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Processo Truffa-Lega, intesa partito-giudici

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di NICO CATALANO

Per i corrotti quando finisce la pacchia?


Capita spesso in questo nostro Paese, che la tanto sbandierata eguaglianza di diritti e soprattutto doveri rimanga una chimera, un’utopica narrazione rispetto alla cruda realtà quotidiana, soprattutto quando protagonisti sono i rappresentanti della politica rispetto ai comuni cittadini.

Quindi è facile che un partito, dopo avere sottratto allo Stato oltre 49 milioni di euro, è condannato a risarcire quella somma, tramite “comode rate” bimestrali per la durata di settantasei anni necessari all’estinzione del debito, mentre invece, una coppia di precari per comprare un appartamentino di 60 metri quadri in una qualsiasi grigia periferia delle nostre città, dopo mille difficoltà burocratiche, può accedere ad un prestito bancario di circa 160 mila euro, alla condizione di impegnarsi nel restituirne oltre 200 mila di euro nei prossimi trenta anni, stando attenti a non saltare il pagamento neanche di una rata, cosa che potrebbe comportare penalità, more e anche persino la perdita della stessa casa, tutto questo  “nel rispetto” di quelle politiche per la famiglia così care ai tanti ipocriti politici italiani.

Difatti, secondo quanto prevedono i termini dell’intesa raggiunta a metà settimana tra gli avvocati della Lega Nord e la Procura di Genova sulle modalità di esecuzione del sequestro dei 49 milioni di euro truffati dal partito del Carroccio allo Stato, ogni bimestre dai conti della Lega saranno prelevati centomila euro, per un totale di 600mila euro l’anno che verranno messi a disposizione su un conto dedicato, a disposizione della Guardia di Finanza, pertanto considerando che tre milioni di euro, sono stati già sequestrati circa un anno fa dalle casse della Lega, la somma complessiva di 46 milioni di euro, ovvero la completa restituzione del denaro, avverrà secondo questi termini di accordo, solo nel 2094.

I 49 milioni di euro, secondo i magistrati sarebbero il risultato di una maxi-truffa che il leader storico della Lega Nord, il senatore Umberto Bossi e l’ex tesoriere Francesco Belsito avrebbero messo a segno negli anni 2008-2010 all’epoca del terzo governo Berlusconi, per ottenere indebitamente i rimborsi elettorali a favore del partito del Carroccio, che per decisione di Matteo Salvini, Ministro degli interni del governo Conte e attuale segretario della stessa formazione politica non si è costituito parte civile nel processo che vede appunto a Genova come imputato, tra gli altri ex dirigenti “padani” anche il Umberto Bossi, fondatore dello stesso movimento padano, ormai diventata forza rappresentativa di gran parte  del territorio nazionale.

Un processo di appello, ricominciato nella settimana passata, con la conferma della richiesta, da parte del pg Enrico Zucca, della condanna a un anno e 10 mesi di reclusione per Bossi e di quattro anni e 10 mesi per l’ex tesoriere Belsito, un verdetto questo, già esplicitato nel luglio scorso;

inoltre, per lo stesso Procuratore, le operazioni che hanno fatto incamerare illecitamente i soldi erano deliberate dai vertici della Lega, quindi note a tutti gli esponenti del Carroccio, secondo i Magistrati di Genova un denaro frutto di reato che è stato usato negli anni a seguire, anche da chi ha sostituito Bossi alla guida del partito.

Strano destino, per quella Lega che sbraitava negli anni passati contro “Roma Ladrona” ed oggi si trova imputata come “Lega Ladrona” una forza politica che ha costruito il suo successo elettorale invocando più “decoro” e “sicurezza” quel partito che al grido “prima gli italiani” ha imbruttito la nostra società, peraltro già provata dalle politiche sciagurate all’insegna dell’austerità messe in atto dai fallimentari governi del centro sinistra a guida del partito democratico.

Quella Lega Nord che ha abilmente usato la presenza degli immigrati, come specchietto per le povere allodole italiane per distoglierle da altri e ben più gravi problemi che attanagliano il nostro Paese, tra questi la diffusa corruzione, una delle principali cause del mancato sviluppo del nostro Paese, fenomeno malsano che origina ingiustizie, disoccupazione e povertà, che vede protagonisti soprattutto tanti politici compresi quelli della Lega, a tale proposito  c’è da chiedersi  “quando finisce la pacchia per i corrotti?”

Fonte Foto Tony Gentile/ Reuters 18/09/2018