Il SudEst

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Fase transitoria: il risultato di una lunga mediazione

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di VALERIA BRUCCOLA*

La bozza di decreto, che era stata frettolosamente presentata poco dopo l'insediamento al MIUR della nuova "squadra", ci aveva raggelati.

Ancora una volta il Governo, come il precedente, disconosceva le specificità dei docenti precari delle Graduatorie d'Istituto, il loro status di precari con anni di servizio alle spalle, i loro titoli, la loro necessità strutturale nel sistema scolastico nazionale, che mai come quest'anno ha utilizzato i precari delle suddette graduatorie per permettere alla scuola di reggersi e di garantire un regolare servizio. Nonostante i fallimenti nel reclutamento e nelle fasi del concorso 2016, tutt'ora in atto, il nuovo Governo non aveva arretrato di un passo... Molto chiare sono sempre state le intenzioni del Governo e della maggioranza che lo sostiene: mantenere il punto su quelli che erano i pilastri delle 107. Nonostante le specificità della categoria, dovevamo entrare a forza nel nuovo sistema di reclutamento, facendo i conti con la spada di Damocle del vincolo dei tre anni di servizio come limite massimo per la stipula dei contratti a tempo determinato, come la legge 107 ha stabilito, in totale contrasto con le direttive europee contro lo sfruttamento del precariato. Inutile ricordare che c'è stata una levata di scudi contro quella bozza ma, visto l'iter di approvazione della 107 stessa, quando tutte le proposte e i rilievi del mondo della scuola e delle associazioni sono cadute nel vuoto, non restava che combattere strenuamente per tentare di portare a casa il miglior risultato possibile, senza rischiare di vanificare gli sforzi impiegati e di perdere una opportunità. Grazie alla sinergia consolidata con il Mida precari e al lavoro instancabile e disinteressato dei suoi coordinatori, siamo riusciti nel miracolo: tutte le proposte portate all'attenzione delle commissioni parlamentari e della Ministra sono state accolte. Il perché è molto semplice: sono state messe sul tavolo proposte di buon senso, che miravano ad essere ritenute accoglibili, pena un nuovo fallimento. Il principio fondamentale alla base della nostra proposta, che ha permesso di aprire una breccia, è stato espresso dalla gradualità del processo di stabilizzazione, stabilita da una valutazione non selettiva che permetterà, in un arco contenuto di tempo, di assorbire per la scuola secondaria la seconda fascia di istituto. Per la III fascia, dove permangono le maggiori contraddizioni in presenza di titoli validi all'insegnamento e nessuna possibilità di essere considerati adeguatamente da buona parte del mondo politico, una soluzione similare, ma limitatamente a chi ha almeno tre anni di servizio non continuativi, parametro migliorato rispetto a quello definito per l'accesso ai PAS. Detto in altre parole, abbiamo cercato una strada percorribile, contrariamente a tante altre organizzazioni che, pur con argomentazioni valide, proponevano soluzioni che non sarebbero mai state accolte, aprendo in campo alla possibilità che passassero norme più restrittive e selettive, come la maggioranza parlamentare voleva. Tra i decreti approvati, l'unico ad aver accolto le proposte delle associazioni è quello che definisce la fase transitoria e di questo siamo fieri. Abbiamo ricevuto ogni sorta di accusa e di offesa ma siamo convinti che non si poteva sperare in un provvedimento migliore e che i nostri sforzi comuni permetteranno di aggiungere, agli altri, un grande risultato, forse il più significativo di tutti. Migliaia di docenti esclusi dal reclutamento della 107, umiliati da un concorso vergognoso, potranno avere una possibilità concreta. Questo risultato non potrà essere messo in discussione. Per tutte le altre contraddizioni e disattenzioni, tra cui l'impossibilità di abilitarsi subita dai docenti di III fascia, ci saranno altre sedi di lotta.

* Coordinatrice Nazionale Adida