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Europei di atletica

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di PAOLO NOTARNICOLA

Va tutto bene…” ma Baldini non ci sta


C’è chi è rimasto entusiasta degli Europei di Berlino e chi no. Chi ha condiviso le preoccupazione e gli stati d’animo degli atleti e chi, invece, ha preferito solo accontentarsi dei risultati. Nel medagliere di Berlino l’Italia ha chiuso sedicesima, negli europei del 2016 ad Amsterdam, invece, si piazzò al nono posto. Ben sette posizioni di differenza da un europeo all’altro. Eppure di atleti ne abbiamo e le nuove generazioni sembrano promettere un gran ritorno dell’atletica leggera italiana. Ne è un esempio Filippo Tortu (9,99” sui 100m), che non è di certo da condannare se non ha brillato a Berlino, ma anche il saltatore Giammarco Tamberi e la marciatrice pugliese Antonella Palmisano. Eppure qualcosa non torna e il medagliere non si riempie. Nelle varie interviste, però, i dirigenti e i vari tecnici della Fidal si ritengono soddisfatti, non si chiedono il motivo, non cercano dove migliorarsi.

È proprio per questo che Stefano Baldini, il “kenyano bianco”, il grande maratoneta italiano, con un critico e severo j’accuse si dimette dall’incarico di referente tecnico del settore giovanile federale. I motivi sono tanti, in primis la disapprovazione per l’atteggiamento della federazione dinanzi ai risultati. Baldini afferma che degli errori ci sono stati e non saperli leggere, o celarli agli occhi della stampa, non ha nessun tipo di utilità. L’autocritica è fondamentale, così come è importante porre degli obiettivi ambiziosi per la squadra, cosa che provocò a Baldini già attriti nell’anno passato.

L’errore più eclatante, a parer suo, è stato quello riguardante la staffetta 4x400 femminile. Le “all Blacks”, così sono chiamate le staffettiste italiane, non hanno vinto per sole imprecisione e sbagliate direttive tecniche, nonostante si fossero classificate in finale con il miglior tempo e fossero le favorite all’oro europeo, specie dopo aver trionfato orgogliosamente ai Giochi Sportivi del Mediterraneo di luglio.

Le atlete e gli atleti quindi all’Italia non mancano ed è proprio per queto che Baldini non si accontenta e non reitera l’atteggiamento del “va tutto bene” usato dai colleghi.