Il SudEst

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La Legge 107… Quando la Buona Scuola diventa sottomissione

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di LUIGINA FAVALE

Il tour del signor Renzi di questi giorni nel nostro sud si è rivelato un flop.

Occasione invece propizia per i docenti che lo hanno aspettato per manifestargli il dissenso verso una legge sulla scuola che mortifica e attanaglia gli insegnanti. Pacifiche rimostranze diventate però oggetto offeso, leso e deriso della polizia antisommossa. Ecco cari italiani la democrazia al tempo della 107 !  ecco la sovranità del popolo e la sacralità del corpo docente ai tempi della Buona Scuola. La sfilata della signora Puglisi, del signore Faraone, della signora Giannini e di Renzi poteva essere un momento buono (anche in vista del referendum) per tentare una mediazione o almeno un minimo di confronto. Si è assistito invece all'atteggiamento dispotico ed a tratti antipatico della Puglisi, alle false affermazioni di Faraone, alla mediocrità di Renzi che dice che i bambini stanno al nord, come se invece al sud ci fossero capre e infine alle dichiarazioni della signora Giannini che chiama ancora la scuola dell'infanzia "scuola materna". Si tagliano ore ad alcune discipline fondamentali ,comprese la filosofia e la storia dell'arte, che di solito aiutano ad allargare le proprie vedute; si affollano le sezioni riempiendole con almeno 28 bambini ai quali non viene garantito lo spazio geografico sufficiente per vivere bene la quotidianità scolastica; si giudicano i ragazzi con prove invalsi come se una x sul vero o falso potesse davvero raccontare chi sono , cosa sanno e di cosa hanno bisogno; si gioca alla roulette russa ..oh pardon.. all'algoritmo per destinare gli insegnanti su qualche monte sperduto della penisola; ci si dimentica della continuità educativa; si trasforma il dirigente scolastico in un capo d'azienda che sceglie il personale attraverso una chiamata per competenze molto discutibile; si assumono i "potenziati" su cattedre che non corrispondono alla loro cdc; non si tiene conto dei criteri di anzianità e dei punteggi nelle graduatorie; si lasciano ammuffire nelle gae docenti vincitori di concorso che vengono poi eclissati dai ricorsisti; si imbandisce un concorso a cattedre ma stranamente i posti scompaiono quotidianamente; non si garantisce lo stipendio ai supplenti per mesi e si tenta di omologare gli alunni. Questa riforma della scuola era necessaria? Oppure è solo un tentativo per realizzare una scuola diversa da quella che dovrebbe coltivare la libertà e la crescita dell'individuo? Ignorare le richieste dei docenti, le preoccupazioni delle famiglie, le ansie dei precari e le voci degli invisibili e perseverare in un cammino non condiviso da chi poi ci sta dentro la scuola perchè ci lavora, la vive e la ama, vuol dire costruire una scuola che non è buona ma è l'habitat ideale per crescere burattini e sottomessi.