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Il lupo perde il pelo ma non il vizio

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di LAURA FANO

Non sembra sedarsi la polemica che vede coinvolti i colossi dell’industria automobilistica tedesca: BMW, Daimler e Volkswagen.


Stando a quanto riportato dal New York Times, un gruppo di scimmie sarebbe stato forzatamente sottoposto all’inalazione di gas di scarico provenienti da automobili, per testarne gli effetti sull’organismo.

Tutto sarebbe accaduto nel 2015, presso un laboratorio di Albuquerque, in Messico. Dalle ricostruzioni emerse nel report, un gruppo di macachi sarebbe stato chiuso in una gabbia dotata di vetrina e, piazzato davanti alla proiezione di cartoni animati; gli animali sarebbero stati costretti all’inalazione di gas di scarico mescolati ad aria per quattro ore di seguito. Sembrerebbe che tutti gli esemplari siano sopravvissuti al test, ma non ci è dato di sapere delle loro attuali condizioni di salute.

A rincarare la dose, dopo l’annuncio della testata statunitense,  anche i giornali tedeschi, tra cui lo "Stuttgarter Zeitung" e lo Süddeutsche Zeitung, che hanno parlato in questi giorni di esperimenti simili, anche con gli esseri umani nell'istituto ospedaliero  di Aquisgrana, nell'ovest della Germania, che su disposizioni dell'Eugt (Associazione Europea per lo Studio della Salute e dell'Ambiente Trasporti) avrebbe ha fatto inalare, in diverse concentrazioni, diossido di azoto (NO2) a un campione di 25 persone in buona salute. Venticinque cavie umane sottoposte a controlli presso la clinica universitaria di Aquisgrana dopo aver respirato biossido di azoto per tre ore al giorno per quattro settimane consecutive per dimostrare che con il progresso tecnico le emissioni dei motori diesel non avevano conseguenze importanti sulla salute dei cittadini.

Per la serie il lupo (o meglio l’aquila) perde il pelo, ma non il vizio! La passione dei tedeschi per l’impiego dei gas di scarico su esseri viventi non è certo una novità …

Era già accaduto nel lontano 1939 quando i nazisti cominciarono a sperimentare l’uso di gas tossici per le uccisioni di massa, utilizzando il monossido di carbonio puro prodotto chimicamente per eliminare i malati di mente nell’ambito del Programma Eutanasia.

E’ evidente che i tedeschi hanno la “Memoria” corta.

Dopo l’invasione dell’Unione Sovietica, i nazisti presero a sperimentare i gaswagen: camere a gas mobili, cioè furgoni appositamente modificati, ermeticamente sigillati e rinominati dai prigionieri "camion della morte", i cui tubi di scappamento terminavano all’interno dei veicoli.

Questi camion erano prodotti da imprese quali la Diamond o la Opel Blitz e dalla svizzera Saurer.

Con questo sistema, non molto dissimile da quello utilizzato oggi per le sperimentazioni in New Messico dalle principali case automobilistiche tedesche, le Einsatzgruppen uccisero centinaia di migliaia di persone, per la maggior parte Ebrei, Rom e malati di mente.


Il funzionamento era abbastanza semplice. Questo tipo di veicoli aveva la capacità di contenere stipate un certo numero di persone nel cassone posteriore che era sigillato internamente, e il cassone, in cui veniva fatto confluire il gas di scarico del motore, funzionava quindi da camera a gas, uccidendo le persone alloggiate al suo interno con l'azione del monossido di carbonio (CO).


Il vero protagonista di questo strumento del male fu un tale Walter Rauff. Nel campo di sterminio di Chelmno in Polonia erano attivi diversi gaswagen. In un archivio delle SS fu ritrovato un documento che recita: « Nel giro di sei mesi, tre di questi camion hanno trattato 97.000 pezzi senza inconvenienti di sorta.»

Nonostante i vantaggi rispetto alle fucilazioni con cui venivano in precedenza eliminate le persone, questa tecnica presentava però alcuni svantaggi: la lentezza con cui i condannati morivano (ci volevano circa 20 minuti prima che rimanessero completamente asfissiati), e inoltre la loro morte non era per nulla tranquilla perché le vittime morendo producevano forti urla, che, oltre a disturbare, potevano essere sentite anche da grandi distanze.


Anche per tale motivo, questo sistema di sterminio fu abbandonato nel corso degli anni, non riuscendo a seguire il ritmo della logica di sterminio nazista. In aggiunta, alcuni dei militari addetti allo sterminio erano colpiti da depressione e si suicidavano, a causa dello spostamento dei corpi inerti dai camion alle fosse comuni. Nel 1943 si scoprì che un pesticida come il zyklon B usato in agricoltura era in grado di velocizzare le operazioni di sterminio. Dopo alcuni studi della Bayer e dell’IG Farben si passò quindi all'utilizzo di questo pesticida nelle camere a gas nei campi di concentramento come Auschwitz, Sobibór e Treblinka.

E non dimentichiamo che proprio nei lager nazisti si sviluppò l’uso dei prigionieri come cavie. Alla realizzazione del piano di sterminio di interi popoli presero attivamente parte anche medici tedeschi, sia quelli a capo delle strutture sanitarie delle SS, compreso il personale loro subordinato, sia quelli impiegati negli istituti di ricerca delle facoltà di Medicina e in possesso di alti titoli accademici.

Incuranti dei principi più elementari dell’etica professionale, misero spesso volontariamente le proprie capacità a disposizione dell’ideologia nazionalsocialista, pienamente consci dei suoi fini criminali. Particolare fu il ruolo dei medici delle SS in servizio nei Lager dove, venendo meno al giuramento d’Ippocrate, effettuarono le selezioni dei convogli di Ebrei, controllandone il processo di sterminio; condannarono alla gassazione o uccisero con iniezioni di fenolo i detenuti ospedalizzati nei Lager, falsificando le cause della loro morte, e condussero criminosi esperimenti medici sui prigionieri ivi compresi i gemelli.

Gli esperimenti programmati in alto loco si proponevano di venire incontro ai bisogni dell’esercito, prefiggendosi lo scopo di migliorare lo stato di salute dei soldati, servire alla realizzazione di piani postbellici e sostenere le teorie razziste sulla superiorità della razza nordica.


Del tutto indipendenti erano poi gli esperimenti condotti sui prigionieri da alcuni medici su richiesta di diverse ditte farmaceutiche tedesche o di Istituti di medicina.
Durante la seconda guerra mondiale, i medici nazisti, venendo incontro ai dirigenti del Terzo Reich, sostennero con la propria attività la politica demografica nazista dando il via ad una serie di ricerche sulla sterilizzazione di massa di nazioni considerate inferiori.

A distanza di quasi 80 anni dall’utilizzo dei gaswagen da parte della Germania nazista e degli aberranti esperimenti condotti dai medici del terzo Reicht, proprio nel mese dedicato alla Memoria, le notizie dei recenti esperimenti con i gas sulle scimmie e sull’uomo sembrano quasi una macabra beffa del destino.

Ancora una volta l’aquila nera della morte, contro ogni etica, sacrifica sull’altare del predominio razziale e dei propri interessi economici la vita degli innocenti e, ancora una volta l’Europa dei diritti civili sta a guardare, salvo porgere le proprie scuse con rimando colpevole. Per la serie corsi e ricorsi storici…