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La politica non trascuri la carta dei valori e gli errori della storia

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di MICHELE PETTINATO

Il confronto elettorale che porterà i cittadini al voto del prossimo 4 Marzo, non sarà soltanto un banco di prova per quanto concerne programmi e propositi all’interno degli schieramenti.

 

Quest’anno, più che mai, la credibilità della classe politica è chiamata ad un confronto con quella carte dei valori che rappresenta il sale della democrazia.

A 70 anni dall’entrata in vigore della Costituzione Italiana, ci sarebbe davvero da chiedersi in che modo questa classe politica riesce a salvaguardare e promuovere quei valori scritti nella carta Costituzionale e che sono puntualmente mortificati, a cominciare da quel diritto al lavoro che ancora vede tanti cittadini in una situazione di sofferenza. Ma non si tratta solo di lavoro.

In questi giorni di inizio anno, assistiamo ad infuocati confronti televisivi, spesso al limite della sopportazione. Il tutto, è vissuto in funzione della propaganda, del marketing applicato alla politica che rende avvincente persino una frase pronunciata in un certo modo.

In tutto questo, che posto è riservato alla tutela di quei valori che hanno fondato la nostra democrazia? Sembra davvero che nessuno, abbia speso una parola di condanna nei confronti dei rigurgiti fascisti che attraversano nuovamente l’Italia. Qualche giorno fa, a Roma, si è svolta una sfilata fascista che ha ricordato tanto quelle del ventennio.

Circa 6000 camerati, disposti in marcia, a proporre una tetra scenografia che ha ricordato i giorni della violenza, della sopraffazione, delle ingiustizie, della dittatura. Per quanti hanno assistito a quelle scene dai balconi di Roma, la sensazione è stata quella di tornare a circa 80 anni fa.

Nella società italiana del 2018, sembrano riemergere con forza quei focolai di intolleranze che trovano fondamento nell’odio di chi è diverso, non solo per il colore della pelle, e chiede semplicemente alla sua esistenza una possibilità di rinascita. La nostra classe politica sta però facendo pochissimo per riportare al centro del dibattito proprio quei valori legati all’antifascismo ed alla lotta contro qualsiasi intolleranza. I politici nostrani sono presi dalla rincorsa alla poltrona, che potrà magari assicurare una pensione da parlamentare. Una propaganda fatta di promesse e di giochi al ribasso.

Si rimettano urgentemente al centro del confronto i valori democratici, quelli scritti nella Costituzione che, dopo le celebrazioni per l’importante anniversario, sembrano essere stati nuovamente accantonati. Si rimetta al centro la cultura, che significa formazione e cognizione degli errori della storia. Si condanni ogni forma di intolleranza, circostanza che, nelle varie declinazioni, sta già animando questa campagna elettorale.

Senza queste premesse, la contesa elettorale non potrà che essere una squallida corsa al ribasso.