Il SudEst

Saturday
Jul 21st
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Archivio articoli

La Bari perbene: Soldi in cambio di favori negli appalti per le case popolari

Email Stampa PDF

di NICO CATALANO

Nei primi giorni del mese di dicembre, diverse persone sono state tratte in arresto a Bari con le accuse di corruzione, rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio nonché accesso abusivo al sistema informatico pubblico.


I provvedimenti cautelari di fermo sono scattati per l’avvocato Sabino Lupelli, ormai ex direttore Arca Puglia, società regionale che gestisce oltre  21mila alloggi popolari e per il suo avvocato Fabio Mesto, così come per la dottoressa Teresa Antonicelli, cancelliera presso la Procura di Bari nonchè per due imprenditori, Antonio Lecce e Massimo Manchisi, mentre al costruttore edile barese Dante Mazzitelli è stata notificata la misura interdittiva del divieto di esercitare per un anno qualsiasi attività imprenditoriale.

Le misure restrittive tutte ai domiciliari, sono avvenute in seguito ad una inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dai pm dott.ssa Savina Toscani e dott. Lino Giorgio Bruno, consequenziale a diverse denunce per  ripetuti episodi di assenteismo da parte di alcuni dipendenti dell’agenzia Arca.

Gli accertamenti condotti nei mesi scorsi dal nucleo di polizia tributaria della guardia di Finanza di Bari, hanno messo in evidenza un grosso giro di presunti appalti truccati, indagini che sono state portate a termine tramite l’ausilio di intercettazioni telefoniche e  ambientali, infatti proprio le videoriprese effettuate nell’ufficio dell’avv. Lupelli, documentano passaggi di denaro, preziosi e altri favori in cambio di favoritismi nell’assegnazione di pubblici appalti.

Secondo quanto emerge dalle attività investigative dei finanzieri, il Lupelli avrebbe ricevuto un orologio da polso del valore di circa 20mila euro dal Mazzitelli, che ricopre il ruolo di amministratore dell’ impresa edile “Orfeo Mazzitelli” aggiudicataria della gara d’appalto indetta da Arca Puglia per i lavori di costruzione di tre fabbricati di quarantadue alloggi complessivi siti nella zona di Bari-Carbonara, sempre l’attività di polizia tributaria evidenzia che denaro al Lupelli è arrivato anche dall’altro imprenditore edile Massimo Manchisi, stavolta in cambio di vari favoritismi rispetto all’appalto per gli alloggi popolari nei quartieri baresi di “Sant’Anna” “San Girolamo” e Madonnella, lavori di circa 900 mila euro di importo, che riguardano sia  ristrutturazioni, manutenzioni così come nuove opere edili; mentre addirittura buoni benzina elettronici del valore da 50 a 100 euro,  sarebbero stati regalati a Lupelli da Antonio Lecce, legale rappresentante della ditta Aedes Aurora, aggiudicataria dell’appalto per la realizzazione di circa cento alloggi destinati agli studenti universitari fuori sede, nel quartiere Mungivaccaalle porte del capoluogo, in questo caso il dirigente di Arca Puglia avrebbe concesso il visto di legittimità al progetto di riqualificazione energetica presentato dalla ditta, ancora privo della valutazione in merito da parte dei Vigili del Fuoco.

Grave è invece la posizione della dottoressa Antonicelli, cancelliera presso  la Procura di Bari, la quale contattata dall’avv. Mesto, legale del Lupelli sarebbe entrata abusivamente nel sistema informatico dalla stessa Procura utilizzando la password di accesso al profilo del pm Savina Toscani per acquisire  informazioni riservate sulle persone indagate, notizie recepite e fornite in seguito al Mesto e al Lupelli in cambio della promessa da parte di quest’ultimi di ricevere una casa popolare più grande e in un quartiere prestigioso della città.

Nei confronti della cancelliera, ora ai domiciliari,  da parte della Procura è stato avviato un procedimento disciplinare, mentre Arca Puglia in un comunicato stampa pubblicato il giorno 5 dicembre a firma dell’amministratore unico dott. Giuseppe Zichella ha revocato l’incarico al Lupelli, annunciando che si costituirà parte civile nell’ eventuale processo penale nei confronti degli accusati cosa che dovrebbe fare anche la Regione Puglia da quanto si evince in una nota rilasciata dal presidente della Regione Puglia dott. Michele Emiliano.

In un momento particolare come quello che stiamo vivendo, funestato dagli effetti nefasti della terribile crisi multifattoriale che tutte e tutti stiamo subendo, con la classe media sempre più esposta e risucchiata dalla povertà e dall’indigenza grazie anche alle politiche sciagurate degli ultimi governi, in una società in cui il numero di cittadini bisognosi aumenta in modo esponenziale, la riduzione qualitativa e quantitativa di fondi pubblici utili per assicurare un bene essenziale come la casa ai cittadini meno abbienti dovuta ai fenomeni di corruzione è una prassi delinquenziale di una gravità intollerabile, specie in una città come Bari dove la penuria di alloggi è un serio problema con diverse migliaia di persone senzatetto o prive di un decente alloggio.

Da qualche anno il sindaco di Bari, nonché presidente dell’ANCI associazione nazionale comuni d’Italia ha lanciato in città la campagna “Bari perbene” contro gli episodi di degrado urbano, dalle cartacce agli escrementi dei cani lasciati per terra, alle scritte sui muri pubblici, tutto utile benissimo, ma sarebbe altrettanto utile se la politica in genere per essere credibile cominciasse anche a mondare il sottobosco di governo e sottogoverno da tanto sudiciume che spesso emerge dalle varie inchieste giudiziarie.