Il SudEst

Wednesday
Jun 03rd
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Archivio articoli

La sanità pubblica, preziosa come la democrazia

Email Stampa PDF

alt

di MICHELE PETTINATO

La dura emergenza che stiamo vivendo in questi giorni riporta la mente al pensiero di Giambattista Vico ed alla sua “Scienza Nuova”, opera filosofica che segnò il XVII e il XVIII secolo.

 

Secondo Vico, la storia si caratterizza per il continuo e incessante ripetersi di tre cicli distinti: l’età primitiva e divina, l’età poetica ed eroica, l’età civile e veramente umana. Questa pensiero è conosciuto come “teoria dei corsi e dei ricorsi storici”.  Vico sosteneva che alcuni accadimenti si ripetevano con le medesime modalità, anche a distanza di tanto tempo.

Al di là della connotazione “religiosa” per cui il Vico sosteneva che tali accadimenti avvenivano per volontà divina, l’emergenza del Covid-19, come ricordato qualche giorno fa dal Premier Conte, è la sfida più difficile che l’Italia e l’Europa dovranno affrontare dopo la fine della seconda Guerra Mondiale. Il clima che stiamo vivendo, ci riporta un po' a quel sentimento di precarietà che si avvertiva in quel difficile periodo della storia.

E’ chiaro che nulla potrà essere più come prima, a partire dalla connotazione stessa dei nostri rapporti interpersonali che non potranno più essere gli stessi e con la difficoltà “psicologica” di incontrare gli altri nel timore di poter contrarre il virus, anche quando il picco sarà superato, in attesa di un vaccino efficace.

Nulla potrà essere come prima, soprattutto per quanto concerne la visione dei servizi pubblici che uno Stato democratico garantisce ai propri cittadini. In questi giorni abbiamo ascoltato e visto il coraggio di tanti medici, infermieri, operatori del mondo dell’assistenza sociale. Molti di loro, assieme alle migliaia di vittime, hanno perso la battaglia della vita contro la ferocia del Covid-19.

L’emergenza ci ha fatto capire quanto sia preziosa la sanità pubblica e quanto essa sia stata violentata negli ultimi decenni. Secondo i dati elaborati dalla Fondazione “Gimbe”, negli anni 2010-2019 alla sanità pubblica sono stati sottratti oltre 37 miliardi di euro: 25 miliardi di euro nel 2010-2015, come conseguenza dei tagli previsti dalle manovre finanziarie, e oltre 12 miliardi di euro nel periodo 2015-2019 come conseguenza del definanziamento che ha assegnato meno al Servizio Sanitario Nazionale rispetto ai livelli programmati per l’attuazione degli obiettivi di finanza pubblica. Nel periodo 2010-2019 il finanziamento pubblico è aumentato di soli 8,8 miliardi di euro, crescendo in media dello 0,90% annuo: il tasso non è cresciuto come quello dell’inflazione media annua (1,07%), cioè l’aumento del livello medio dei prezzi, ma è rimasto inferiore.

Nell’ultimo decennio, dunque, nessun Governo ha dato priorità politica alla sanità pubblica. Al contrario, abbiamo assistito alla proliferazione, spesso senza freni, della sanità privata. Sono ancora sotto gli occhi di tutti le file interminabili per una mammografia negli ospedali pubblici o, peggio, viviamo quotidianamente la storia di tanti professioni della sanità che, purtroppo, conducono una doppia carriera, tra il pubblico e il privato, in un pericoloso limbo dettato da puri interessi economici. Se hai i soldi puoi curarti, se sei un cittadino qualunque puoi pure aspettare a magari potresti anche morire in attesa di un controllo clinico nell’ospedale pubblico.

Riecheggiano dunque con forza le parole del filosofo Giambattista Vico. Oggi forse ci ritroviamo a respirare un po' quel clima di precarietà sociale ed esistenziale che si respirava negli immediati anni del dopoguerra. E se è vero che la storia è fatta di accadimenti che ritornano come “corsi e ricorsi storici”, oggi siamo esortati a riscoprire l’importanza e la sacralità di quella sanità pubblica che uno Stato di diritto non potrà più lasciare nel dimenticatoio. Una sanità pubblica che è preziosa come la democrazia e che tutti siamo chiamati a difendere.

Fonte foto: assidal.it