Il SudEst

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Lettera dall’interno del Psi

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

di ANGIOLETTA MASSIMINO

Il lupo perde il pelo ma non il vizio!

 


Cari Compagni e Compagne, "Il lupo perde il pelo ma non il vizio", dice un proverbio, e in Sicilia qualcuno non perde il vizio di fare politica ad excludendum. Casualmente sono venuta a conoscenza che oggi Venerdì 28 Settembre l'Innominato segretario regionale del PSI ha indetto una riunione a Palermo, Palazzo dei Normanni, dimenticando, però, di mettere all'ordine del giorno, tra gli altri argomenti, le sue dimissioni. A parte un processo pendente alla Corte dei Conti per danno all'erario nell'esercizio delle sue funzioni di deputato questore all'Ars, che già solo questo avrebbe dovuto fargli ritenere un obbligo presentare subito le sue dimissioni a prescindere dall'esito, per chi conosce l'etica ovviamente, è riuscito ad azzerare i parlamentari alle ultime elezioni regionali, grazie all'accordo elettorale con Sicilia Futura, per cui i Socialisti sono ormai fuori dall'Ars e chissà se mai ci rientreranno. Poi, grazie all'accordo indecente con Forza Italia alle amministrative, sperando in una fetta di potere tramite il candidato Sindaco 'socialmente pericoloso' che decise, in perfetta autonomia, di appoggiare nel suo orticello, essendo stato investito tale candidato Sindaco da problemi giudiziari, com'era prevedibile, ha fatto fare al PSI ancora una volta la classica 'mala cumparsa'. Stessa sorte alle politiche, col triciclo! Aggiungiamo a tutto ciò che l'Innominato è diventato segretario regionale con un congresso regionale alquanto anomalo, convocato in fretta e furia senza il rispetto delle norme dello Statuto del Partito, per il quale motivo già due anni fa è stato presentato ricorso alla Commissione Nazionale di Garanzia, presieduta da Giovanni Crema, per l'annullamento di tale congresso regionale, Commissione della quale in passato ho avuto l'onore di far parte, ma che purtroppo ha lasciato cadere nel dimenticatoio tale ricorso contro l'esimio Innominato. Aggiungiamo che a quel congresso regionale risalente a due anni fa quasi tutti gli esponenti politici socialisti della Sicilia orientale non vollero partecipare per protesta, compresa la sottoscritta, in quanto fortemente dissenzienti riguardo al 'modus operandi' dell'Innominato, che ha precluso la possibilità di svolgere un congresso democratico per dar vita, invece, ad un congresso-farsa, ove il soggetto veniva eletto solo dagli adepti del suo orticello, infischiandosene del fatto che non fosse gradito a tutti i Compagni della Sicilia orientale. Aggiungiamo che anche alla riunione di oggi, 28 Settembre, a Palermo, i Compagni della Sicilia orientale invitati a partecipare, tranne la temuta Massimino membro del Consiglio Nazionale come sempre non invitata, non parteciperanno per protestare ancora una volta contro l'arroganza, la prepotenza e l'antidemocraticità del non gradito Innominato segretario regionale, il quale ha fatto del PSI in Sicilia un suo feudo privato, ove le regole statutarie ed etiche sono le grandi assenti. Mi chiedo, e rivolgo la domanda anche al Segretario Riccardo Nencini, ai membri della Segreteria e della Direzione del PSI, nonché alla Commissione Nazionale di Garanzia, cosa deve succedere ancora per ottenere il miracolo delle dimissioni dell'Innominato segretario regionale in Sicilia ed avere il Commissariamento del Partito nell'Isola?! Chi perde deve andare a casa, avendo sbagliato tutte le mosse politiche e le alleanze (oltre ad avere qualche problemino giudiziario), nonché il modus operandi prettamente clientelare e non politico, riducendolo ad un mero 'do ut des', ossia a vergognoso mercimonio. In Sicilia sono dieci anni che si continua a bloccare la vera politica socialista per accontentarsi di questo infimo inciucismo clientelare che ci ha fatto perdere tutto, finanche la dignità. E non a tutti i Compagni sta bene tutto ciò! Non bastano ancora i risultati raggiunti per capire che bisogna cambiare sistema di fare politica e personaggi, diventati oramai stantii e superati rispetto a ciò che il popolo chiede a gran voce da sempre, rimanendo inascoltato, tanto che oggi per tale motivo ci troviamo in Italia ad essere governati da dilettanti allo sbaraglio, proprio grazie ai voti di protesta di chi è disperato e non ce la fa più, ossia la maggioranza degli italiani. Chiedo, pertanto, a tutti i Compagni Socialisti Siciliani, di unirsi alla mia protesta e di raccogliere il mio appello. Disertare la riunione di oggi a Palermo, Palazzo dei Normanni, indetta dall'Innominato, è solo un'ulteriore manifestazione del nostro dissenso nei confronti di questo modo becero di fare politica, con ricchi premi e cotillons per chi rispetta gli accordi di non fare alcuna azione politica in Sicilia, lasciando che ci sia un solo manovratore a gestire la politica socialista, senza accorgersi che tutto ciò ha portato alla morte del Socialismo e del PSI. Chi ha ancora a cuore le sorti del PSI e del Socialismo, in Sicilia o altrove, abbia il coraggio di ribellarsi e un passo dopo l'altro i cambiamenti possono avvenire, se si è uniti nel considerare veri valori per cui battersi l'onestà, l'eticità, la giustizia, il fare gli interessi di chi ha bisogno, anziché i propri e quelli degli adepti, affinché la parola Socialismo e il PSI che lo rappresenta, e dovrebbe anche incarnarlo, non siano macchiati da chi ha in testa ben altri valori, ammesso e non concesso che così possano essere chiamati.