Ferragni: 8 euro per una bottiglietta d’acqua firmata, è polemica

Venerdì 12 Ottobre 2018 00:00
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di NICO CATALANO

L’acqua è il principale elemento necessario per la vita.

 


Uuna risorsa sempre più limitata rispetto alla crescita esponenziale dell’umanità, ormai vicinissima a raggiungere i sette miliardi e 700 milioni di individui;

secondo l’ultimo rapporto sull’acqua, presentato nel marzo scorso a Brasilia dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, nei prossimi venticinque anni oltre cinque miliardi di esseri umani potrebbero subire le conseguenze negative della carenza di questo importante costituente del pianeta Terra a causa degli effetti combinati dell’aumento della popolazione mondiale, degli sprechi eccessivi dovuti ad un uso non razionale, dell’inquinamento degli ecosistemi e dei cambiamenti climatici.

Sempre lo stesso rapporto mette in evidenza come attualmente sono circa tre miliardi di esseri umani, vittime nel mondo di carestie, siccità ed epidemie dovute alla penuria della risorsa idrica, mentre un miliardo di individui non hanno accesso all’acqua potabile e addirittura sono oltre 3900 i bambini che giornalmente muoiono a causa della scarsità dell’acqua, che rimane una delle principali cause delle migrazioni economiche dai paesi del sud del mondo verso quella parte del globo opulenta e ricca, che si permette di inquinare e sprecare persino le risorse irriproducibili.

La risoluzione ONU del 28 luglio del 2010 ha definito l’acqua un bene comune, il suo accesso un diritto umano universale e fondamentale, di conseguenza ogni essere umano ha il diritto ad usufruirne per gli usi potabili e igienici a titolo gratuito, ma sono ancora tanti i luoghi al mondo dove tale risorsa è invece solo una fonte di lucro e profitto privato, proprietà di grandi società e gestita da imprese multinazionali.

Secondo un calcolo fatto dagli scienziati, l’umanità consuma oltre 4.600 chilometri cubi di acqua all’anno, una quantità enorme ripartita in un 70% destinata per l’agricoltura, un 20% per l’industria e solo il restante 10% per i bisogni della popolazione, un consumo destinato a crescere in maniera vertiginosa e che potrebbe in un futuro prossimo provocare conflitti armati per il controllo delle risorse idriche.

Qualche giorno fa Chiara Ferragni, di professione Blogger ha postato sui social un’immagine che mostra delle bottigliette d’acqua Evian firmata dalla stessa social influencer vendute in un market a 8 euro l’una, improvvisamente queste tematiche vitali e importanti, ma per anni ignorate dai principali media e dalla politica, ultimamente solo impegnata in questo Paese nel fomentare una guerra tra i penultimi contro gli ultimi, sono diventate centrali tanto da suscitare uno sdegno diffuso e diventare addirittura l’oggetto di interrogazioni parlamentari, un’indignazione tanto ipocrita quanto tardiva, infatti dallo scorso anno, il brand delle acque di lusso Evian aveva annunciato il lancio di un’edizione limitata realizzata in collaborazione con la Ferragni, peraltro preceduta in questo tipo di operazione commerciale da Jean Paul Gaultier, Paul Smith, Kenzo, Elie Saab senza registrare particolari fenomeni di irritazione collettiva.

Certo, spendere 8 euro per una bottiglietta di acqua o peggio 72,50 euro per una confezione da 12 è uno schiaffo alla miseria, specie in questi tempi di crisi multifattoriale diffusa, ma siamo pur sempre in un libero mercato, forse fin troppo “libero” globale e senza regole, in cui chiunque può accedere offrendo idee, beni e servizi ma anche dove nessuno d’altronde è obbligato a comprare figuriamoci.

Da alcune personalità, tanto vale sia per la signora Ferragni e in uguale misura per qualsiasi altro vip che ha il potere di influenzare milioni di persone, specialmente tra le giovani generazioni, ci si aspetta un diverso modo di agire e magari un altro tipo di messaggi, così come dai media e dalla politica per rispetto di tutte le persone che ancora oggi, muoiono di sete nel mondo e non hanno accesso a quel bene primario assoluto che è l'acqua, si auspica un’attenzione costante verso queste tematiche e non solo quando uno scatto di una blogger famosa diventa virale.

Fonte della foto: TGCOM 24 Mediaset di mercoledì 10 ottobre 2018.