Il SudEst

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Ciao Fabrizio …

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di SARA LAURICELLA

La ricerca per cui tanto ti sei battuto non ti ha potuto aiutare

'Ciao Fabrizio' è la scritta ricorrente posta accanto alle gigantografie che ti ritraggono in tante foto dei tuoi innumerevoli programmi e che “Mamma Rai” ha posto per te nella sala degli arazzi in  Viale Mazzini per la tua camera ardente. Bagno di folla per te che sei stato il presentatore di tutti e per tutti, i programmi da te condotti erano garanzia di “non volgarita” e di toni sempre molto familiari: potevano seguirti indifferentemente nonni, mamme e bambini, teste calde e bigotti, folli e pacati … avevi sempre modi e toni confortanti e mai offensivi nei riguardi di alcuno. Tu (si mi permetto di darti del tu) ci hai accompagnato “dentro” la televisione facendocela vivere non come un oggetto di casa, ma portandoci dentro gli studi con garbo e cura. Ecco il garbo, quello che manca in una televisione piena di trash e di volgarità in cui i bollini rossi potrebbero essere messi in un’alta percentuale di programmi e la fasce protette sono un’illusione; quel garbo che usavi anche quando, durante le occasioni in cui contribuivi per il crowfundig per la ricerca, parlavi delle malattie e patologie senza renderle pietistiche ma, anzi, con molta naturalezza e dignità. La ricerca, quella per cui ti sei tanto prodigato, per la quale ci hai fatto appassionare presentandocela come un momento da condividere e facendoci vedere quanto le fragilità di alcuni possano diventare le fragilità di chiunque. La ricerca non è potuta essere abbastanza avanti per salvare te, non era ancora pronta per accoglierti e curare uno di quei mali per la cui cura ti sei tanto prodigato.  Tu adesso sei e sarai per sempre un testimonial di quanto tutto può accadere a tutti e le malattie non guardano se sei buono o cattivo, se sei un vip o una persona umile, se hai famiglia o meno. Tu sei stato sempre presente anche a tanti piccoli eventi per beneficenza (posso testimoniarlo … sei venuto anche ai miei) e chissà se qualcosa dentro di te ti diceva che, un giorno,  anche tu saresti stato vittima del male. Tu hai saputo viverlo con noi, non nascondendoti alle telecamere (i nostri occhi per vederti) e donandoci fino all’ultimo due regali che serberemo sempre: il suo sorriso e la speranza. Caro Fabrizio noi qui possiamo solo renderti omaggio, come stanno facendo molti di noi e tanti tuoi colleghi, e possiamo solo ringraziarti di “essere passato” su questa Terra ed averci portato la tua educazione, il tuo stile, la tua risata fragorosa e contagiosa, la tua voglia e la tua capacità di “trovare sempre un minuto” per sostenerci.

Ciao Fabrizio grazie di essere stato con noi.