Il SudEst

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O socialismo o barbarie!

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di MARIO GIANFRATE

Due provvedimenti legislativi, approvati nelle ultime settimane – quello relativo all’immigrazione e, più recente, quello sulla legittima difesa – rappresentano una ormai inarrestabile deriva barbarica in atto nel Paese.

 

 

Su questi due temi essenziali, infatti, le forze di Governo, in gran parte guidato dal Pd, inseguono le tesi proprie del leghismo più irriducibile e per molti aspetti volgari per le propensioni xenofobe del suo leader; in tal modo, di fatto, si sostituiscono ai valori della solidarietà e della civiltà che da sempre hanno informato il mondo democratico e, soprattutto, di sinistra, il calcolo elettorale e il consolidamento del potere non più finalizzato al bene comune e al rispetto della dignità umana, ma fine a se stesso, per consolidare invece posizioni personali slegate da ogni principio etico e politico.

Sconfortante è, poi, la scarsa se non inesistente indignazione di fronte alla “licenza di uccidere” sia pure in ore notturne (sic!), in particolare da parte di quelle ipocrite “sentinelle in piedi” che innalzano roghi su cui dare alle fiamme chi vuol morire con dignità e chiudono gli occhi davanti a un provvedimento riveniente da una “cultura” da Far West e in contrasto con il Decalogo – al quale dovrebbero ispirarsi -  che stabilisce a carattere cubitali “non uccidere”.

Ora più che mai è fondamentale per la sopravvivenza dello Stato di diritto, per la stessa civiltà del nostro Paese, una rivolta morale di chi crede ancora che una società migliore sia possibile e così pure la costruzione di un modello di sviluppo più umano da contrapporre al mercatismo sfrenato che sta stravolgendo le nostre vite.

O socialismo o barbarie!