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Vent’anni senza Vittorio Gassman

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di SARA LAURICELLA

 

Vittorio Gassman storia del cinema e del teatro italiano, ma anche della tv.

 

Da vent’anni siamo senza la sua presenza ma la sua figura è più viva che mai. Lo vediamo e rivediamo nei grandi film, negli spezzoni delle teche, in immagini e registrazioni con la classe degli uomini dell’epoca e quella voce inconfondibile. Iniziò a teatro nella città di Milano durante la seconda guerra mondiale e continuò fino agli anni Novanta. Il suo approccio con il cinema, nel 1946 fu:  "Tra me e il cinema ci fu antipatia fin dal primo momento". Con questa dichiarazione del giovane Gassman iniziò il suo debutto da protagonista sul grande schermo in Preludio d'amore. Passaggio, come spesso accade, difficile per molti attori quello dal mondo del teatro a quello degli schermi, eppure fu proprio il cinema che lo consacrò con Riso amaro in un ruolo estremamente drammatico. Ma venne subito la virata verso ruoli più leggeri, che divennero sempre diversi, con I Soliti ignoti per poi continuare con film come Il sorpasso e La grande guerra, in cui recitò con Alberto Sordi. L’elenco dei film sarebbe lungo e ripetitivo di ciò che si trova ovunque e che rivediamo soventemente. Indimenticabili i suoi ruoli teatrali che partivano dalle tragedie greche passando dai drammi freudiani per arrivare ai versi di Alfieri con  le iconiche interpretazioni delle opere di William Shakespeare. Iconica è proprio una definizione giusta per un personaggio che ha fatto della riconoscibilità il suo marchio di fabbrica. Seppure con panni e ruoli completamente diversi tra di loro la sua immagine era sempre fortemente riconoscibile. Come fortemente iconica è la sua voce: il modo di usare il diaframma per “potarla” al pubblico, la profondità e l’intensità espressiva, il modo di recitare impostato anche nello schermo oltre che sul palco, hanno fatto della sua recitazione un’essenza che ha ulteriormente  targato il suo personaggio. Anche il mondo del piccolo schermo è stato piacevolmente invaso dalla sua forte ed appassionata presenza: sketch con la grande Mina e pubblicità e, piccola nota che mi piace ricordare, l’ideazione di un programma antesignano dei cosiddetti “programmi contenitore” dal tiolo “Il Mattatore”.  Il titolo (Il Mattatore per l’appunto) divenne poi anche il titolo di un film diretto da Dino Risi ed uno dei soprannomi del grande Vittorio Gassman  Non vi diciamo altro ma, per chi ancora giovane non avesse goduto di questa figura, vi invitiamo a fare un giro nel web e cercare contenuti per piangere e ridere e riflettere ed imparare da questo personaggio unico ed irripetibile.