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Odissea: un viaggio mediterraneo tra suoni e parole di BandAdriatica

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di MARIA DEL ROSSO

“Odissea” è un viaggio in musica e parole nel Mar Mediterraneo di una delle band pugliesi piu’ affermate nel panorama della musica internazionale, BandAdriatica.


La band ha ottenuto consensi dalla stampa e dal pubblico ed in particolar modo dalla critica del Babel Med 2017 di Marsiglia che ha definito l’esibizione uno dei migliori live-act italiani.

Riflessioni interessanti della stampa estera considerano BandAdriatica, una band originale che propone progetti sempre piu’ innovativi e costruttivi basati sul dialogo tra i popoli e lo fa con un linguaggio universale, la musica.

Il nuovo progetto discografico “Odissea” è ispirato dall’ incontro con diversi artisti durante il viaggio musicale, è il segno di una musica senza confini che si arricchisce mediante il confronto con differenti culture.

Al riguardo, la band ha collaborato con molti artisti importanti della scena musicale italiana e internazionale.

L’ album è caratterizzato da sonorità di ispirazione nordafricana, da suoni che evocano il Sud e i balcani, ritmiche gnawa, chitarra elettrica di ispirazione “sahariana” e canti al suon di pizzica pizzica.

Il viaggio musicale della band pugliese parte dalle terre salentine, dal profondo Sud delle terre di Puglia, il Salento. Un pezzo di Sud Italia in cui è fortemente presente una vivacità artistico - culturale che si caratterizza dai suoni di feste, di processioni, di serenate e funerali per poi affrontare il Mar Mediterraneo e contaminarsi in nuovi mondi mediante musiche di Albania, Macedonia, Croazia, con le fanfare Serbe e il Nord Africa fino al Mediterraneo piu’ Orientale.

“Odissea” (Finisterre) rientra nella programmazione Puglia Sounds Record 2018.

Il cd contiene dieci brani : “L’ idea”, “Focu”, “Scilla”, “Migrante”, “Kalypso”, “Odissea”, “Argo”, “Stella della notte”, “Poseidon on the rocks”, “L’ abbraccio di Cariddi”.

All’ album hanno collaborato Claudio Prima, frontman della band, organetto e voce, Emanuele Coluccia, sax contralto, tenore e soprano, corno, Vincenzo Grasso, clarinetto, clarinetto basso, Andrea Perrone, tromba, Gaetano Carrozzo, trombone, Morris Pellizari, chitarra elettrica, saz, mandolino, Giuseppe Spedicato, basso elettrico, tuba, Ovidio Venturoso, batteria. Il progetto ha visto  la partecipazione di diversi artisti come Giovanni Chirico, sax baritono, Antonio Castrignanò, voce e tamburello (Odissea), Redi Hasa, violoncello (Odissea, Cariddi, Stella della Notte), Simone Giorgino, voce recitante (Stella della Notte), Roberto Chiga, tamburello (Focu), Lioness Afreeka, Cori (Migrante, Focu), Federico Buttazzo, Alessandra Ferrari, Aldo Orlando, Maria Scogna, Coro (Cariddi).

La grafica è a cura di Enrico Rollo e gli acquerelli a cura di Benedetta Longo.

Nel progetto “Odissea” di Ulisse si manifesta nella figura del migrante, che solca i mari per ritrovare se stesso e per migliorare la propria condizione di vita.

L’ album si apre con “L’ idea”, le musiche sono affidate a Emanuele Coluccia e Claudio Prima, il testo a Claudio Prima.

Il brano racconta dell’idea del viaggio con ironia poiché da sempre l’uomo è un essere in movimento, si sposta, emigra in altri paesi per necessità, per lavoro, per divertimento e per conoscere altre realtà.

“Chi viaggia solo low cost, chi sull’ Oriente Express, chi l’anno scorso si è fatto Roma Tokio in flixbus”.

A seguire “Focu”, le musiche di Claudio Prima, è un testo tradizionale salentino, un canto d’ amore del repertorio della musica popolare salentina.

Il viaggio musicale di BandAdriatica è una continua ricerca e sperimentazione dei suoni del Salento per poi fondersi con altre musiche e linguaggi proprio come la cultura salentina che si è sempre mescolata con altri popoli. Il Salento è da sempre una terra di conquista.  Nel corso dei secoli fenici, messapi, greci, arabi e normanni hanno vissuto l’estrema punta meridionale della regione Puglia e hanno dominato importando cultura e tradizioni in questo luogo magico, intriso di sacralità.

Una musica emigrante che non ha timore di lasciare il porto sicuro per approdare in terre straniere, distanti dalla propria cultura ma si mescola con nuovi suoni e si sperimenta dando vita ad un’autentica ricerca della propria identità. Una musica che è in continuo viaggio e di rinascita come si nota in “Migrante”, musiche di Giuseppe Spedicato e Claudio Prima, testo di Claudio Prima.

“Musica musica libera libera come una zingara viaggia e si mescola”.

Negli ultimi anni la band ha orientato la propria ricerca sulle origini delle musiche del Mar Adriatico e che nel cd “Babilonia”, giunge fino alla Turchia, al Libano e all’ Armenia.

Nel viaggio di Odissea Mediterranea troviamo “Odissea” ,  brano che ha spirato il titolo dell’ album, la musica è di  Claudio Prima e i testi sono di Claudio Prima e Antonio Castrignanò, uno dei protagonisti dell’ attuale scena musicale popolare salentina tra i piu’ affermati in Italia e all’ estero.

