Il SudEst

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Le paladine della giustizia oggi

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di EZIO FORSANO

Nostra intervista alla Sen. On. Cinzia Leone


Ho avuto il privilegio di conoscere l’On Cinzia Leone, Vicepresidente Commissione Parlamentare d’inchiesta contro il femminicidio, per via di alcuni interessanti Progetti e manifestazioni a tema. Conosco e ho percepito la sua passione e competenza sui delicati temi della violenza. Conosco la sua determinazione e l’impegno costante a favore delle donne. So, quanto queste la apprezzino seguendola anche attraverso le sue dirette settimanali social, dove con competenza e coinvolgimento dialoga con donne di ogni ceto sociale, responsabili e professioniste che lavorano a stretto contatto con esse. La sua ampia disponibilità a rispondere alle mie domande per questa intervista, ne è la conferma. Indubbiamente, ella rappresenta oggi, un grande punto di riferimento nelle Istituzioni per quante vivono esperienze forti.

Dalle risposte che Lei ha dato si può comprendere molto sul delicato lavoro che svolge quotidianamente e combattendo a fianco di chi subisce. Non posso che ringraziarla pubblicamente lasciando ora alla Senatrice la parola e a voi il piacere di seguirla in questa interessante intervista:

Qual è la situazione che si è trovata di fronte dal momento del suo incarico nella C. d’inchiesta contro il femminicidio? In altri termini, qual è oggi la situazione delle vittime di violenza?

Quando ho ricoperto l’incarico ho cominciato ad approfondire la questione, visitando i Centri Anti Violenza, ad audire vittime ed associazioni ed è stato allora che mi si è dischiuso un mondo allucinante fatto di frustrazioni e sofferenze che troppo spesso ci abitano accanto. La stampa e certi programmi televisivi trattano il problema in modo inadeguato esaltandone gli aspetti sensazionalistici e cruenti ma per lo più soffermandosi in superficie. In questi anni molto si è fatto per contrastare questo fenomeno e il Codice Rosso è stato l’atto finale di questo lavoro di tutela per le vittime. Contemporaneamente è accresciuta la consapevolezza che tante cose che prima venivano accettate da parte delle donne con spirito di rassegnazione o come cose normali, oggi vengono finalmente percepite come storture culturali. Il nostro obiettivo è ambizioso perché la Questione Femminile lo merita ed è quello di dare organicità all’intervento di contrasto al fine di prevenire la violenza con strumenti culturali, volti a promuovere il rispetto di genere a partire dalle scuole.

Che cosa significa oggi stare dalla parte delle Donne, quali le difficoltà che Lei riscontra nel delicato incarico che riveste?

L’incarico che rivesto mi mette addosso un’enorme responsabilità e la voglia di spendermi al meglio per la risoluzione della questione. Se non riusciremo a farlo, almeno di contribuire a questo progresso di spingerci verso una direzione più corretta, ho constatato che le donne si aprono di più con altre donne ma questo stesso a volte è un problema comunicativo perché tanti i pregiudizi e i controlli sociali. Auspico un mondo di individui pienamente realizzati, fuori dagli schemi di genere e rispettosi al contempo delle differenze.

Lei reputa che le leggi attuali siano sufficienti a garantire la sicurezza delle donne e delle vittime di ogni forma di violenza?

Le leggi in vigore sono leggi buone ma sono concepite per essere applicate dopo che il problema si è posto, come dicevo, la nostra ambizione è intervenire molto prima, quando gli individui stanno formando la personalità, con figure professionali competenti, con insegnanti attenti agli aspetti pedagogici che purtroppo sono stati smarriti. Il Codice Rosso è un importante strumento legislativo licenziato lo scorso anno (Agosto 2018) che certamente è perfettibile all’interno del quale sono stati introdotti nuovi importanti reati: Revenge Porn, Deformazione del volto permanente, Il Matrimonio Forzato, Corsia Preferenziale…

Quali sono le sue aspettative in tale ambito? Quali le azioni che intenderà adottare d’ora in avanti?

Ho motivo di essere molto ottimista per il futuro perché ho notato che in modo sinergico nelle varie istituzioni, associazioni ci sono tante belle risorse che fino a poco tempo fa agivano in solitario. Un lavoro di coordinazione e nuove leggi che chiarendo il quadro normativo daranno occasione per dispiegare un’azione a più ampio raggio e incidere positivamente nella nostra società. Le mie proposte:

S.1552 – Istituzione del Fondo per gli interventi in favore dei minori di famiglie monoparentali.

S. 1635 – Disposizioni in materia di insegnamento dell’educazione emozionale nelle scuole d’infanzia, primaria e secondaria.

S. 1707 – Disposizioni in materia di contrasto al linguaggio sessista nei media.

Depositato – Misure per disciplinare l’inseminazione artificiale da parte dei detenuti.

Se potesse lanciare ora un messaggio alle Donne Italiane cosa si sentirebbe di dire loro?

Siate sempre voi stesse, pretendete rispetto perché è il primo argine a questo fiume di violenza lo fate voi con il vostro dire NO a certe forme di atteggiamenti che sono violenti ma per lo più agiti e subiti in modo inconsape