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La Plenaria: il risultato dell’incapacità politica

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di LUIGINA FAVALE

Dopo quasi 45 giorni d'attesa angosciante l'adunanza plenaria ha deciso per il NO all'immissione in Gae dei diplomati magistrale ante 2002.

 

 

 

Circa 55mila docenti sono caduti nello sconforto totale sicuri ormai che non potranno accedere al ruolo e che si dovranno accontentare di fare supplenti tappabuchi a vita al nord e aspiranti tali al sud. Infatti una decisione di questo tipo grava fortemente soprattutto nelle regioni del Sud dove i posti scarseggiano da sempre e dove le graduatorie sono ancora piene. In realtà nelle regioni meridionali non si sono mai svuotate.

Il Consiglio di Stato con questo risultato smentisce sè stesso visto che ben 4mila docenti sono stati inseriti in Gae proprio a seguito del suo stesso giudizio nell'anno 2014. I diplomati magistrale che nella sezione 6 del Cds quell'anno hanno prodotto ricorso sono forse migliori di tutti gli altri? Davvero è una questione di tempistica?

Le motivazioni di tale sentenza parlano di un ritardo nei termini, poi accennano al fatto che il diploma magistrale è sì abilitante ma non sufficiente, ma non spiega perchè chi ha proceduto prima per via legale e si sia presentato esattamente con quel diploma sia stato ritenuto perfettamente idoneo al punto tale da essere sufficiente abbastanza da essere inserito a pieno titolo e senza riesrrva.

Come al solito il problema di questo Paese si riduce sempre alla mera interpretazione delle leggi. Come per dire " dipende dalla sorte". Eppure in tutti i tribunali della penisola la famosa frase " la legge è uguale per tutti" padroneggia alta e dorata, a dimostrazione di cosa se poi in realtà i cittadini non vengono trattati secondo il principio di uguaglianza?

La guerra tra poveri continua. In Italia dice ancora la sentenza suffragata dai tecnici del Miur che i posti pubblici vanno assegnati tramite concorso. Bene allora qui chi scrive non si spiega perchè passano decenni e dalle graduatorie di merito di questi concorsi non si viene mai chiamati anzi addirittura si decade perchè trascorrono i termini. Anche qui la tempistica è fondamentale. Tutto ruota intorno a questa scadenza di termini!

E' incredibile, quasi inverosimile che un diritto sia a scadenza.

Come è assolutamente incredibile che 55mila persone che portano di fatto la scuola avanti da anni e consentono di tenere aperte le sezioni delle nostre scuole e permettono il diritto allo studio dei bambini di questo Paese potrebbero essere licenziate da qui a poche settimane visto che il contratto firmato aveva una clausola rescissoria in caso di sentenza negativa.  E la cosa più sconvolgente è l'esultanza, di fronte a  questa ecatombe della scuola , di chi ha remato contro ai colleghi per mesi, classificandoli shampisti e pescivendoli.

Questa è una vergogna per chi crede che la scuola è una sola e che i docenti dovrebbero essere una categoria unica. Ma davvero ci si deve classificare per sigle o per concorsi? Docenti che sostengono che il proprio concorso era più difficile di quello che è stato fatto successivamente, docenti che hanno studiato per laurearsi e finire poi per prendere in giro chi ha solo un corso abilitante. Ma inconsapevoli in questa lotta che tutti stanno contribuendo a formare i cittadini del domani e che lavorando bene fianco al fianco poco importa quanti anni di studio li separano. Educatori! questi sono gli educatori, coloro che dovrebbero titar fuori il meglio dai ragazzi e che invece si fanno la guerra l'un l'altro . Tutto perchè la politica è incapace di prendere provvedimenti seri.  Da molti anni che le graduatorie sono colme di insegnanti, validi, preparati, con esperienza( che tra loro possa esserci qualcuno meno preparato non è una cosa da nascondere, ma non si deve pagare tutti per questo) e nei vari accadimenti politici e storici l'unico grande reclutamento messo in atto è stata la fase C della 107 nel 2015. Un reclutamento compiuto senza consapevolezza e senza giusti criteri. Nel frattempo gli altri erano già impegnati a far sentire la propria voce, dai vincitori infanzia del concorso '99 del quale tutti si sono dimenticati ai docenti di seconda fascia, dagli abilitati con Tfa agli ultimissimi vincitori del concorso 2016 ai quali era stata promessa la cattedra.  La politica cosa ha fatto nel frattempo?  Ha passato la palla alla giurisprudenza perchè incapace di prendere posizione, salvo poi mostrare solidarietà a decisone presa.  E' una gara da destra a sinistra a chi si fa intervistare per dichiarare la propria solidarietà ai 55mila docenti.  Sarebbe il più grande licenziamento di massa della storia della pubblica amministrazione e loro mostrano solidarietà (e nel frattempo molti colleghi nei vari gruppi social godono di chi sarà in mezzo ad una strada, licenziato e magari con figli da mantenere) perchè non sono in grado di far vedere una proposta contrattuale seria.

Berlusconi, Salvini, oggi anche qualche esponente del PD hanno fatto le loro dichiarazioni sui giornali per essere solidali con chi di questa strana empatia non sa cosa farsene.  Intanto per l'8 di Gennaio alcuni sindacati , associazioni e il gruppo facebook "la scuola Invisibile" parteciperanno alla manifestazione di protesta a Roma per gridare il proprio dissenso e per tentare una linea comune di procedure successive ( di disobbedienza civile) per far prendere coscienza a chi occupa o occuperà da qui a pochi mesi le poltrone del "potere" che la situazione va sistemata con proposte di reclutamento serio e non con contentini di stampo sindacale, che se  si propone un dialogo tecnico con i rappresentanti dei docenti( non sindacati) si può arrivare a prendere consapevolezza che ci sono strade da percorrere senza per questo scontrarsi con nessuno. Le soluzioni per non creare lotte intestine ci sono ma bisogna volerle trovare.  Non servono interviste e dichiarazioni  di campagna elettorale ma voglia di cambiamento vero e concreto impegno per il benessere del cittadino  nel rispetto di chi ha diritto al lavoro.