Il SudEst

Sunday
Apr 30th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Ambiente Ambiente Presentato il logo della città di Bari. Ed è polemica…

Presentato il logo della città di Bari. Ed è polemica…

Email Stampa PDF

 


di NICO CATALANO

Dopo diversi mesi di attesa, è stato presentato lo scorso fine settimana nel capoluogo pugliese il nuovo logo della città di Bari.

La nuova immagine cittadina è stata realizzata dalla società Push Studio di Noci, la quale si è aggiudicata con un offerta di 57 mila euro, la gara al ribasso per l’assegnazione, seguita alla pubblicazione di un apposito bando comunale, per l'ideazione e la realizzazione di un sistema di identità della città di Bari.

L’immagine stilizzata è composta da quattro lettere diverse tra loro, secondo i creativi  della società di comunicazione, vuole sintetizzare la convivenza tra i quattro volti della città, infatti la B rappresenta la storia e la cultura attraverso gli elementi architettonici della Basilica di San Nicola,  la A la forma del lungomare, tramite la R si vuole rappresentare tutte le eccellenze gastronomiche della città come la mezzaluna della focaccia e del panzerotto ed infine con una I  invece il nuovo ponte adriatico, il logo Bari seguito dalla scritta “Never Ends” sarà poi riprodotto sui cartelli stradali, ma anche su magliette, tazze e persino sui campanelli delle biciclette.

Sono anche previste campagne pubblicitarie con i tanti simboli di Bari riprodotti nello stesso logo in questione:  il ponte, la focaccia, i panzerotti, le orecchiette, il teatro Petruzzelli, il faro, i lampioni del lungomare, inoltre entro la fine del mese di maggio è in programma anche la realizzazione di uno spot girato in lingua inglese prodotto dal regista Gianni Torres.

Alla presentazione sono seguite numerose le polemiche da parte dei cittadini baresi che non hanno affatto apprezzato il nuovo logo, infatti secondo un sondaggio pubblicato da alcuni quotidiani cittadini, ben oltre il settanta per cento dei baresi non gradisce questa realizzazione che nei programmi dell’amministrazione comunale dovrebbe rilanciare l’immagine di Bari anche all’estero.

Lasciando agli esperti del settore, gli aspetti artistici ed i giudizi estetici sul logo  di cui non vogliamo entrare in merito, crediamo che non è possibile continuare a raccontare la città di Bari come la terra del panzerotto, della focaccia, dei polpi, della peroni e delle orecchiette continuando a fare passare in Italia e all’estero un’idea distorta di baresità attraverso una serie di luoghi comuni che certo non rappresentano la città della Fiera del Levante, di radio Bari, del nove settembre, di San Nicola con la sua Basilica e la Cattedrale e neanche la cruda realtà del capoluogo pugliese, oggi purtroppo sia difficile e problematica, così come contraddittoria e affascinante  per tanti aspetti.

Sarebbe il tempo per l’amministrazione comunale di finirla con gli slogan e magari concentrarsi su qualcosa di più concreto che vada ben oltre i ponti avveniristici e i “restyling” di alcune importanti vie del centro.

In una città dove gli ultimi rilievi annuali effettuati dall’Istat denunciano la presenza di preoccupanti livelli di grave deprivazione materiale causata dall’indigenza purtroppo presente in larghe fasce della popolazione, concentrate maggiormente nelle periferie, in cui i servizi pubblici sono assenti o non sufficienti, dove si registra un nuovo progressivo aumento di intensità delle azioni ad opera della criminalità organizzata con morti ammazzati e sparatorie persino nelle scuole e dove si muore di freddo per le strade in un inverno gelido tra l’indifferenza dei tanti,  forse spendere per lo storytelling 57 mila euro è sicuramente un obbiettivo importante ma non certo prioritario per un sindaco e una giunta che non vuole essere completamente scollata dalla realtà di questa città.