Il SudEst

Monday
Aug 21st
Dimensione carattere
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home

Lettera aperta di La Scuola invisibile al Ministro della Pubblica Istruzione

Email Stampa PDF

di LUIGINA FAVALE*

Al ministro della

Pubblica istruzione

Ministro, il processo industriale e lo sviluppo economico hanno modificato, plasmato, dettato le regole e la vita dell’istituzione scolastica.

Quante volte abbiamo sentito l’espressione” se vuoi lavorare studia! impegnati! prendi una laurea! ” Tante volte. Nel corso dei secoli abbiamo dato per scontato che la scuola e il lavoro fossero complementari e necessari l’una all’altra in rapporto interdipendenti.  È possibile che sia così…ed è giusto.  Ma in questo interscambio ci siamo lasciati sfuggire un elemento importante: la personalità e la naturale inclinazione degli individui. A volte caro ministro mi domando, da genitore e da docente, se per caso non stiamo insegnando ai nostri ragazzi ad essere stupidi lì dove li facciamo sentire inadeguati. Stiamo abituando i nostri discenti al lavoro industriale. alla robotizzazione. Già nella disposizione geo-spaziale dei locali scolastici abbiamo file di banchi ordinate parallelamente. Tutto è regolamentato da fasce orarie non flessibili e soggette ad una sola pausa ricreativa durante la quale più che ricreando si ingurgita velocemente un panino. La cura del corpo attraverso l’attività fisica è  marginale e nella scuola primaria affidata a personale non qualificato. Ma la cosa peggiore è che per analogia riconduce ai meccanismi aziendali e manageriali è che i ragazzi vengono fatti competere. Paesi come la Finlandia, giusto per citare quello più emulato da altri stati, promuovono la collaborazione e la cooperatività. Noi invece puntiamo alla competizione e diamo valore ai loro risultati con numeri e lettere. Una A+ nel compito di italiano come se fosse una classe energetica. oppure un 9 in geografia come se fosse una corsa campestre. E inscatoliamo tutto in testa risposta multipla dove una X indica se un ragazzo vale o meno. Ignoriamo quindi tutto il percorso emotivo culturale, contenutistico di un alunno dimenticando gli sforzi e l’impegno che lo hanno portato fin lì.  Le congetture multiple le prendiamo in considerazione quando somministrato i test? I test sono stati inventati per stimare le potenzialità delle reclute militari nella prima guerra mondiale e noi li utilizziamo a distanza di decine di anni convinti che stiamo proiettando i ragazzi verso il futuro: la vita è tutto un quiz diceva una vecchia canzone. Ma il futuro non e’fatto da “organismi” tutti uguali. Omologati. Da genitore posso confermare che i miei due figli sono completamente diversi e ne deriva che il mio approccio con loro è differente. Da docente mi trovo davanti a 25 bambini che sono tutti diversi, che hanno sogni, difficoltà, potenzialità totalmente differenti. Come posso io giungere al cuore di ognuno di loro se devo insegnare a tutti le stesse cose, lo stesso programma che è stato scelto dalla classe politica dirigente e non dal corpo docente. Siamo solo esecutori di scelte più  alte..fatte da chi spesso e volentieri non ha insegnato un solo giorno della propria vita. Caro ministro, come insegnante e come adulta che fortemente avverte la responsabilità del futuro dei miei ragazzi, come Invisibile in un sistema di cloni e di Omologati CHIEDO a gran voce che la scuola italiana diventi occasione per ciascun individuo di coltivare i propri sogni e di crescere secondo le proprie inclinazioni. CHIEDO che la scuola diventi il luogo in cui si impara la libertà di essere, il luogo dove vengono forniti gli strumenti necessari a fare di un bambino un adulto prima di tutto felice e poi lavoratore. Un posto in cui la produzione  economica non entra e dove l’unico processo accettato è  quello che fa i diventare uomini e donne capaci di investire bene in una società che accetta e sfrutta le diversità di ciascuno. Io CHIEDO  che chi governa  ascolti chi lavora nella scuola ogni giorno e la ama e la conosce in tutte le sue difficoltà  e crede in questa istituzione come l’unica alternativa sana ad una società  che ci vuole  tutti belli,sani, magri, ricchi e produttivi. Caro ministro io penso che chi fa la scuola dal di dentro debba e merita di sedersi accanto a chi legiferano in materia scolastica quando c’è da fare un cambiamento o una modifica al sistema. Perché chi quotidianamente affronta le problematiche  interne può offrire a chi governa idee utili a favorire soluzioni che mai quanto in questo momento  si fanno urgenti. Grazie.

*Responsabile  ufficio stampa de “la scuola invisibile”