Il SudEst

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Jun 03rd
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L' immunità di gregge

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di NICOLA PUTIGNANO

E’ proprio vero che l’uomo si valuta nelle disgrazie. Lo spirito di un popolo, che di norma si evolve a seguito dei contrasti che lo compongono, secondo la teoria ottimistica Hegheliana, comunque non perde il nucleo del suo essere, come il centro di un tornado.


 

Nella specie, secondo la cinica teoria inglese, è meglio consentire il libero contagio del 60 – 70% della popolazione, anziché disporre draconiane misure anticontagio. Certo, mettendo nel conto, qualche decina di migliaia di morti in più, essenzialmente delle fasce più deboli (anziani e malati), ma assicurando per il futuro (forse) l’immunità del gregge (“herd immunity”), e certamente per il presente un risparmio di qualche centinaia di miliardi di euro per la cura di parte “inutile” della popolazione. Si avverte l’eco nauseabondo delle teorie naziste sulla selezione della razza pura. Qualche milione di esseri inferiori nelle camere a gas, a fronte di un radioso futuro di uomini eletti, sani e rigogliosi.

Questa idiozia (che il Prof. Martinelli giudica da “irresponsabili”) non è la trovata di qualche beone neonazista dopo una serata in birreria, ma la teoria del Consigliere scientifico del governo inglese “Sir” Patrick Vallance.

Tanto nel solco della migliore tradizione tedesca (anche oggi affascinata dalla “originale” teoria di Vallance) che ha visto in passato illustri scienziati nazisti quali Horst Schumann che partecipò al programma di “igiene della razza” con sterilizzazioni di massa e castrazione di Auschwitz, e Carl Clauberg specializzato nella sterilizzazione di donne e bambini nei campi di Auschwitz e Ravensbruck.

E’ gente che andava anche a messa la domenica, distraendosi alla lettura del “Buon Pastore”, che, al contrario, abbandona il gregge, per salvare la pecorella smarrita, forse ammalata di coronavirus.