Il SudEst

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L’Europa dice basta a tutti i fascismi

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di MICHELE PETTINATO

L’Europa si esprime in maniera netta contro l’impunità di tutti i gruppi neofascisti.

Lo fa con una importante risoluzione che è stata approvata in questi giorni a Strasburgo e che è stata sostenuta da popolari, centrosinistra, Verdi e liberali.

 

Nel testo, il Parlamento Europeo chiede di mettere al bando i gruppi neofascisti o neonazisti sempre più violenti in Europa.

Si tratta di un primo ed importante passo dell’Europa, probabilmente giunto in ritardo, ma quanto mai fondamentale per porre un argine alla sempre più intollerabile violenza nelle città del vecchio continente. Nel testo, per quanto riguarda le vicende italiane, si ricordano i casi di Luca Traini, che ha tentato di uccidere sei migranti africani a Macerata e l’azione violenta avvenuta a Bari contro l’eurodeputata Forenza con il suo assistente.

La dura e netta posizione di Strasburgo, fa dunque sentire la solidarietà delle istituzioni europee contro il dilagare delle violenze di stampo fascista e, soprattutto, contro quel clima di normalizzazione culturale nel contesto in cui viviamo.

Dunque, basta impunità per tutte quelle organizzazioni di estrema destra che praticano la violenza e pugno duro contro quelle organizzazioni che esaltano il fascismo. Al tempo stesso, il Parlamento Europeo sostiene la creazione, all’interno dei corpi di polizia, di unità anti-odio in grado di investigare e neutralizzare le azioni di gruppi che si ispirano all’estrema destra. Stesso concetto, chiede il Parlamento, dovrà essere applicato nell’infinito mondo del web ed anche in quello dello sport, dove le società sportive saranno sempre più chiamate a mettere in pratica dei percorsi educativi per i giovani per la diffusione di una sana cultura in grado di contrastare la xenofobia, contrastando così il razzismo nello sport.

Fin qui, gli atti burocratici del Parlamento Europeo. Il difficile, viene certamente nel momento in cui si dovrà applicare questi concetti. Perché, purtroppo, i bubboni neofascisti e neonazisti sono scoppiati già da diversi anni, in modo particolare tra i giovani.

Cosa fare, dunque? C’è una soluzione preziosa, un’arma che è in possesso di tutti gli insegnanti di storia e di letteratura. Basterebbe aprire un libro e cominciare a raccontare ai ragazzi delle scuole quello che davvero ha rappresentato il fascismo ed il nazismo per l’Italia e per l’Europa.

Bisognerebbe però farlo non in maniera nozionistica, ovvero con quel piglio di imparare a memoria le date, tipico di alcuni insegnanti mediocri, ma entrando con decisione nel racconto di quel dramma umano ed esistenziale che fu quello della seconda guerra mondiale, dei campi di sterminio, della violenza nelle città.

Bisognerebbe far vedere ai nostri ragazzi i volti dei tanti bambini morti per causa dei fascisti e dei nazisti, delle donne e degli uomini a cui fu rubato il futuro. Bisognerebbe far emozionare i nostri ragazzi, far capire loro che la libertà odierna è frutto di lotte e di tanti morti per la democrazia.

E come sappiamo, le emozioni, il senso di identità e di libertà che vivono dentro di noi e che trovano nuovo vigore nella memoria di chi ha lottato per la democrazia, rappresentano uno strumento potentissimo contro tutti i fascisti. Un qualcosa che, sicuramente, contribuirebbe in maniera decisiva ad attuare nella quotidianità quello che il Parlamento Europeo ha finalmente chiesto in questi giorni.