Il SudEst

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Sedile 24/ Ora, Tosca

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di IGOR SANTOS SALAZAR

Ora che l'orologio scandisce il camino del tempo senza che nessuno guardi.

 

Ora che il buio è sceso sui palchi e sulla scena.

Ora che il loggione è deserto e la buca muta.

Ora, forse, sarebbe ora di parlare di Tosca senza parlare della Prima. Provare a concentrarsi sul contenuto di una delle opere liriche più straordinarie mai composte senza pensare all'appuntamento mondano, senza lasciare che il luccichio di gioielli e dei lampioni ci abbagli.

Ora che il dramma è finito restano per sempre la musica di Giacomo Puccini e i testi di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. Una composizione che canta al mondo la passione per la libertà (più che per l'amore) dell'essere umano. In tre atti si riassumono le sfide che incontrarono tante vite nella Roma dell'anno 1800, quando la volontà dell'essere liberi si scontrava con l'autoritarismo politico, con il sopruso morale e, in modo particolare nella storia di quest'opera, con la violenza dell'uomo sulla donna. Nella prima romana del 14 gennaio 1900, in un'Italia ancora giovane, il pubblico del Teatro Costanzi vide l'agire di un personaggio femminile che, novella Giuditta, deve assassinare un Oloferne al servizio del papa re, capace di urlare in chiesa, sulle note di un Te Deum (nella chiusura del I atto) che il desiderio gli faceva negare Iddio...

La critica si sofferma spesso sulla modernità della protagonista, definita quasi sempre come una bandiera del femminismo ante litteram. Ciononostante, non conviene dimenticare, anche, l'attualità del personaggio maschile. È il pittore Cavaradossi, capace di sfidare la sorte (e di perdere) pur di salvare, per solidarietà, un uomo braccato dalla polizia papale: "la vita mi costasse, vi salverò!" è l'urlo che rimbomba sulle volte della chiesa di Sant'Andrea della Valle, che avrebbe trovato eco nel sacrificio di tanti uomini e donne nei terribili anni del più terribile XX secolo italiano.

La forza di Tosca sta anche nell'attualità del suo messaggio: ora, come allora, l'ansia di libertà e la lotta contro ogni tirannia sono i messaggi fondamentali che l'opera rende eterni nell'oggi dominato dagli Scarpia che popolano, ovunque, questo nostro mondo.

Ora che tutto è silenzio, Tosca canta ancora.