Il SudEst

Saturday
Oct 24th
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home

Emergenza Coronavirus: dalla povertà materiale a quella educativa

Email Stampa PDF

di FLAVIO DIOGRANDE

Le conseguenze della crisi legata al Covid-19 tratteggiano un quadro socio-economico sempre più drammatico per il nostro Paese, già oberato da una serie di inefficienze strutturali che di fatto limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, per citare uno degli articoli più importanti della nostra Carta costituzionale. Le crescenti difficoltà economiche di molte famiglie italiane hanno pesato sulla contrazione delle opportunità educative dei bambini e dei ragazzi, amplificando le disuguaglianze sociali e territoriali connesse ai livelli di istruzione e formazione.

«All’aggravarsi della deprivazione materiale, dovuta all’emergenza COVID19, si aggiunge anche la deprivazione educativa e culturale dei bambini e degli adolescenti, dovuta alla chiusura prolungata delle scuole e degli spazi educativi della comunità ed al confinamento a casa. Una privazione prolungata che rischia di avere effetti di lungo periodo sull’apprendimento e, più in generale, sulla dispersione scolastica, che già mostrava tendenze negative prima della crisi. E che colpirà particolarmente i minori che vivono in famiglie in condizione di svantaggio socioeconomico, le cui esigenze immediate, oggi, sono ancor più focalizzate a garantire la disponibilità dei beni materiali essenziali, a scapito dell’investimento in educazione». A lanciare l’allarme è Save the Children nel suo ultimo rapporto “L’impatto del Coronavirus sulla povertà educativa”, che accompagna il lancio della campagna "Riscriviamo il futuro”, volta a offrire educazione, opportunità e speranza a bambini, bambine e adolescenti attraverso un progetto che si articola in tre punti: combattere il Learning Loss (la perdita di apprendimento estivo), dare adeguato sostegno materiale alle famiglie e continuare a collaborare con le scuole per preparare la ripresa delle attività didattiche.

L’indagine campionaria sugli effetti della pandemia COVID19 è stata condotta per Save the Children dall’istituto di ricerca 40 Db, dal 22 al 27 aprile, su un campione di oltre 1000 bambini e ragazzi tra gli 8 e i 17 anni e i loro genitori, utilizzando un questionario online volto ad osservare l’impatto delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria sui minori in Italia.

Nella relazione finale vengono riportati anche i dati di uno studio condotto dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, secondo cui dei circa 9,5 milioni di lavoratori impossibilitati a lavorare nel mese di marzo, 3,7 milioni vivono in famiglie monoreddito, dove quindi è venuta a mancare l’unica fonte di reddito. La metà di queste famiglie è composta anche da figli a carico.

Per quel che concerne la dispersione scolastica «negli ultimi 5 anni – rileva il report – non si sono registrati progressi sostanziali, con una percentuale che oscilla tra il 14% ed il15%, lontana dall’Obiettivo stabilito dalla UE di ridurre il tasso al di sotto del 10% entro il 2020. In nessuna macroregione la percentuale, nel 2018, è calata al di sotto del 10%», ma va evidenziato come al Sud e nelle Isole tale fenomeno sia più accentuato rispetto alle zone del Centronord con percentuali che si attestano rispettivamente tra il 17,3% e il 22,3% (tra le più alte in Europa).

Circa la metà delle famiglie intervistate (46.7%) dichiara che «le risorse economiche si sono ridotte e più di una famiglia su 10 (13,6%) ha subìto una riduzione di salario definitiva, mentre il 7,4% dei genitori ha perso il lavoro». Le conseguenze si traducono nella riduzione delle spese alimentari (quasi la metà delle famiglie) e nella rinuncia alle cure mediche per mancanza di soldi (28.2% al Sud)». La crisi provocata dalla pandemia porrà inoltre problemi rilevanti in termini di disponibilità e organizzazione del servizio refezione (dal 2012, ha subito un calo drastico nelle scuole, passando dal 62% a poco più del 50%, a causa soprattutto della riduzione delle risorse dei comuni) penalizzando in particolar modo i bambini che vivono nelle famiglie meno abbienti.

