Il SudEst

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Un nuovo piano sanitario per il sud

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di MICHELE PETTINATO

Una emergenza che fa pensare ad uno stato d’assedio, come quando la gente fuggiva nei rifugi anti bombardamento. Il coronavirus, con la crescente diffusione anche nelle regioni del sud, sta cambiando le nostre abitudini.

 

Si tratta certamente di un grave danno alla già fragile economia italiana ma, al tempo stesso, pone delle serie questioni sul sistema sanitario italiano.

Il coraggio dei medici, sempre in prima linea nelle emergenze, non sempre è supportato da adeguate strutture ospedaliere che, già in altre situazioni, hanno mostrato tutte le loro criticità. Adesso, con la diffusione del virus anche nelle regioni del sud, ritorna la questione con tutta la sua importanza.

In che modo il sistema sanitario meridionale potrà affrontare questa emergenza? Il Governo, che conosce benissimo questo nervo scoperto, ha pensato bene di chiudere in maniera cautelativa le scuole, di promuovere lo “smart working” di lanciare appelli di unità anche a quella parte politica che cerca di sfruttare questa emergenza per fare proselitismo politico.

Ci auguriamo davvero che l’epidemia possa essere bloccata in tempo ma la domanda è lecita. Siamo pronti, qui nel sud, ad affrontare in maniera forte questa emergenza a fronte di strutture ospedaliere che, già da anni, chiedono un necessario ammodernamento?

Il Presidente Mattarella, nel recente messaggio alla nazione, ha invitato tutti a mantenere la calma, a seguire le direttive indicate dal Governo, ad essere soprattutto uniti. Già. Benedetta unità, una meta che spesso sembra così lontana nel nostro modo di vivere le cose.

Più che mai, in questa situazione, serve una unità di intenti soprattutto tra le forze politiche. Una unità che si fonda nella considerazione che uno Stato efficiente debba promuovere l’eccellenza dei servizi pubblici, a partire da quello sanitario.

Il coraggio e la professionalità di tanti medici non possono nulla contro le inefficienze di un sistema sanitario che, in questi ultimi anni, non ha curato le sue ferite. Soprattutto nel nostro sud, sono sotto gli occhi di tutti le immagini delle interminabili code per una mammografia, solo per citare un caso.

Come sappiamo, molti cittadini meridionali emigrano al Nord per farsi curare e questa triste realtà diventa sempre più inaccettabile.

E’ quanto mai urgente mettere mano ad un nuovo piano sanitario per il sud modernizzando strutture vetuste e ormai inefficaci. Tutto questo, a prescindere dall’emergenza “corona virus” che pure sta mettendo a dura prova tutto il contesto sociale italiano.

Sono prove di civiltà, che uno Stato di diritto non può far mancare ai propri cittadini.

Fonte foto: eradigitalegratuita.it