Il SudEst

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Gli haters attaccano di nuovo: è il turno di Elodie

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di ASIA PINASELLO

Nel mondo odierno, dove la tecnologia accompagna ogni istante della nostra giornata, i social network sono diventati mezzi di cui non si può fare a meno. Sono utilizzati principalmente per continuare a tenere vivi i contatti con persone fisicamente lontane da noi, per condividere con i nostri cari i momenti importanti della vita, ma non solo.

Negli ultimi anni sono divenuti anche un mezzo attraverso il quale ci si confronta su vari temi, un mezzo grazie al quale potersi informare su ciò che succede dall’altra parte del globo. L’informazione, che diviene così facilmente reperibile, spesso perde in questo modo il suo peso specifico e accentua nei fruitori la sensazione di conoscere tutto e alla perfezione. Ecco la nascita dei cosiddetti tuttologi del web. Purtroppo, come nella realtà, anche in quella virtuale, c’è del marcio e accanto ai tuttologi si sviluppa anche un’altra tipologia di “consumatori” dei social: gli haters. Termine inglese per indicare i leoni da tastiera, individui che riversano sul web cattiveria e frustrazioni, infatti nascondersi dietro uno schermo è sempre più facile perché deresponsabilizza.

I recenti insulti ricevuti dalla cantante Elodie sono un esempio lampante di quanto i social possano essere utilizzati come vere e proprie armi ai danni degli altri: come diceva Carlo Levi, “le parole sono pietre”, in questo caso le parole possono essere pallottole. Per questo tutti dovremmo fare molta attenzione a ciò che diciamo e al modo in cui lo diciamo, dovremmo comprendere che le nostre parole, belle o brutte che siano, possono cambiare davvero la vita del prossimo.

Elodie è stata vittima di gravi insulti sessisti e razzisti da parte di alcuni sostenitori del partito della Lega. Infatti, pochi giorni fa, la cantante durante un’intervista rilasciata per il Corriere della Sera, ha affermato che non le piace il modo in cui il partito, con a capo Matteo Salvini, cerca di accalappiare i voti. Riferendosi proprio al leader della Lega lo ha definito un piccolo uomo che scatena odio gratuitamente. Non è la prima volta che la cantante lo considera tale, tempo fa si era detta schifata del Twitter dove Salvini denigrava Sergio Sylvestre. Il cantante di colore aveva intonato l’Inno di Mameli in occasione della finale di Coppa Italia, ma per un brutto scherzo dettato dall’emozione, ha dimenticato una strofa. Il segretario del partito della Lega non ha perso un attimo a riversare sui social tutto il suo dispiacere per l’accaduto, compatendo la sua “povera Italia”.

Se in quell’occasione Elodie era riuscita a sfuggire alle grinfie del Capitano e dei suoi supporter, questa volta è caduta nella trappola, infatti Salvini è stato il primo a cogliere la palla al balzo e rispondere alla cantante, ovviamente tutto tramite social. Il tweet ha dato il via ad una vera e propria shitstorm ai danni di Elodie che ha deciso di pubblicare le offese ricevute. La maggior parte dei commenti sono al limite della decenza, non viene insultata solamente per le sue origini creole da parte di madre ma viene anche insultata come donna, viene accusata di essersi guadagnata la carriera attraverso le sue prestazioni sessuali. Sì perché gli haters non guardano in faccia a nessuno, non importa quale sia il colore della tua pelle, se tu sia uomo o donna, loro colpiscono chi ritengono più debole, indistintamente. Come un vero e proprio branco attaccano la loro preda per ore, per giorni, sputando odio e rabbia. La risposta della cantante è stata semplice, ma pungente: “E noi donne vi mettiamo pure al mondo.”

Sembra assurdo che nel 2020 si debba ancora combattere fortemente per le discriminazioni di genere, è vero che tanto è stato fatto ma tantissimo è ancora da fare. La condizione in cui molte donne si trovano a vivere, le pressioni che la società fa sentire alle donne nella vita, in famiglia, al lavoro, in casa, quando si esce, è un problema che riguarda tutta la società, anche quella occidentale. È infatti paradossale che molti di questi “haters” critichino aspramente la condizione delle donne nel mondo orientale ma poi, a casa loro, agiscono più o meno allo stesso modo: sono i primi ad accusare una donna di fare carriera solo grazie al suo aspetto fisico.

Dovremmo educarci tutti alla tolleranza e all’accettazione di ciò che è diverso da noi. C’è chi, in passato, immaginava il ventunesimo secolo come un’epoca in cui umani e alieni sarebbero convissuti insieme, oggi a noi ciò sembra irrealizzabile. Non riusciamo a convivere nemmeno con la nostra stessa specie, con le altre forme di esseri viventi presenti sul nostro pianeta, come potremmo mai accettare qualcosa di così radicalmente diverso da noi? La strada da fare per costruire un mondo in cui le persone possano vivere davvero in armonia, purtroppo, è ancora tanta e tutta in salita!