Il SudEst

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Jan 23rd
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Considerazioni sulla Relazione della Commissione d’Inchiesta Moro

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di FALCO ACCAME*

Ho recentemente potuto prendere visione della relazione (273 pagine) su carta scritta (si può stamparla in copisteria al prezzo di circa 20 euro).


Vi sono naturalmente da fare molte considerazioni. In larga parte circa 90 pagine sono dedicate a riassunti delle audizioni eseguite in Commissione. Nulla di nuovo, almeno per chi abbia preso cognizione dei testi delle audizioni. Di nuovo, almeno per quanto mi riguarda, c’è la notizia dei fabbricati di via Massimi 91 di proprietà della IOR (vedi pag. 261 della relazione) che possono integrare le ipotesi che sono state fatte in passato sulla presenza del Colonnello Guglielmi (la detenzione di Gallinari costituisce un elemento nuovo).

Sorprende comunque, vivamente non poco, che mentre negli Atti della precedente Commissione Moro vi siano varie relazioni di minoranza, qui sembra che vi sia un accordo totale. Certo non troviamo una relazione come quella dell’On. Sciascia della precedente Commissione. Se ho ben capito, ma naturalmente l’ampiezza della relazione mi impedisce almeno per adesso di fare un’analisi più dettagliata, c’è stato solo un disaccordo sul problema delle torture, problema peraltro di grande rilevanza. Infatti a pag. 60 si legge che l’On. Zamberletti afferma che non è mai stata usata la tortura mentre il Senatore Gotor afferma che nella vicenda Dozier (Liberazione del Generale Dozier) è stata usata.

Le questioni che più mi hanno stupito nella relazione sono due.

La prima questione è che non vi è alcun accenno al lavoro svolto dall’On. Gero Grassi e alle oltre 450 conferenze pubbliche che ha tenuto sul caso Moro. Non so se il mancato accenno a quanto contenuto in queste relazioni e nel libro/dossier scritto “La verità è sempre illuminante e ci aiuta ad essere coraggiosi” debba stare a indicare che la Commissione è d’accordo con quanto reso noto a migliaia di persone dall’On. Gero Grassi. Ma ritengo che la Commissione non possa esimersi dall’esprimere delle valutazioni sull’elaborato dell’On. Grassi.

La seconda questione che mi ha molto colpito riguarda le valutazioni assai critiche che vengono riservate al Magistrato Ferdinando Imposimato. Mi auguro che il Magistrato non abbia potuto leggere ciò che nella relazione lo riguarda, perchè sarebbe credo rimasto assai amareggiato. Ho avuto modo di discutere col Magistrato in molteplici occasioni perché Imposimato non si accontentava della verità giudiziaria ma cercava di guardare anche nel retroterra umano e sociale. Il Magistrato Imposimato mi scrisse tempo or sono il messaggio che riproduco in copia. Il Magistrato ebbe altresì la cortesia di riconoscere i miei tentativi di ricerca della verità nel libro più specificatamente dedicato al caso Moro “I 55 giorni che hanno cambiato l’Italia” (la cui copertina riproduco in allegato), libro che soprendentemente non viene neppure citato nella relazione (tanquam non esset). Il Magistrato ebbe a fare qualche riserva sull’operato della Commissione. Nella relazione si trova traccia dell’attività del Magistrato Imposimato alle pagine 33/35/52/104/111/119/122/123.

Non concordo su questo accanimento critico nei riguardi del Magistrato che si era reso conto delle insufficienze di una verità giuridica (così come se ne era reso conto in passato l’On. Sciascia). Tornerò appena possibile ad analizzare le critiche mosse all’operato del Magistrato e colgo l’occasione per esprimere il mio più sentito cordoglio ai familiari.

*Ammiraglio, già Parlamentare