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Il maestro Romolo Crudo ci racconta la sua pizzica pizzica

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di MARIA DEL ROSSO

Romolo Crudo è uno dei maestri più affermati e stimati di danza salentina, la pizzica pizzica.

 

 

Una danza che affascina sempre più gli amanti della musica popolare del Sud Italia che nasce nel profondo Sud della Puglia, il Salento e ancora oggi conquista turisti di tutto il mondo, i quali scelgono la terra salentina non solo per trascorrere le vacanze estive ma anche per vivere  di tradizioni che hanno radici antiche e profonde.

In passato la pizzica pizzica è stata considerata una danza terapeutica e di guarigione, accompagnata dal suono del tamburello, ha guarito i tarantolati dal morso del ragno della tarantola nelle campagne pugliesi.

Oggi il tarantismo vero e proprio non esiste più ma si ripresenta sottoforma di altri malesseri sociali che portano molti uomini e donne ad avvicinarsi a questa musica travolgente e alla danza così magica  che probabilmente risale agli usi e costumi della cultura greca. Una tradizione che ha colpito molto gli studiosi e i poeti come Pasolini, Quasimodo e il noto antropologo Ernesto de Martino.

Il Salento da sempre è una terra di contaminazioni e di mescolanze tra popoli e differenti culture che guarda al mondo orientale, non finisce mai di affascinare gli amanti della musica popolare.

Uno degli artisti che  è divenuto nel tempo  maestro ufficiale della tradizione,   appassionato sin da piccolo dello studio della pizzica pizzica e con orgoglio e con esperienza  in questi anni si è impegnato nelle collaborazioni con diversi artisti e musicisti, calcando palchi prestigiosi,  realizzando  anche corsi e  stages è Romolo Crudo.

Romolo ha partecipato a diversi importanti manifestazioni come il Festival Internazionale del Mediterraneo con il gruppo dei Criamu a Noicattaro,

Nell’ estate del 2015, 16 e 18 agosto partecipa al concertone di San Rocco.

Nel 2016 partecipa agli Ucci Festival, manifestazione premiata come il miglior  festival di musica popolare e tutt’ ora Romolo collabora  danzando  i passi della tradizione più autentica della sua terra salentina.

Un' altra manifestazione importante a cui ha partecipato è “Pizzica la taranta” con il gruppo Aranee a Scorrano.

Nel 2012 inizia il suo progetto di pizzica tradizionale a Taurisano per bambini   e adulti. L’esperienza  al carcere di Taranto con la compagnia Musicante di Casarano è stata molto costruttiva.

Uno stage fondamentale di quest’ anno che ha caratterizzato il lockdown di Romolo Crudo è stato tramite il computer, mediante zoom e dirette organizzate dalla California. La prima parte l’ ha realizzata Daniele  e poi a seguire Romolo e Laura Boccadamo ognuno a casa propria.

Alla fine dello stage i danzatori hanno ballato da ogni parte del mondo in diretta, è segno di una  musica senza confini che  unisce le persone divenendo una fonte di purificazione  da cui rinascere come è accaduto in passato con i tarantati.

Durante la carriera artistica Romolo Crudo ha girato per tutta l’ Italia per proporre stages sullo studio della pizzica pizzica collaborando con musicisti e talentuose danzatrici come Laura Boccadamo, ballerina del corpo di ballo de “La Notte della Taranta”, Moana Casciaro e Maria Rimini ma attualmente si è dovuto fermare con i suoi corsi a causa della pandemia.

Ci auguriamo che la pizzica pizzica possa continuare con il suo potere salvifico a donare nuova linfa vitale al popolo dei pizzicati e ad essere un faro di luce per questi tempi bui di fermo del settore dello spettacolo, dell’  arte e della cultura.

Romolo, sei un affermato danzatore divenuto nel tempo maestro di una delle danze più amate del Sud Italia, la pizzica pizzica. Quando danzi quali emozioni provi?

“Le emozioni sono bellissime. Mi lascio trasportare dalla musica, dimentico i problemi quotidiani che tutti noi abbiamo, chi più, chi meno. Ogni ballata sono emozioni diverse ma mai uguali perché cambia la musica, cambia la donna, cambia lo stato d’ animo, si pone  la donna al centro dell’ attenzione ed è bello vedere che la faccio sentire a suo agio”.

Tre aggettivi per descrivere la pizzica pizzica.

“La pizzica pizzica può essere un ballo da corteggiamento ed è inevitabile tra un uomo e una donna. Nella maggior parte dei casi rimane per la durata della ballata, può essere divertimento quando ballano due donne tra di loro o madre e figlio o padre e figlio o fratello e sorella. Può essere un ballo liberatorio, succede per chi soffre di depressione o stati d’ ansia, scelgono di ballare anche singolarmente, succede dai tempi passati e accade ancora oggi.”

Quanto sono  importanti la gestualità e lo sguardo nella danza?

“Alla base di questa danza c’ è la comunicazione con gli occhi, in base alla quale c’ è sintonia nel ballo, che è libero, spontaneo, improvvisato sul momento, un dialogo che sostituisce le parole con il movimento, le gestualità sono anche importanti, sia con la gonna, sia con le mani, sia col fazzoletto”.

Da quale pizzica sei profondamente legato e perché?

“Sono legato profondamente alla pizzica pizzica del basso Salento, patrimonio culturale della nostra terra”.

In questi anni ti sei dedicato molto all’ insegnamento della pizzica pizzica. Al riguardo, da quali aspetti sono affascinati i tuoi allievi?

“I miei allievi sono rimasti affascinati dal mio progetto della pizzica pizzica tradizionale del basso Salento, quella semplice con il saltello, i tre passi base, la semplicità da quella come la ballavano molte famiglie di contadini cioè sulla camminata e a passi alternati senza saltello, da alcuni movimenti che non si fanno  più tipo la mossa, un movimento del bacino sensuale.”

Recentemente sei stato protagonista del nuovo videoclip “Taranta World”  del musicista Antonio Castrignanò. Come hai  vissuto quest’ esperienza?

“Bellissima esperienza, un giorno mi ha contattato a sorpresa”.

Una frase di “Taranta World” da dedicare alla tua terra.

“Balla beddha mia ca sai ballare quistu e lu ballu de lu primu amore”.

©Riproduzione riservata

La foto è di  Giulio Rugge.