Con riferimento alle attività didattiche e formative a distanza, tra le famiglie in maggiore difficoltà, molte sono quelle che vorrebbero un aiuto più consistente da parte degli insegnanti (72,4%) e quasi la metà (45,2%) vorrebbero «le scuole aperte tutto il giorno con attività extrascolastiche e supporto alle famiglie in difficoltà. Più di un genitore su 3 (34,7%) è preoccupato rispetto alla possibilità di andare a lavorare o cercare un nuovo lavoro con le scuole chiuse, percentuale che sale al 44% tra i genitori più in difficoltà».

Guardando al prossimo anno scolastico si dovrà ripensare anche lo spazio ed il tempo educativo, al fine di garantire il distanziamento fisico che sarà ancora necessario, partendo tuttavia da un dato allarmante: il 46% di bambini e adolescenti frequentano scuole senza certificati di agibilità in un Paese dove circa il 40% degli edifici scolastici è situato in zone a rischio sismico (la metà dei quali al Sud) e il 10% in aree a rischio idrogeologico. «Non possiamo permettere – afferma Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children Italia – che l'epidemia di COVID-19 in pochi mesi tolga ai bambini e agli adolescenti in Italia opportunità di crescita e sviluppo. Dobbiamo agire subito per non privarli del loro futuro. L'educazione, formale e non, rappresenta per i nostri bambini l'ancora di salvezza per avere opportunità nel presente ma soprattutto per garantire la libertà di scegliere il proprio futuro, specie nei contesti più svantaggiati. Ora più che mai è necessario un impegno collettivo che veda coinvolti - cittadini, famiglie, scuole, terzo settore, aziende e istituzioni - per una ripartenza che identifichi i diritti dei minori come bussola per intervenire nel presente e riscrivere il futuro».

La crisi economica rischia di aggravare i già importanti divari di apprendimento che caratterizzano il nostro Paese, considerando che – secondo l’ultimo rapporto Istat pubblicato – più di 4 minori su 10 vivono in abitazioni sovraffollate, privi di spazi adeguati allo studio e il 12,3% non ha un computer o un tablet in casa per seguire le lezioni a distanza (la quota raggiunge quasi il 20% nel Mezzogiorno). Inoltre, meno di tre ragazzi su 10 presentano competenze digitali adeguate all’uso delle piattaforme online.

«Già prima dell’emergenza legata al COVID19 – sottolinea Save the Children – il nostro Paese registrava percentuali di deprivazione economica e materiale dei minori tra le più alte d’Europa. Il rischio è quello di vedere, nei prossimi anni, se non si interviene subito, un balzo in avanti della povertà economica e educativa», in particolare al Sud, dove si concentrano le percentuali più elevate di studenti appartenenti alle fasce socio-economiche e culturali più svantaggiate (superiori al 30% nelle province di Taranto, Napoli e BAT).

«Per fronteggiare l'impatto della crisi – si legge sul sito dell’organizzazione umanitaria – occorre avviare con urgenza e determinazione un Piano straordinario per l'infanzia e l'adolescenza, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili. È indispensabile raggiungere tutti i bambini che sono rimasti esclusi dalla didattica a distanza per consentire loro di riagganciare i legami con la scuola ed è necessario uno sforzo collettivo per garantire a tutti i bambini, le bambine e i ragazzi di trascorrere un’estate ricca di opportunità educative e di gioco, nel pieno rispetto dei protocolli sanitari. Pensando alla ripresa dell’anno scolastico, occorre nel frattempo mettere in sicurezza le scuole e aprirle al territorio, trasformando in nuovi spazi didattici le aree verdi attrezzate, le biblioteche, i centri sportivi e tutto ciò di cui ogni territorio dispone». Per tale ragione, l’organizzazione umanitaria lancia un appello – sottoscritto da volti noti del mondo dello spettacolo, della cultura, del cinema, del giornalismo, dell’impresa e dello sport – rivolto al Governo, al Parlamento, alle Regioni e a tutte le istituzioni locali affinché «vengano adottate misure che, sia durante l’estate che durante tutto il prossimo anno scolastico, contrastino la povertà educativa e la dispersione scolastica».

lumsanews.it