Il SudEst

Tuesday
Oct 20th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Attualità Attualità Banca d’Italia e il Covid fanno chiudere il Salone Margherita

Banca d’Italia e il Covid fanno chiudere il Salone Margherita

Email Stampa PDF

 

di SARA LAURICELLA

Uno dei teatri più belli di Roma, gioiello dello stile liberty e palcoscenico di spettacoli nonché del noto “Bagaglino”, compagnia che abbiamo guardato per anni nella tv nazionale.

Il sipario è calato sullo storico Salone Margherita e questa volta non è perché il pubblico non va a teatro ma per via delle pressioni, a rigor di cronaca che vanno avanti da oltre tre anni, da parte di BankItalia proprietaria della mura, e della situazione che si è aggravata con le rigide regole contro il Covid19. E tutto ciò perché i proprietari vogliono vendere il locale, sito nei pressi di Piazza di Spagna, per farci non si sa bene che cosa. Ecco un altro esempio, pessimo, di distruzione, della storia della nostra nazione e della cultura dello spettacolo che, proprio perché leggero, è stato foriero di gioia e svago, ma anche di spunti di riflessione e specchio della società. Sulle splendide tavole del teatro sono saliti soubrette e grandi attori, cantanti e giornalisti, politici e gente comune: un luogo che non era liberty solo nello stile architettonico ma anche nello spirito della democratica gestione. E pensare che il teatro fu fondato proprio da banchieri, illuminati, che, con quel gesto, hanno creato un gioiello, e ci tengo a ripeterlo, di arte e di storia. La chiusura è una vera e propria costrizione sia nei riguardi della società Cinema Teatrale Marino & C. che nei riguardi di tutti noi che siamo saliti su quel palco e ne abbiamo respirato l’odore e l’energia, ma l’incoscienza dei numeri sta, ancora una volta, vincendo sulla vita. Dicono che, finché non arrivi l’acquirente, il teatro tornerà a vivere in maniera sporadica, un po’ come un malato con il respiratore che gli viene attaccato di tanto in tanto. E quindi sipario aperto al sadismo dell’agonia con l’unica speranza che, almeno questo, non finisca in mano di speculatori stranieri che lo deturpino e distruggano. Ma la (il-)logica dei numeri non guarda la nazionalità … non guarda e basta.