Il SudEst

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Il grande Bluff dei ricollocamenti…

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di BARBARA MESSINA

Cosa non torna negli accordi di Malta?


Diversamente quanto afferma il Ministro Lamorgese e quanto il Governo Conte II continua a dichiarare il problema migranti non si è affatto risolto anzi, come diverse inchieste giornalistiche hanno più volte svelato, il fallimento della strategia europea siglata con gli accordi di Malta è ormai palese.

Nonostante l’ostentata tranquillità dimostrata dal Ministero Lamorgese, titolare del Viminale quello che viene presentato dal Governo come un successo della strategia italiana in Europa altro non è che l’ennesimo bluff giocato sulla pelle di povera gente che scappa da guerra, povertà, siccità e carestie per poi finire parcheggiata in Hot spot in condizioni al limite della tollerabilità per un paese civile.

Come si ricorderà, il Summit di Malta dello scorso settembre fu promosso dalla Germania proprio per affrontare il tema della redistribuzione delle quote dei migranti tra i vari paesi europei e anche, diciamolo, per dare “ossigeno” al Governo Conte II da poco insediato, e da subito in difficoltà sul tema.

Nelle idee degli organizzatori dal vertice tra Germania, Francia, Italia, Malta e Finlandia sarebbe dovuto uscire un vademecum chiaro sulla ridistribuzione automatica dei migranti approdati, dopo viaggi immani, in Europa quello che si è invece ottenuto è un documento in cinque punti non vincolante e soprattutto non rispondente a quelle che erano le aspettative della vigilia. Il Summit di Malta è finito così per diventare una mera passerella politica, fine a se stessa e fra l’altro non supportata né riconosciuta dagli altri paesi dell’Unione Europea che nel successivo vertice tra i Ministri degli Interni non hanno ritenuto opportuno né sostenere né tantomeno condividere. Ciò nonostante secondo il Ministro Lamorgese l’accordo di Malta “sta dando i suoi frutti (....) la Commissione Europea ha pienamente recepito la  richiesta di ridistribuzione in Europa e, i migranti (...) sono stati dislocati anche in paesi come la Spagna, che non ha partecipato al Summit”. Dunque, tutto okay? Sembra proprio di no. Il meccanismo di ridistribuzione automatica non funziona anzi permane volontario, come avveniva in passato e continua ad avvenire anche dopo Malta. C’è di peggio, come ha svelato un servizio della trasmissione di Rai2 Povera Patria, andato in onda lunedì 17 febbraio 2020, funzionari dei governi francese e tedesco all’interno del C.a.r.a di Bari scelgono i migranti da ricollocare, approvando il ricollocamento solo dopo un’intervista al migrante che dichiara la volontà di volersi trasferire in uno dei due paesi. Come ha ben documentato il servizio della TV di Stato, all’interno del campo d’accoglienza di Bari, presso il posto di Polizia è prassi che funzionari tedeschi e francesi scelgano quali siano i migranti che possono essere accolti nei due paesi e chi invece debba rimanere in Italia (funzionari che su esplicita richiesta del Ministero degli Interni, non è stato possibile né avvicinare né tantomeno intervistare). Secondo quanto raccontato dagli stessi migranti viene loro chiesto come siano arrivati in Italia, se hanno soldi, se hanno parenti nei paesi in cui desiderano andare e se sanno come mantenersi una volta permesso loro di raggiungere il paese prescelto. Secondo i migranti a loro non è dato modo di decidere niente ma è la commissione che sceglie dove inviarli. Alla domanda chiara del reporter “vorrei capire se sono loro che vi scelgono, se sono loro che decidono tu puoi partire, tu non puoi partire?” La risposta dei migranti è chiara è inequivocabile “SI, scelgono loro noi possiamo fare solo una richiesta”.

Ma come è possibile? La ricollocazione non era automatica e soprattutto anonima? Cosa risponde il Ministro Lamorgese? “Le posso assicurare - dichiara il Ministro ai microfoni di Rai2 -  che non vengono scelti perché sarebbe contro le regole generali che ci siamo dati con gli accordi di Malta”

Peccato però che all’EASO (ndr Ufficio Europeo per le richieste d’asilo) il Capo Settore D.ssa Anna Renieri, smentisca di fatto quanto affermato dal Ministro degli Interni ammettendo che sia Francia che Germania possano scegliere sulla base delle proposte fatte, e che capiti che parte delle richieste non venga accolta. Come mai? Qual’è il meccanismo perverso che vincola di fatto il nostro paese ad accogliere un numero maggiore di migranti e permette agli altri paesi di scegliere quanti e quali migranti accogliere? Ancora una volta è il servizio della trasmissione di Rai2 a provare a darci una risposta... la legge del Mare. Infatti, secondo tale legge tutti devono essere salvati, senza distinzione alcuna e, siccome l’Italia e l’Europa rispettano la legge del mare l’Italia avendo provveduto a un soccorso in mare, è “costretta” ad accogliere tutti siano esse persone bisognose a tutti gli effetti che soggetti per così dire “borderline”.

Perché “costretta”? Semplicemente perché una volta che il nostro paese ha assegnato un porto sicuro e provveduto a sbarcare i migranti questi devono essere rifocillati e, secondo gli accordi stipulati, identificati. Solo dopo aver espletato queste formalità, i funzionari dei paesi firmatari dell’accordo di Malta, come previsto dall’accordo stesso possono sottoporre i migranti alle interviste che dovrebbero permettere il ricollocamento, ricollocamento che in tal modo torna a divenire volontario e non automatico come invece dichiarato a fine estate. Le interviste previste dall’accordo sono, secondo il Ministro  Lamorgese, anonime, e permetterebbero una totale ridistribuzione dei migranti in modo perfettamente equo peccato però che le cose non sia effettivamente così.  Come chiarito meglio dall’ufficio EASO, lo scopo delle suddette interviste è infatti “quello di conoscere i soggetti che ogni paese si sta portando in patria” continua la responsabile D.ssa Renieri dunque non sono anonime? “Assolutamente No”.

Quello che sembra emergere dall’inchiesta giornalistica mandata in onda dalla Rai è il sistema complesso venutosi a creare dopo la firma degli accordi maltesi che, invece di  semplificare i ricollocamenti nei paesi europei permetterebbe ai paesi firmatari di scartare i soggetti poco graditi favorendo di fatto la “selezione” dei migranti che ogni paese decide di ammettere sul proprio territorio.

Il vero tema è che continua a mancare una visione unitaria Europea, che riconosca e affronti la migrazione dal continente africano in modo organico e stabile.  Il nostro paese deve battersi affinché l’Europa, riconosca le coste italiane come confine non solo nazionale ma Europeo. L’Italia non può più continuare a chiudere gli occhi su questo problema, questa tragedia immane non può più essere demandata solo ai paesi di primo approdo, l’Europa deve riuscire a trovare una soluzione equa, non può continuare delegare a paesi come Italia, Grecia, Spagna e Malta il problema di arginare un’ondata migratoria continua e costante.

Piaccia o non piaccia in Italia, si sta giocando una partita politica non solo interna ma anche europea sulla pelle dei migranti che per solidarietà nei confronti di popolazioni bisognose da una parte, ed eccessiva fermezza dall’altra nessuno sta veramente affrontando, favorendo di fatto ciò che a parole si dice di voler combattere e ciò una migrazione disorganizzata ancora in mano a persone senza scrupoli e mafie di ogni genere.