Il SudEst

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Ed io mi costruisco la mia muraglia

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di LINO FAZIO

Non si può più parlare di qualunque cosa in Italia senza che in qualche modo vi entri la politica con i suoi danni da avidità,

 

 

superficialità, incompetenza ed inadeguatezza di chi dovrebbe gestire la res publica considerando sacro il suo mandato ed in nome di quella sacralità essere retribuito adeguatamente.

La sanità, per esempio, è stata bersaglio, fin dai tempi di Duilio Poggiolini di predatori, avventurieri, politici il cui scopo è quello di creare liste di attesa per poi intervenire a favore di questo o quel cittadino che gli garantirà il voto al momento opportuno.

La politica, che aveva provveduto a nominare i propri gestori, si è accorta che gli ammalati consumano molte medicine.  Con i ticket ha attenuato l’impatto con i propri conti, ma non ha risolto il problema, fino a quando ha reso imprescrivibili molti farmaci con costi importanti e molte volte risolutori di patologie.

In questo momento è nata l’eutanasia di stato o, ancora peggio, una selezione tra i minus habent di cui molti non possono più permettersi  di ricorrere alle cure ospedaliere anche  per una semplice frattura, per non parlare di farmaci appesantiti da ticket o sempre più spesso declassati a farmaci da banco.

Se invece decidessimo di cambiare argomento e latitudine e di esprimere un parere sulle elezioni francesi, ci renderemmo conto di come anche da quelle parti i “giovani” politici, privi di ideali politici hanno semplicemente affossato quello che era rimasto di De Gaulle, di Mitterand per far emergere solo due formazioni, una di fascisti e l’altra non ben identificata sponda politica, per cui chi non intendeva votare per i fascisti non gli restava che votare per questa seconda formazione, coacervo di repubblicani, liberali e socialisti ed altri partiti, tutti con l’intento di dare un forte appoggio alla politica di Merkel.

Se invece decidessi di prestare attenzione  agli USA, allora sarei veramente disgustato un po’ per aver visto Trump alla Casa Bianca, altro ancora per le sue dichiarazioni ed ultimo, solo in ordine di tempo, l’assoluzione del poliziotto che aveva ucciso un nero durante un banale controllo da cui emerse che la vittima era disarmata.

E così, Trump vuole il suo muro; Salvini, osannando Trump, ne vuole uno tutto suo;  in medio oriente la fabbrica dei muri perimetrali è fiorente.

Ho deciso di costruirmene un tutto mio dal quale tener fuori tutti questi reazionari che si autodefiniscono moderati, distributori di pace ad un tot al chilo, tutti i buon natale e vogliamoci un mondo di bene, insomma tutte le ipocrisie palesi e latenti; tutti i riformatori di storia.

 


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