. Claudio racconta l’odissea dei migranti con uno sguardo antropologico e sociologico dall’Occidente all’ Oriente.

“Nessuno parte davvero, si inoltra nel mare nero, nessuno lascia la terra e sceglie di essere straniero, nessuno che ne sa niente”.

Tanti innocenti affrontano il faticoso viaggio della speranza nel Mar Mediterraneo che attualmente è divenuto un cimitero che seppellisce giorno dopo giorno numerosi corpi coraggiosi che hanno rischiato per la libertà ma hanno trovato solo morte. Chi viaggia è rivoluzionario ma allo stesso tempo incompreso poiché si trova dinanzi ad una politica che preferisce chiudere porti e bloccare le vite umane sofferenti, vittime di torture, di stupri e di atrocità.

Il mare per i migranti è un amico di lotta, che li sfida, li culla con le sue onde e a volte si trasforma in un mostro crudele inghiottendo corpi di mamme e bambini.

Castrignanò racconta con una penna sensibile mediante il linguaggio della sua terra, il dialetto salentino, il dolore, la paura, la fame, la fatica del migrante.

Il brano si conclude con un inno alla vita invocando il Signore a garantire il diritto alla vita ai migranti dell’ Oriente nonostante il colore della pelle diverso.

“Signore famme campare puru se fattu de n’ addhu culure” (Signore fammi vivere anche se fatto di un altro colore).

Il viaggio musicale di  “Odissea” ci ricorda il valore di appartenenza alla cultura mediterranea caratterizzata dal dono dell’ accoglienza e dell’ospitalità  verso il forestiero e lo straniero poiché  nel corso della storia il sangue dei popoli mediterranei si è sempre mescolato con altre culture, tradizioni e religioni.

I Sud del mondo si riscattano mediante l’ arte e la musica proprio come BandAdriatica portando in giro per nuove strade una musica senza pregiudizi, senza porti chiusi, ma guarda dall’ Occidente e all’ Oriente come un ponte di unione per emancipare il mondo e liberarlo dall’ ignoranza, dall’ egoismo e dallo sfruttamento dell’ uomo sull’ uomo.

“Odissea” è l’ invito a non restare indifferenti dinanzi al dramma dell’ emigrazione del fratello marocchino.  Una realtà difficile e dolorosa che il nostro Sud ha conosciuto bene di  cui i nostri nonni hanno vissuto in prima persona, l’ isolamento, le offese e lo sfruttamento in terre straniere e ancora oggi la Puglia è una terra dalla quale molti giovani vanno via per cercare lavoro e fortuna, lontani dai propri affetti, dal proprio paese di origine e da quel mare dipinto di blu che si portano dentro.  Noi  ragazzi del Sud non lo lasciamo mai anche quando siamo lontani dalla nostra  terra perché siamo nati con il mare addosso, culla dei  sogni e dei migranti che sperano in un futuro dignitoso.

Ph. Daniele Met Photography

©Riproduzione riservata