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"Fermiamo il fascismo"

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Amnesty International

Protestare pacificamente in Polonia è sempre più rischioso. Lo dimostra quanto è accaduto a 14 donne coraggiose che, l’11 novembre del 2017, volevano esprimere il loro dissenso nei confronti dei manifestanti di estrema destra che si erano radunati per inneggiare ad una “Polonia bianca”.
Durante la manifestazione le donne hanno srotolato uno striscione su cui era scritto “fermiamo il fascismo”. Per la loro protesta pacifica sono state accerchiate, prese a calci, apostrofate come “sgualdrine”, “feccia sinistroide”, “puttane”. I manifestanti le hanno spintonate, prese a gomitate, afferrate per il collo e trascinate sul marciapiede.

Al loro arrivo, gli agenti di polizia hanno controllato i documenti di identità delle donne e contestato la loro presenza alla marcia sostenendo che avevano agito da provocatrici. Per questo sono state condannate a pagare una multa e il costo delle spese legali. Una sentenza ingiusta che ha spinto le donne a ricorrere in appello. Il 13 febbraio 2019 il giudice ha ordinato la riapertura delle indagini.

Schierati al fianco di queste donne e chiedi per loro giustizia.

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Libertà di espressione in Polonia

Successivamente alle elezioni vinte dal partito Diritto e Giustizia, il governo polacco ha intrapreso significative modifiche legislative e politiche che hanno compromesso i diritti umani nel paese. In particolare, preoccupano: l’adozione di norme che minacciano l’indipendenza del Tribunale costituzionale, consolidano il potere nelle mani dell’esecutivo, stabiliscono restrizioni al diritto di libertà di riunione e di espressione e tentano di limitare i diritti delle donne.