Il SudEst

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Bologna e Napoli: la polizia difende i fascisti

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di MARCO SPAGNUOLO

“Macerata è solo l’inizio”, hanno detto e pensato in molti. E questa sentenza non è stata, finora, smentita. Innumerevoli sono state le contestazioni, dai cortei ai presidi lungo tutta la penisola, alle presentazioni e comizi dei neofascisti di Casapound e Forza Nuova. Accanto alla grande partecipazione ed assieme al largo riconoscimento delle pratiche squadriste e della violenza che accompagna queste formazioni, numerosi sono stati anche gli episodi in cui le forze dell’ordine sono state impiegate a loro difesa.


Bologna e Napoli, sabato e domenica scorse, sono state campi di battaglia, dove polizia e carabinieri non davano la caccia ai fascisti, ma li difendevano e inseguivano e fermavano antifascisti per le vie delle due città. Nel primo caso, buona parte della cittadinanza si è schierata contro il permesso dato a Forza Nuova di fare un comizio in piazza Galvani. Una cittadinanza avversa a questa formazione, dopo che ha annunciato la volontà di difendere Luca Traini, l’attentatore fascista di Macerata. Ma soprattutto perché il leader di FN è Roberto Fiore, tra l’altro presente al comizio, per lungo tempo latitante in Inghilterra dove ha riciclato i proventi delle attività dei gruppi terroristici neofascisti degli anni 70 e 80. Soprattutto se ci si ricorda che Terza Posizione, di cui Fiore era uno degli esponenti di spicco, organizzò il brutale attentato alla stazione di Bologna, il 2 agosto 1980. Eppure, a fronte di tutto ciò, la questura e il prefetto di Bologna hanno deciso che questi personaggi potessero parlare, anzi dovessero, data la violenza e la foga – emblematica è una foto in cui si vede un agente della Celere che, mentre cade, manda un altro fendente col manganello – con cui hanno inseguito per le vie del centro storico i cinquemila antifascisti.

A Napoli, invece, il comizio di Casapound si è svolto nell’hotel Ramada, difeso con griglie, idranti e una numerosa schiera di camionette e celerini. A disporre il tutto, il vicequestore Maurizio Fiorillo, nome che fa venire ancora brividi e rabbia ai tanti che manifestarono a Genova nel 2001: comandava uno dei reparti che bloccarono la “tonnara” di piazza Alimonda, e al processo sull’omicidio di Carlo Giuliani “non ricordava, non aveva visto né sentito nulla”. Il vicequestore, iscritto al SAP – il cui dirigente si è candidato alle elezioni politiche con la Lega Nord –, ha organizzato un revival in miniatura di quei giorni. Infatti, assieme alle griglie e agli idranti, si sono susseguite per ore cariche a freddo alla coda del corteo, inseguimenti a singoli manifestanti e trappole. Il conto è di numerosi feriti, di cui la maggior parte ha riportato contusioni ed ematomi al cranio, come se ci fosse un ordine di “mirare alla testa”. Molti anche i fermati, tutti lasciati nella notte stessa tra domenica e lunedì scorsi. Lunedì, a Palazzo Giusso, si è tenuta una partecipata assemblea per denunciare i fatti del giorno prima, e da lì è partito un corteo spontaneo per le vie della città.