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Quale ruolo per il Sud nell’agenda di Governo?

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di MICHELE PETTINATO

I Governi della Repubblica Italiana hanno da sempre dovuto fare i conti con le emergenze del meridione. Un sud che in questi decenni è stato spesso visto come miniera di voti per quelle forze politiche che, puntualmente, sono pronte a millantare promesse in cambio di posti di lavoro o appalti pubblici.


E’ una storia che conosciamo bene. Dai proclami ai gesti di corruzione, il passo è breve. In tal senso, si continua ad assistere spesso all’incapacità degli amministratori locali nel saper gestire le risorse pubbliche e comunitarie. Certamente, non mancano esempi di amministratori locali illuminati che riescono a mettere in piedi delle interessanti progettualità per le loro comunità di riferimento. Ritorna però prepotentemente la domanda sull’importanza del sud nell’agenda di Governo. Una questione che si apre anche a importanti quesiti sul ruolo storico del meridione nella prospettiva futura non solo dell’Italia ma anche dell’Europa.

Certo, vi sono criticità urgenti e inquietanti. Una di queste è quella della pesante evasione fiscale. Qualche giorno fa, il Presidente Mattarella ha giustamente sottolineato che questo fardello mette pesantemente in pericolo la stabilità dei conti e la possibilità di poter pianificare investimenti pubblici, senza parlare della gestione delle politiche sociali. Tra le emergenze sociali vi è poi quella dell’emigrazione giovanile che svuota di futuro le famiglie e le città. La carenza cronica di infrastrutture rischia davvero di affondare lo sviluppo del nostro sud.

Anche il Governo Conte, come tutti i Governi passati, sta facendo i conti con la domanda di futuro che giunge dal Sud. Nel recente vertice con i sindacati, alla presenza dei ministri delle infrastrutture, dell’Economia, del Sud e dello sviluppo economico, Il Presidente del Consiglio ha affermato che il 34% degli investimenti pubblici sarà per il sud, per un totale di 200 miliardi di risorse nel prossimo quindicennio in una sorta di “Green New Deal”.

Si parla di economia “verde”, innovazione “digitale”, infrastrutture sui trasporti, incentivi a chi sceglie di restare a vivere nel sud. Programmi e progetti che già da Gennaio 2020 dovranno entrare nella loro fase esecutiva.

Questi temi saranno decisivi per la vita di questo Governo e per l’azione e il futuro dello stesso PD. I primi mesi del nuovo anno ci diranno quanto sia concreta la fase operativa di queste progettualità. O se, invece, ci ritroveremo nell’ennesima fase dei proclami di cui è piena la storia repubblicana.

Fonte foto: wired.it