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Orizzonti di credibilità

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di MICHELE PETTINATO

L’arrivo di un nuovo anno, mentalmente, rappresenta sempre quel giro di boa che ci porta ad immaginare propositi e cose da fare. E’ anche tempo di bilanci, un guardarsi indietro per capire cosa personalmente si è fatto e cosa si sarebbe potuto fare, per se stessi e per gli altri.

 

 

Oppure, la linea che divide il passato dal presente e dal futuro, potrebbe anche essere una mera costruzione mentale che spezzetta quel tempo che, in realtà, è un concetto così infinito che non può essere suddiviso in tanti 365 giorni. Ad modo, cosa pensare di questo 2017 e cosa immaginare invece per il 2018? Anche in questi ultimi giorni, la domanda più insistente che sembra emergere dall’opinione pubblica è una grande richiesta di credibilità, a partire dalle istituzioni pubbliche. A livello nazionale come su quello regionale. Un concetto che è venuto meno sciogliendosi come neve al sole.

Paradossale e inaccettabile, a tale riguardo, la vicenda Boschi su Banca Etruria degli ultimi giorni che ha messo in luce l’attuale stato di criticità con cui buona parte delle istituzioni continuano a vivere il rapporto con i cittadini. Un Ministro che sostiene le ragioni della banca in cui è presente suo padre e che poi nega tutto questo salvo poi essere smentita pubblicamente. La vicenda Boschi è l’immagine di un Pd ormai senza identità, non solo a livello valoriale, ma soprattutto su quello sostanziale legato alle concrete iniziative politiche. Cosa dire poi del Job Act? I tambureggianti dati raccontati dai dirigenti del Partito Democratico andrebbero forse letti meglio. Il mondo del lavoro, in questi ultimi anni, è stato progressivamente privato di tanti diritti a tutela dei lavoratori. Il momentaneo aumento dei contratti a termine, non garantisce nulla per il futuro ed è drammaticamente poggiato solo sull’oggi, senza nessuna prospettiva credibile per il futuro. E quando la politica non sa guardare all’orizzonte dei cittadini, tutto diventa più difficile e critico a livello sociale.

Nel 2017 sono aumentati quei rigurgiti di intolleranza di natura fascista. E’ il pericolo che vive in tante città, che va immediatamente combattuto e soppresso soprattutto con le armi della cultura e della memoria, la stessa che qualche giorno fa ha celebrato i 70 della Costituzione Italiana e antifascista. Il solidarismo sociale, che non viene sufficientemente tutelato e promosso, sopravvive nel coraggio di tante associazioni e singoli cittadini che spendono la loro quotidianità per stare vicino a chi è indifeso.

Nel vocabolario della politica, sembra essere uscita di scena la cultura dell’ambientalismo. E’ sicuramente una colpa che si è ulteriormente aggravata negli ultimi anni e che nel sud Italia si evidenzia con i crimini ambientali nella terra dei fuochi in Campania e con L’Ilva di Taranto. Zone in cui ancora muoiono bambini innocenti e ci si ammala quotidianamente.

Nel 2018, il 4 Marzo, si andrà al voto. Non ci aspettiamo grandi rivoluzioni da chi andrà a governare questo paese che sembra diviso e disorientato. Forse, l’unica cosa che ci sentiremmo di chiedere alla politica è proprio quella di recuperare un po’ di quella credibilità rispetto ai temi sopra citati, valori scritti nella nostra Costituzione. Ovvero, la credibilità dei valori di libertà e democrazia, della tutela dell’ambiente, la credibilità dei diritti, in primo luogo quello del lavoro. Infine, la credibilità di chi si deve impegnare a costruire orizzonti veri su cui ogni cittadino può immaginare di costruire il suo futuro.

Buon 2018 a tutti i lettori de IlSudEst.it