“Odissea” descrive la vita del migrante dei nostri giorni nell’ indifferenza della politica e della società, di coloro che incontriamo dinanzi ad un supermercato che con un cappello ci chiedono una moneta, dei volti trafitti dalla sofferenza nei centri di accoglienza, nelle caritas, nelle strade delle nostre città che ci chiedono un sorriso e un abbraccio di conforto, dei tanti schiavizzati nei campi di pomodoro per una misera paga, delle tante persone che per noi sono solo numeri da evitare, da trasformali in capro espiatorio dei nostri problemi e frustrazioni.

Il brano è un canto di speranza per tutti i fratelli marocchini che giungono dall’ Oriente sulle nostre coste in cerca di dignità. Uomini e donne, giovani e bambini che sono costretti a lasciare la propria terra, macchiata dalla guerra, dalla miseria, dalla violenza per giungere nel nostro nuovo mondo, probabilmente molto ipocrita che giura sui Rosari e poi dimostra cattiveria e indifferenza nei confronti degli innocenti.

Claudio Prima e Antonio Castrignanò, sono  artisti che hanno dimostrato bravura e sensibilità nella scrittura di “Odissea”.

In passato hanno già collaborato per il progetto “Un’ ala di riserva, Messa Laica per don Tonino Bello” di Michele Lobaccaro pubblicato da Edizioni la Meridiana, l’omaggio al vescovo salentino, don Tonino Bello ed oggi si ritrovano a scrivere un brano attuale che racconta uno dei temi molto cari all’ immenso don Tonino come l’immigrazione e “La convivialità delle differenze”.

“Odissea”  si apre con le parole di Claudio Prima che descrivono l’ indifferenza della società  nei confronti dei migranti che spesso sono considerati invisibili e inutili.

Claudio racconta l’odissea dei migranti con uno sguardo antropologico e sociologico

dall’Occidente all’ Oriente.

“Nessuno parte davvero, si inoltra nel mare nero, nessuno lascia la terra e sceglie di essere straniero, nessuno che ne sa niente”.

Tanti innocenti affrontano il faticoso viaggio della speranza nel Mar Mediterraneo che attualmente è divenuto un cimitero che seppellisce giorno dopo giorno numerosi corpi coraggiosi che hanno rischiato per la libertà ma hanno trovato solo morte.

Chi viaggia è coraggioso e rivoluzionario ma allo stesso tempo incompreso poiché si trova dinanzi ad una politica che preferisce chiudere porti e bloccare le vite umane sofferenti, vittime di torture, di stupri e di atrocità.

Il mare per i migranti è un amico di lotta, che li sfida, li culla con le sue onde e a volte si trasforma in un mostro crudele inghiottendo corpi di mamme e bambini.

Castrignanò racconta con una penna sensibile mediante il linguaggio della sua terra, il dialetto salentino, il dolore, la paura, la fame, la fatica del migrante.

Il brano si conclude con un inno alla vita invocando il Signore a garantirgli il diritto alla vita nonostante il colore della pelle diverso.

“Signore famme campare puru se fattu de n’ addhu culure” (Signore fammi vivere anche se fatto di un altro colore).

Nei nostri tempi emigrano i fratelli marocchini dall’ Oriente ma anche dai Sud del mondo verso i Nord del mondo, dalle periferie dei paesi meridionali alle grandi capitali estere.

Viviamo in una stagione di forti emigrazioni e di mescolanze tra culture che ci interrogano sulla nostra storia e sulla nostra rotta in un tempo inquieto e di paura del diverso.

Le armi a cui potremo far riferimento sono la resistenza citata nel brano “Poseidon  on the rocks” di Andrea Perrone  nell’ affrontare le intemperie e gli ostacoli, la speranza che troviamo in “Stella della Notte”,  musiche di Giuseppe Spedicato e testo di Claudio Prima . Al riguardo, il brano ci invita a delineare la rotta della nostra vita poiché come affermava Seneca “Non c’ è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”.

Il viaggio musicale si conclude con “L’ abbraccio di Cariddi” di Gaetano Carrozzo  con l’augurio ad essere tenaci e determinati durante il percorso, disposti allo spirito di sacrificio per raggiungere la propria meta tanto desiderata.

“Odissea” ci ricorda il valore di appartenere alla cultura mediterranea caratterizzata dal dono della accoglienza e dell’ospitalità  verso il forestiero e lo straniero poiché  nel corso della storia il sangue dei popoli mediterranei si è sempre mescolato con altri popoli, culture, tradizioni e religioni.

I Sud del mondo si riscattano mediante l’ arte e la musica proprio come BandAdriatica portando in giro per nuove strade una musica senza pregiudizi, senza porti chiusi, ma guarda dall’ Occidente e all’ Oriente come un ponte di unione per emancipare il mondo e liberarlo dall’ ignoranza, dall’ egoismo e dallo sfruttamento dell’ uomo sull’ uomo.

E allora saliamo a bordo di “Odissea Mediterannea” per lasciarsi cullare dalle onde e dai suoni del mondo per assaporare la bellezza dell’integrazione e rigenerarci in una nuova visione di umanità.

Prossimi concerti: 2 settembre Aradeo (Le) per l’ “Irregolare Festival”, l’ 8 settembre  Tavira, 13 settembre Francavilla Fontana (Br), 16 ottobre Salzburg  al  Kulturschiene Festival.

La foto è del fotografo Vito Fino.