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La rivoluzionaria Vilma Lucila Espìn Guillois

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di MADDALENA CELANO

 

Vilma Lucila Espín Guillois (7 Aprile 1930 – 18 Giugno 2007), cospiratrice, guerrigliera e rivoluzionaria fu la più nota femminista cubana del secolo XXI.

 

Vilma intraprese la sua carriera politica studiando Ingegneria Chimica nel 1948 presso l'Università d’Oriente. Con il colpo di stato del 1952 che violò la Costituzione Cubana ed estromise il Partito Popolare Cubano (chiamato anche Partito Ortodosso) dal Parlamento, prese vita il suo ideale di porre fine alla tirannia. Partecipò attivamente a manifestazioni studentesche contro il governo di Fulgencio Batista, subito dopo il golpe del 10 marzo contro il presidente Carlos Prio Socarrás. A questo proposito, partecipando a varie azioni di opposizione con altri studenti, aderì alla militanza rivoluzionaria che sostenne l'insurrezione armata. Di conseguenza, nel 1953, dopo la morte all'Avana del giovane studente Rubén Batista, insieme con altri compagni decise di partecipare all'assalto della caserma Moncada guidata da Fidel Castro. Il 14 luglio del 1954 si laureò come ingegnere Chimico Industriale presso l'Università di Oriente, fu la seconda donna cubana a ottenere un titolo accademico in questa università. Si è poi recata a Boston, negli Stati Uniti d'America, per ricevere una laurea nello stesso ramo al Massachusetts Institute of Technology (MIT), sì laureò come architetto nel 1959 con il fratello Ivan, mentre sua sorella Nilsa fu impegnata in continue azioni imprevidenti contro la polizia statunitense. Subito dopo l'assalto sulla alla Caserma Moncada, il 26 luglio del 1953, la casa di Vilma Espín divenne uno dei rifugio dei cospiratori rivoluzionari scampati alle persecuzioni politiche che ebbero luogo in tutta l’ isola.[1]Nel 1955 Fidel Castro ed i suoi compagni furono amnistiati da Fulgencio Batista. Il leader rivoluzionario Frank País si unisce al Movimento 26 Luglio e chiede Vilma a fare lo stesso e lei acconsente. Nel 1956 Vilma va in Messico per incontrare il leader del "Movimento 26 de Julio" Fidel Castro e ricevere una guida per la preparazione della rivolta dei ribelli contro il governo tirannico di Batista. Fu in questo modo che Vilma incontra Raúl Castro, che sposa dopo il trionfo della Rivoluzione. Il 30 novembre del 1956 Vilma partecipa sotto il comando di Frank País alla sollevazione armata di Santiago di Cuba, rivolta nata per sostenere lo sbarco della spedizione del Granma. La sede del movimento rivoluzionario a Santiago si trova a casa sua. Una volta avviata l’ attività di guerriglia in Sierra Maestra nel 1956, Vilma sostenne i combattenti dalla pianura. Dopo la riunione convocata da Fidel nella Sierra Maestra nel mese di febbraio 1957 fu nominata membro della Direzione Nazionale del Movimento 26 Luglio. Vilma nomina Frank País Coordinatore della Provincia Orientale del Movimento 26 Luglio, lavoro che svolse fino a giugno 1958. Giorni dopo la sua nomina, Frank País venne assassinato dalla polizia il 30 luglio del 1957 a Santiago de Cuba. Dopo questi eventi Vilma espande le sue attività come coordinatrice provinciale, e comincia a trovarsi in pericolo entrando in piena clandestinità. Nel giugno 1958 decise di smettere di lavorare come Coordinatrice e partì in guerriglia con l’Esercito Ribelle. Si unisce al Secondo Fronte Orientale "Frank Pais" guidato dal compagno di squadra Raúl Castro. Il 22 di giugno del 1958, Raúl Castro con l’ Ordine Militare n ° 30 iniziò l’ "Operazione antiaerea" con l'arresto di 50 cittadini americani che erano nella zona. Questa misura avrebbe costretto il governo di Fulgencio Batista ad astenersi dal bombardamento della Air Force sulla zona controllata dai ribelli. Batista fu d'accordo, e il 18 luglio, 1958 tutti gli ostaggi sono stati liberati illesi. Durante quest’operazione, Vilma Espín ha servito come interprete della lingua inglese tra americani e ribelli. Il 23 agosto, 1960, diciannove mesi dopo la caduta di Fulgencio Batista, nasce la Federazione delle Donne Cubane, la prima delle nuove organizzazioni create dalla Rivoluzione, di cui Vilma Lucila Espín Guillois diviene presidente. Si tratta di un atto di fusione/unione delle donne appartenenti a vari gruppi rivoluzionari femminili. Compito della Federazione delle Donne Cubane è organizzare e formare le donne cubane, aiutare le donne cubane a tutti i livelli dell'ordine sociale, ampliare la loro preparazione culturale e professionale attraverso l’istituzione di corsi e attraverso pubblicazioni.[2]In questo momento a Cuba non vi è città o villaggio in cui non vi sia una sede della Federazione delle Donne Cubane, non v'è nemmeno una donna rivoluzionaria che non sia iscritta alla Federazione delle Donne Cubane.[3] Da allora in poi, una nuova fase della lotta sarebbe cominciata per Vilma Lucila Espín Guillois, per la piena uguaglianza dei diritti delle donne, dalla Federazione delle Donne Cubane, che ha presieduto per ben 47 anni, così come nel Partito Comunista in cui ha operato come deputata all'Assemblea Nazionale del Potere Popolare. Due anni prima di morire, la rivoluzionaria Vilma Lucila Espín Guillois invia questa lettera a tutte le federate:

Città de l’Avana, 23 agosto 2005

“Anno dell’Alternativa Bolivariana per le Americhe”

Care federate:

Festeggiamo con molta allegria il 45° anniversario della costituzione della nostra Federazione delle Donne Cubane.

Saldamente unite, come forza consolidata e agguerrita, con responsabilità, entusiasmo e pienamente coscienti del ruolo che ci spetta nella società cubana, in tutti questi anni abbiamo svolto, per mezzo della nostra Organizzazione, compiti di grande importanza per la Rivoluzione, per l’esercizio dei diritti umani delle donne, che solamente in un sistema come il nostro possono divenire realtà.

Oggi la Federazione conta più di quattro milioni di associate e partecipa attivamente alla Battaglia delle Idee, all’edificazione e difesa del nostro socialismo, alla lotta per sradicare le residue vestigia della discriminazione e per conseguire l’uguaglianza di genere in tutti gli ambiti e a tutti i livelli.

Se paragoniamo la realtà femminile di oggi con quella esistente il 1° gennaio 1959, vediamo che il salto in avanti è stato importante e storico. Noi cubane abbiamo iniziato il XXI secolo con baldanza, come cittadine nel senso pieno del termine, decise a difendere le nostre conquiste a qualsiasi prezzo ed a continuare ad avanzare.

In tutte le battaglie ingaggiate, nelle conquiste delle donne, conseguite nel contesto della Rivoluzione che le ha rese possibili, è stato ed è fondamentale il lavoro, la lotta della Federazione educando, facendo proposte, dibattendo sulle tematiche dell’eguaglianza, impulsando i progressi in tutti i settori, tracciando strategie di lavoro per scalare vette sempre più alte.In questo giorno di speciale allegria, facciamo gli auguri alle fondatrici, a quelle che si accollarono i compiti iniziali, crearono le prime delegazioni e iniziarono la marcia.Facciamo gli auguri a tutti i nostri quadri, che in ogni territorio lavorano con amore e responsabilità, realizzando i programmi ed i piani che ci stanno di fronte, accettando con risolutezza le sfide dei nostri giorni per realizzare i nostri obiettivi, i nostri sogni.[4]

In questo momento, Cuba gode di ottimi standard internazionali per quanto concerne il riconoscimento dei diritti femminili ed il riconoscimento delle persone con altri orientamenti sessuali, ovvero i diritti delle comunità LGBTIQ, nonché si registrano lenti ma graduali progressi per quanto concerne il rispetto per i diritti umani, più in generale:

