Il SudEst

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L’Italia che cade a pezzi

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di MICHELE PETTINATO

Fino a che punto una democrazia può dirsi tale se le infrastrutture pubbliche crollano giornalmente sotto gli occhi dei cittadini?

 

La vicenda del crollo del ponte Morandi, oltre ad essere una immane tragedia per la morte ingiusta di 43 persone è la carta di identità di un paese che cade a pezzi, come se fosse in un permanente stato di guerra.

Opere lasciate allo sbando per decenni, senza alcuna manutenzione, con il silenzio complice di chi politicamente avrebbe dovuto controllare il loro stato di salute. E poi, la corruzione. Dilagante, come una malattia a cui non c’è rimedio, nell’indole di un popolo incapace di guardare al domani.

A sud, la prospettiva si fa ancora più inquietante. La tanto annunciata alta velocità, di cui si parla sin dal 2010, ancora stenta a decollare. Lo stato delle strade e di gran parte delle vie di comunicazione che uniscono le piccole città ai capoluoghi, è quasi sempre in pessimo stato.

La sicurezza di chi si reca ogni giorno a lavoro, resta qualcosa di incompiuto. Intanto, fino a qualche anno fa, si correva ancora dietro l’ennesima boutade di Berlusconi che annunciava l’avvio della costruzione del ponte sullo stretto di Messina. Lo stesso Berlusconi che nel 2008 affidava a società Autostrade la gestione della più grande rete viaria italiana, senza però accertarsi delle modalità con cui questa società privata avrebbe garantito la manutenzione di quei tratti stradali.

In questi ultimi decenni, pochissimi sono stati i controlli a quelle imprese che realizzavano opere pubbliche e che spesso e volentieri risparmiavano sui materiali di costruzione. Il risultato, è sotto gli occhi di tutti.

Un paese che cade a pezzi, dove le infrastrutture pubbliche non garantiscono più quel sacrosanto diritto alla sicurezza, che abbraccia la stabilità di ponti, strade, scuole pubbliche e luoghi di ritrovo.

Un torpore inaccettabile, che necessita una risposta chiara in termini di investimenti e di controllo. Evitando, se possibile, l’ennesima tragedia di Stato.


Fonte foto: rsi.ch

 

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