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Andrea Costa, l’apostolo del Socialismo

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Redazionale

Il 19 gennaio 1910 la sua morte


Andrea Costa, l’apostolo del Socialismo, nacque a Imola il 30 novembre 1851. Seguace di Bakunin, poi socialista evoluzionista, fu, insieme a Turati, uno dei fondatori del Partito Socialista Italiano.

Iscritto alla facoltà di lettere all’Università di Bologna, ebbe come maestro Giosuè Carducci; ben presto, però, abbandonò gli studi per dedicarsi alla propaganda per gli ideali anarchici propugnati da Bakunin, che andavano diffondendosi sul territorio nazionale. Nel 1871, a soli vent’anni, dava inizio a Bologna alla pubblicazione del “Fascio Operaio” e in seguito al “Martello”. Nello stesso anno organizzava una sezione dell’Internazionale londinese.

Il 1874 – l’anno in cui era prevista l’organizzazione di una insurrezione armata nelle regioni dove la presenza degli Internazionalisti era più massiccia -  Andrea Costa avrebbe dovuto capeggiare la rivolta in Romagna. Il piano insurrezionale abortì sul nascere e i capi internazionalisti, tra i quali Costa, furono arrestati e condannati.

Scontata la pena, uscito di prigione, Costa emigrò a Parigi e qui incontrò la donna che, probabilmente, cambierà il suo destino: Anna Kuliscioff. Fu negli anni dell’esilio che è travagliato da una crisi intima, comune a numerosi anarchici, che doveva condurli all’abbandono delle teorie rivoluzionarie di Bakunin e approdare al socialismo legalitario.

Andrea Costa, in una lettera inviata “agli amici di Romagna”, spiegherà le ragioni della sua adesione ai principi del socialismo: “Noi trascuriamo fatalmente molte manifestazioni della vita – scriverà Costa - ; noi non ci mescoliamo abbastanza col popolo; quando, spinti da un impulso generoso, abbiamo tentato di innalzare la bandiera della rivolta, il popolo non ci ha capiti e ci ha lasciati soli… Rituffiamoci nel popolo e ritempriamo in esso le nostre forze…”.

Sicuramente sulle scelte di Costa ha avuto una influenza non marginale proprio la Kuliscioff, l’anarchica russa, che per un certo periodo sarà la sua compagna di vita.

Tornato in Italia, fondava nel 1880 la “Rivista Internazionale del Socialismo” e l’anno dopo l“Avanti!”.

Nel 1882, Andrea Costa viene eletto deputato nel collegio di Ravenna; è il primo socialista a entrare in Parlamento.

Il 14 agosto del 1892, nel primo Congresso socialista convocato a Genova e promosso dallo stesso Costa, viene costituito ufficialmente il Partito Socialista Italiano.

Nei successivi Congressi, Andrea Costa ritenne sempre opportuno l’unificazione di tutte le forze socialiste.

Nel 1908 viene eletto vice presidente della Camera.

Morirà due anni dopo, il 19 gennaio 1910, nella sua città natale.


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