A Cuba le donne hanno uguali diritti, costituzionalmente garantiti, degli uomini. Tale uguaglianza si applica in tutti i campi, dall'economia, alla politica, sino alla cultura e ad ogni campo sociale, inclusa la famiglia; esiste il divorzio. Secondo l'articolo 44 della costituzione cubana occorre che lo Stato “garantisca alle donne le stesse opportunità degli uomini per permetter loro di partecipare pienamente allo sviluppo della nazione”. Il 48,8% dell'Assemblea Nazionale Cubana è oggi (2013) formato da donne, ponendo il paese al terzo posto al mondo per percentuale di donne in Parlamento. In tale classifica Cuba è preceduta solo da Ruanda e Andorra. Amnesty International ha approvato l'operato del governo per quanto riguarda alcuni diritti delle donne, come il fatto che Cuba abbia liberalizzato l'aborto da molti anni. Lo sfruttamento della prostituzione è punito, ma l'atto di prostituirsi è invece legale (cosiddetto "modello abolizionista"), anche se è penalmente perseguibile l'adescamento degli stranieri in luogo pubblico, specialmente dopo le leggi “moralizzatrici” del 2004. Durante gli anni sessanta e settanta gli omosessuali a Cuba furono oggetto di discriminazioni e in una intervista del 1965, Fidel Castro dichiarerà a Giangiacomo Feltrinelli il suo timore di dover "mandare un figlio a scuola e vederselo tornare frocio". Tuttavia in una intervista del 31 agosto 2010 Fidel Castro pronuncerà un mea culpa e ammetterà gli errori commessi durante quegli anni. Allacciare relazioni sessuali tra persone dello stesso sesso è legale per i maggiori di 16 anni, dal 1992. Nel 2003 Carlos Sanchez dell'Associazione Internazionale dei Gay e delle Lesbiche ha scritto un rapporto in cui dichiara che non ci sono procedimenti legali da parte del Governo Cubano per i cittadini omosessuali o transgender e che c'è un alto livello di tolleranza da parte dei cubani per le persone omosessuali o transgender. La deputata cubana Mariela Castro, figlia del presidente cubano Raul Castro, sostiene (riferendo l'opinione del padre), ad aprile 2013, che Cuba è pronta a riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Nel 2006 Cuba è stata eletta come rappresentante, per il gruppo latino-americano, presso la Commissione dei Diritti Umani dell'ONU (CDH). Della commissione fanno parte 47 stati tra cui: Francia, Paesi Bassi, Germania, Svizzera, Inghilterra, Canada, per l'Europa dell'Ovest e altri stati; Arabia Saudita, Pakistan, Repubblica Popolare Cinese e altri per l'Asia; Russia, Polonia, Romania e altri per l'Europa dell'Est; Sudafrica, Marocco, Senegal e altri per l'Africa. I critici sottolineano come la presenza di paesi come l'Arabia Saudita, la Repubblica Popolare Cinese, la Russia e la stessa Cuba renda poco credibile l'operato della Commissione. Nel giugno 2007 la Commissione dei diritti umani ha tolto il mandato alla francese Christine Chanet, rappresentante speciale per Cuba, dopo che a questa era stato proibito di visitare il paese.L'Avana tuttavia, dopo aver invitato sull'isola l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha annunciato che permetterà la visita del sociologo svizzero Jean Ziegler, relatore speciale delle Nazioni Unite per l'alimentazione (il primo relatore speciale a cui sia permesso di visitare il paese), tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre 2007. Ziegler ha dichiarato che "le autorità cubane hanno capito che i relatori dell'ONU sono del tutto indipendenti da tutti i governi [...] Ora Cuba collabora pienamente con i procedimenti speciali del Consiglio dei diritti umani".[5]

 

 



[1]B. S. Hernández, I. M. K. Sardiñas, Vilma Lucila Espín Guillois, Radio Mayabeque, Avana, 2017, su internet: www.radiomayabeque.icrt.cu/es/noticias/nacionales/167-valor-agregado-en-espanol/4589-vilma-lucila-espin-guillois, ultimo accesso 05/05/2017

[2]Ibidem

[3]J. Macías, Revolución Cubana: Mujer, Género y Sociedad Civil, Viento Sur, su internet: http://www.vientosur.info/documentos/Cuba%20%20Joseba.pdf, consultato il 21/06/2017.

[4]A. R. Járegui, 45°Anniversario Della Fmc,La Donna Cubana, Voce ed Esempio, Cuba in Formazione, l’ Avana, 24 agosto 2005, su internet: http://www.cubainformazione.It/2005/dirittiumani/fmc.htmm consultato il 11/09/2017

[5]A. V., Diritti delle donne; Libertà di orientamento sessuale; AICEC Agenzia di Interscambio Culturale ed Economico con Cuba, Avana, 2015, p. 9, su internet: www.agenziainterscambiocuba.it/wp-content/uploads/2015/07/Diritti-umani-a-Cuba1.pdf, consultato il 16/09/2017

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