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Samuele Bersani torna con i cortometraggi musicali di Cinema Samuele

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di SARA LAURICELLA

Samuele Bersani torna dopo sette anni a proporre la sua musica con un gioco di note, immagini e parole.

Il cantautore romagnolo è sempre stato un giocoliere delle parole con cui ha parlato e continua a parlare di politica, depressione, attualità, amore e  cinema, per l’appunto. Il titolo dell’album “Cinema Samuele” , tra l’altro presentato in un cinema, nasce dalla considerazione fatta da una sua fan, durante uno dei tanti firmacopie, che gli disse: “scrivi cortometraggi per non vedenti”. Questo complimento riassume la potenza visiva della musica e, soprattutto, dei testi di Bersani. Lo stesso cantautore ha anticipato sui social l’uscita del suo album, subito commentato da fans e colleghi tra i quali anche l’amico Cesare Cremonini, altro cantautore di razza del panorama musicale italiano, che non si sono trattenuti in complimenti ed entusiasmo per la notizia. Sembrerebbe  una cosa normale che un artista riceva subito quest’accoglienza, se non fosse per il piccolo particolare che Samuele Bersani era assente dalle novità musicali da ben sette anni ed in una società che “macina” arte e la butta via dopo qualche mese, l’essere ancora così tanto ricordati, o per meglio dire presenti, dopo così tanto tempo è un obiettivo raggiunto di enorme rispetto. Un album trasversale in cui ogni brano è “la sala di un multisala” in cui ogni musica porta in un luogo, in cui ogni testo racconta una storia. Musiche lontane dalle alternanze pop, strofa-ritornello, e diametralmente opposte alle misure alchemiche dei tormentoni,  destrutturate rispetto alle canzoni usuali e molto più vicine a delle brevi piccole opere sinfoniche. Tutto l’album è stato, oltre che scritto, anche arrangiato da Samuele Bersani, con la preziosa collaborazione del grande Pietro Cantarelli, già lungamente a fianco di Ivano Fossati, e con l’originalissima  copertina realizzata da Paolo De Francesco che racchiude, in un’immagine, un mondo di citazioni storiche ed attualità.  Un album da ascoltare a palpebre chiuse ed occhi aperti a guardare il film interiore che si proietta nella nostra unica e personalissima sala. Buona visione.