Il SudEst

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Scuola: 8 Deleghe senza progetto

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di CARMELA BLANDINI & Area di Azione Civile

Le 8 Deleghe della Legge 107  (Buona scuola) previste dai commi 180 e 181 sono state approvate dal Consiglio dei ministri del governo Gentiloni il 7 Aprile 2017. Nessuno in quel Consiglio ha pensato a cosa stava approvando, nessun ministro  forse ci ha capito niente, nessuno di loro ha pensato al bene della Scuola e alle centinaia di migliaia di Studenti italiani che vivono nell’attuale stato confusionale della loro Scuola.

L’unico pensiero che i ministri hanno avuto pare sia stato quello di dare seguito e ragione alla Buona scuola di Renzi, compresa la ministra dell’Istruzione, il cui unico pregio sembra essere quello di avere avuto la fortuna di sedere su una poltrona di cui nemmeno cerca di intuire la grande importanza per  il futuro dell’Italia.

Ci chiediamo, a ragione, se il Consiglio dei ministri abbia chiare le conseguenze di  aver approvato delle norme che vengono imposte senza discernimento, senza approfondimento, senza riflessione, senza un Progetto.

In tanti parlano  nel mondo dei grandi risultati raggiunti in Finlandia dalla riforma della Scuola, ma pochi ricordano che quella riforma è stata inserita nel tessuto sociale per gradi e nel corso di una fila di ben quaranta anni. La Finlandia, in modo intelligente e accorto, non ha sconvolto la sua Scuola in pochi mesi, i vari governi, con pazienza, hanno interpellato i docenti, hanno studiato norme necessarie a tutta la società, hanno tenuto sempre presenti i parametri di difficoltà della riforma introducendola,  e testandola sul campo,   nel corso di lunghi anni. In questo modo la Finlandia ha aspettato che la classe dei docenti si rinnovasse, che i vecchi docenti andassero in pensione e non ha sconvolto la loro vita, ha aspettato che le famiglie arrivassero ad avere anche altre leggi, parallele, che  sostenessero nel nuovo percorso  scolastico sia gli studenti che i genitori. Così è avvenuto anche in altri Paesi dove le riforme della Scuola funzionano e se ne vedono i frutti.

In Italia, invece, si scopiazzano i desideri dei poteri del capitalismo, si umiliano i docenti che insegnano ormai da tanti anni, si impongono regole di stampo dittatoriale che nessuna persona normale attuerebbe a casa sua, si degrada la Scuola Pubblica Statale  con una rabbia forse repressa  e indotta dal’aver subito qualche bocciatura giovanile e, soprattutto, con l’indifferenza verso soluzioni eque e condivise, che sarebbero le uniche che potrebbero risollevare le sorti non solo dei nostri giovani studenti, ma di tutto il sistema sociale ed economico del Paese.

Non possiamo fare a meno di chiederci quale sia il Progetto Scuola Italia.

Forse che l’arruolamento triennale dei docenti, pagati con pochi euro, fermerà la discontinuità scolastica o anche il precariato? Forse che sconvolgere il futuro degli studenti disabili con poche ore di insegnamento di sostegno, e senza una commissione medica adeguata che li tuteli e li segua, risolleverà le casse dello Stato? Forse che con l’esclusione della legge 104 si vogliono respingere i disabili fino a nasconderli nel buio delle loro case perché è fastidioso vederli andare a scuola e questo potrebbe frenare il turismo in Italia? Forse che con l’alternanza Scuola-lavoro obbligatoria per ottenere il diploma di Stato, con lo sfruttamento degli studenti e il contributo che le aziende chiedono alle famiglie per concedere la documentazione necessaria agli esami, si vogliono risanare le casse degli imprenditori? Forse che il sistema integrato da 0 a 6 anni è fatto apposta per favorire gli Enti Privati e farli prosperare?

Noi possiamo affermare che la maggior parte dei docenti italiani continua a chiedersi quale sia il Progetto che  governo e  ministri  hanno costruito per la Scuola Italiana Pubblica Statale. Se questo Progetto esiste vorremmo conoscerlo tutti, vorremmo conoscerne la presentazione, gli attori, gli inclusi e gli esclusi, lo svolgimento, i parametri, le competenze, gli obiettivi e anche le conoscenze che i ministri hanno nella loro mente.

Se la ministra Fedeli e/o chiunque altro del Consiglio dei ministri hanno dato una lettura, anche veloce, a quello che hanno firmato e approvato nelle 8 deleghe della legge 107, ci dicano una volta per tutte qual è il Progetto Scuola Italia, perché ancora la Scuola Italia è in piena confusione.